Moncalieri – Testona (TO) : Necropoli

testgioi

Storia del sito:
Il complesso di tombe  di Testona fu scavato a partire dal 22 luglio 1878 da Claudio e Edoardo Calandra. Si tratta di un ritrovamento di grande interesse sia per il numero delle sepolture (oltre 350) sia per la presenza di numerosi corredi funerari. Il giornale di scavo è oggi irreperibile e con esso le notizie sul contesto di ritrovamenti dei materiali, la planimetria e persino l’esatta localizzazione della necropoli. Il cimitero apparteneva ad una popolazione residente e raggruppata in schemi, almeno funerari, germanici e tradizionali, separati da quelli della popolazione che nel VII secolo non poteva essere che cattolica. Solo tra le donne si riscontra la presenza di tipi mediterranei che derivano dall’elemento locale.

Descrizione del sito:
Le tombe, tutte a fossa terragna eccetto un limitato gruppo costruito in laterizi all'”uso romano” (con cassa e copertura alla cappuccina), dovevano essere distribuite con relativa regolarità e spesso sovrapposte in due strati. Erano orientate Ovest-Est e disposte in file Nord-Sud, i piedi cioè a levante, il capo ad occidente e le braccia distese lungo il corpo. Le tombe avevano diversa profondità, quasi a fior di terra nella parte nord e profonde fino a due metri nella parte sud, in relazione alla diversa ricchezza e posizione sociale dei defunti: le tombe più profonde erano di norma anche le più ricche. Appartenevano sia a uomini che a donne e si può parlare di un arco d’età che va dai bambini agli anziani. La formazione della necropoli era dovuta non ad un interramento avvenuto in seguito ad un fatto d’armi, bensì ad un lento e successivo deposito di cadaveri.

Descrizione dei ritrovamenti:
Le popolazioni di origine germanica solevano seppellire i corpi dei loro morti vestiti ed armati. Il diritto di proprietà, infatti, non veniva cancellato dalla morte. Grazie a questa consuetudine sono giunti a noi numerosi reperti. Alla fase gota sembra appartenere un solo oggetto: la fibula a testa semicircolare e ricca decorazione a cloisonnè di paste vitree rosse e verdi. Per quanto riguarda i longobardi invece, si nota la presenza soprattutto di armi. Una parte ridotta degli uomini aveva come corredo la serie completa delle armi: lancia, spatha, scudo, coltello, fibbie e guarnizioni di cintura. Un altro gruppo di maschi aveva solo lo scramasax (spada corta ad un taglio). In due casi erano presenti asce da battaglia e archi, mentre non si sono rinvenuti né elmi né qualsiasi altra armatura difensiva ad eccezione dello scudo. Le tombe femminili presentavano collane di perle multicolori in terracotta, vetro, ambra e cristallo, intercalate da pendaglietti in bronzo e monete romane fuori corso. Sono anche stati trovati orecchini d’argento e di bronzo, braccialetti con perle di terracotta o di bronzo, fibbiette per fasce da gambe, fibule. Inoltre sono stati rinvenuti piccoli ornamenti, piastrine, anellini, pendaglietti, pettini, spilloni, piccoli cilindri per unguenti (uno dei quali, in bronzo, ancora ermeticamente chiuso, conteneva una sostanza grassa per colorare capelli e barba), quattro croci auree, quattro paia di forbici grandi in ferro, un paio piccolo in bronzo, una specie di rasoio, un campanello in ferro, una dozzina di anelli in ferro di varia dimensione, chiodi lunghi una decina di centimetri. È da segnalare la presenza di un fiasco da pellegrino in argilla grigia, tenera e ben depurata, ricoperto interamente da una vetrina giallognola. Il vaso, privo di piede, è caratterizzato da un lato piatto e da uno concavo decorato al centro da una rosetta a sei volute. Due brevi anse servivano probabilmente per la sua sospensione

Luogo di custodia dei materiali:
I materiali sono al Museo Archeologico di Torino. Nel 1884 il Museo acquistò infatti dagli eredi Calandra il materiale proveniente dalla necropoli di Testona. Gli scheletri invece sono andati perduti a causa del loro disfacimento.

Informazioni:
Il sito non è più individuabile anche se noto dai giornali di scavo e dai reperti. Si sa soltanto che si trovava su un campo in pendio, alle falde della collina su cui sorge Testona, in regione Vivero a ovest della strada della Sanda e a nord della linea ferroviaria Torino-Asti.

Links:
http://www.museotorino.it/view/s/61fe0d2a1783474c97a097ad8de207b5

http://www.archeogat.it/zindex/Mostra%20Collina/collina%20torinese/pag_html/testnecr.htm

Bibliografia:
CALANDRA E., Di una necropoli barbarica scoperta a Testona, Atti SPABA, 1880
NEGRO PONZI M.M., Testona: la necropoli di età longobarda, in AA.VV., Ricerche a Testona per una storia della comunità, Torino 1980
PEJRANI BARICCO L., La collezione Calandra, in AA.VV., Ricerche a Testona per una storia della comunità, Torino 1980

Fonti:
Fotografia archivio GAT.

Data compilazione scheda:
11 novembre 2000 – aggiornam. giugno 2014

Nome del rilevatore e associazione di appartenenza:
Gabriella Monzeglio – Gruppo Archeologico Torinese