Cuorgnè (TO) : Borgo, torre rotonda e quadrata

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Storia del sito:
Il territorio di Cuorgnè fu frequentato dall’uomo già nel Paleolitico Superiore e abitato stabilmente nel Neolitico; una notevole quantità di reperti, sparsi su tutto il territorio, risale all’epoca romana. Negli immediati dintorni dell’attuale Cuorgnè sorse un importante centro medievale, quella “Curtis Canava” da cui prese il nome il territorio circostante, il Canavese. Fino a quando nei documenti medievali appaiono riferimenti alla Curtis Canava, ossia fino alla prima metà del secolo XI, non è mai attestata la presenza, nella regione, di una località il cui nome si possa collegare in qualche modo con Cuorgnè. Solo dopo la scomparsa del luogo di Canava, avvenuta secondo l’opinione di storici locali in seguito a grandi straripamenti del torrente Orco fra il 1028 e il 1030 ma in realtà mai provata, i documenti cominciano a riferire il nome di “Corgnato”. Il nuovo borgo medievale venne costruito su una collina al sicuro dalle inondazioni, intorno ad un castrum, cioè un recinto fortificato, che nel XII secolo era probabilmente di proprietà della famiglia dei Silvesco. Estintosi questa famiglia, il castello passò per via femminile ai Valperga. Di questo castello è rimasta solo la cosiddetta “Torre Rotonda”, secondo alcuni studiosi costruita sulle fondamenta di una torre di guardia tardo romana.
Il borgo di Cuorgnè ebbe un primo ampliamento con la suddivisione in sedimi regolari del terreno attorno alla Torre Rotonda; diede ampio spazio al mercato fornendo di una larga sede la via commerciale che attraversa l’abitato (anche quando sarà ristretta per la costruzione dei portici da ambo i lati continuerà ad essere chiamata “platea Burgi”); dotò il nuovo insediamento di una cinta di mura. Nelle mura si aprivano porte, dotate di torre e ponte levatoio. All’imbocco dell’attuale via Arduino sorgeva la porta principale, detta “Piè del Borgo”. Sul lato verso il torrente Orco lo stesso dislivello del terreno costituiva di per sé una protezione che fu integrata con opere in muratura o palizzate in legno; il lato verso la Villa e il tratto che dall’attuale Piazza Boetto conduce alla Via delle Fontane doveva essere invece circondato da un fossato, tratti del quale sono stati ritrovati durante lo scavo per l’acquedotto. Il secondo ampliamento, invece, si sarebbe sviluppato lungo la Via Arduino, come continuazione del precedente, dettato dalla necessità di nuovi spazi per il fiorente commercio che caratterizzò sin dall’origine il Borgo, strettamente connessa alle importanti vie di transito e al ponte sull’Orco. La suddivisione dell’abitato in due parti, la Villa, anticamente dominata dal castello Ardiciano, e il Borgo col castello della Torre Rotonda, si mantenne sino al 1700.
Il territorio di Cuorgnè, in periodo che non è possibile precisare per mancanza di documenti ma ipotizzabile attorno alla metà del secolo XIII, cadde in mano alla potente famiglia dei Valperga, comites de Canavise, i quali, partendo dal basso Canavese, erano riusciti a conquistare già dal 1170 il castello della Villa e iniziarono la lotta col castello del Borgo o della Torre Rotonda. Tra il 1330 e il 1380 fecero costruire una torre più alta della rotonda, detta oggi “Torre Quadrata”, a poca distanza da quella dei nemici (le torri costruite all’interno dell’abitato, segno delle lotte tra signori locali erano dette torri “di discordia”). I Valperga, lentamente, riuscirono a conquistare Cuorgnè e l’intero Canavese. Tutti i signori precedenti furono sopraffatti e i documenti relativi alle loro famiglie scomparvero e con questi tutte le notizie riguardanti il territorio e le comunità. Caduto il paese in mano ad una sola Famiglia, le due torri cessarono di avere importanza e la Torre Quadrata fu ceduta, nel 1469, al Comune che la utilizzo come torre di vedetta e più tardi vi collocò la campana civica e l’orologio.

Descrizione dei siti:
Gli elementi più caratteristici del BORGO dell’epoca medievale si trovano nell’attuale VIA ARDUINO, che forma ancora oggi un significativo esempio urbanistico e architettonico di antico borgo mercantile. I negozi si affacciavano sul portico e altri negozietti erano posti fra pilastro e pilastro verso la via carraia, “banchi fissi” con magazzino sottostante il portico cui si accedeva da botole in parte ancora ben visibili. Tutto il traffico doveva sempre transitare all’interno del Borgo. Quasi tutta la via è fiancheggiata da portici: quelli meglio conservati sono sulla sinistra con caratteristici archi slargati. Affiora ancora in qualche punto il caratteristico acciottolato che un tempo pavimentava tutta la via centrale.
L’EDIFICIO al n° 11 ha un bel soffitto tutto in legno sostenuto da robuste travature poggianti su un grande trave maestro; si noti anche la colonna cilindrica con capitello in legno. Anche la facciata è di notevole interesse, ad un piano solo con struttura in travetti lignei tamponati in laterizio, tipologia costruttiva diffusa al Nord ma rara in Piemonte. È l’edificio più antico del Borgo: di qui si può arguire come inizialmente le case non siano state subito progettate con il portico, ma questo sia venuto solo in un secondo tempo, come semplice tettoia in legno per riparare la merce posta in vendita; poi sulla tettoia venne costruita una stanza, divenuta parte integrante dell’abitazione.

In piazza Boetto, a sinistra sul fondo, si vede la facciata del Teatro Comunale, sul cui fianco si trova un’antica TORRE – PORTA, detta di “SAN GIOVANNI” appartenente alla più antica cinta muraria che separava i due rioni del Borgo e della Villa.

Sulla destra parte invece via Gorizia, stretta e tortuosa che in origine conduceva all’antico ponte sull’Orco. Proseguendo invece per la via porticata, sempre sul lato sinistro dopo un altro bel soffitto a cassettoni si trova la CASA al n° 27, impropriamente detta “del Re Arduino”, caratterizzata da arcate gotiche di tipologia tre-quattrocentesca con capitelli in pietra a motivi floreali; le porte e le finestre sono decorate da fregi in cotto a motivi floreali. Fu ricostruita nel Borgo Medievale di Torino.

Sorge al numero 26 l’alta TORRE QUADRATA, uno dei simboli di Cuorgnè, eretta dai Valperga.

Dall’altro lato della strada si innalza, al n° 37 di Via Arduino, la TORRE ROTONDA ben visibile dall’angolo della piazzetta di fronte alla chiesa seicentesca della Confraternita di San Giovanni. La robusta struttura è costruita in ciottoli di fiume posti a spina di pesce. La Torre rotonda è detta localmente anche TORRE DI CARLEVATO: una leggenda, frutto della fantasia popolare, racconta che intorno all’anno 1000 un giovane molto povero, ma con sogni di grandezza, veniva deriso dai suoi concittadini; andò all’estero, fece fortuna, ma ritornò vestito da mendicante e solo la famiglia di un vecchio amico lo accolse, mentre gli altri lo prendevano in giro col ritornello “Carlevato, Carlevato, povero partito, povero tornato”. Ma rapidamente un’alta torre venne costruita nel centro dell’abitato a mostrare la ricchezza del concittadino fortunato e deriso.

Informazioni:
Il Borgo medievale si sviluppa nel centro dell’abitato di Cuorgnè.  Comune tel. 0124 655111; Biblioteca Comunale tel.0124.655254

 

Links:
http://www.comune.cuorgne.to.it/ComGuidaTuristica.asp

http://www.regionepiemonte.info/Citt%C3%A0/Cuorgne

Bibliografia:
BELTRAMO S.. GIANADA S., Cuorgnè: nascita e sviluppo di un borgo mercantile, CORSAC, 2000
BERTOTTI M., Documenti di storia canavesana, Fratelli Enrico Editori, Ivrea, 1979

Fonti:
Le notizie sono state tratte nel 2006 dal sito del Comune e fornite dalla Biblioteca Civica di Cuorgnè.
Immagine in alto da Wikipedia; in basso da http://www.internoquattro.org

Data compilazione scheda:
12/01/2006 – aggiornamento giugno 2014

Nome del rilevatore e associazione di appartenenza:
Angela Crosta – G. A. Torinese

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