Cavallermaggiore (CN) : Chiesa di San Pietro

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Storia del sito:
Per la storia della città, vedi scheda su Cavallermaggiore: edifici medievali.
La chiesa più antica di Cavallermaggiore è la CHIESA DI SAN PIETRO. L’edificio era situato all’esterno della cinta muraria medievale, e pare che nell’anno 969 fosse stato donato da Arduino il Glabro al monastero benedettino della Novalesa. Nel secolo XI fu ricostruita con parziale reimpiego di materiali di epoca romana. In epoca medievale, ebbe il titolo di parrocchia fino a quando, nel XVI secolo, venne soppiantata dalla nuova chiesa di San Michele eretta nel 1511.
Nel 2015 si è costituita la “Associazione San Pietro Cavallermaggiore”, composta di Volontari, con la finalità di restaurare la chiesa stessa e successivamente di utilizzarla come sede di eventi culturali. L’associazione ha ottenuto dal Comune di Cavallermaggiore la chiesa in Comodato d’uso gratuito.
Nel 2015 è stata rifatta la copertura dell’edificio. Dal 2016 al 2018, sotto il controllo della Sopraintendenza ai beni Artistici e Architettonici Piemonte, sono stati eseguiti i lavori di Scavo Archeologico sotto la superficie pavimentale. Attualmente è in corso il rifacimento della pavimentazione, che terminerà nel 2019.

Descrizione del sito:
La CHIESA DI SAN PIETRO, antico priorato dipendente dall’abbazia della Novalesa e poi di Breme, è in stile romanico ed è formata da tre navate che terminano con absidi. Nelle mura della chiesa, esternamente, si trovano frammenti in marmo risalenti ad epoca romana (frammento di epigrafe di epoca traianea). Citata nel testamento di Ajmone di Acaja del 1398. Era molto più lunga, ma fu ridotta nel XVIII secolo per ampliare il cimitero. Sulla facciata si può osservare una data impressa in cifre arabe: 1021. L’ iscrizione, dato che le cifre arabe in luogo di quelle romane vennero utilizzate in Italia non prima della metà del XIV secolo, viene datata, sulla base di vari elementi, al ‘700. Il 1021, considerando le caratteristiche della struttura, si potrebbe, comunque, riferire verosimilmente alla data di costruzione o di riedificazione della chiesa. L’edificio necessita di restauri.
All’interno AFFRESCHI del XV- XVI secolo. La decorazione dell’abside sinistra è attribuita ad Hans Clemer (e alla sua scuola) che la eseguì nel1490-1500: vi erano raffigurati quattro Santi, oggi ne sono visibili solo due; al centro vi è un ottocentesco Memento mori. Nel catino absidale è affrescata l’Incoronazione della Vergine, sormontata, all’esterno dell’arco, dall’Annunciazione. Il colore è quasi del tutto scomparso, è rimasta la sinopia, il disegno preparatorio, che presenta qualche campitura color ocra e tratti grigi dell’intonachino. Fu eseguita a tempera, quindi a secco, che fu in seguito ricoperta da calce che “bruciò” i colori. Vi sono tracce di interventi antichi con mordenti sui volti delle figure, che hanno ulteriormente danneggiato l’opera. Da rilevare la composizione architettonica prospetticamente ricercata al centro dell’Annunciazione; alcuni tratti che rivelano la mano del Maestro di Elva: la colomba, il volto e gli occhi della Vergine Annunciata, la Veronica nel timpano della chiesa sul fondo, i panneggi dell’abito della Madonna. Pilastro di divisione tra l’absidiola destra e la centrale: figura molto rovinata di Santa, si presume di mano di Ajmone Duce, probabilmente 1420-30. Parasta tra abside maggior e di destra: una mediocre figura di san Pietro. Muro dell’arco di trionfo : Crocifissione in cattive condizioni di conservazione. Abside centrale: Madonna col Bambino tra i santi Nicola e Giovanni Battista forse del 1470 ad opera del Turcotto. In basso figure di santi: un ecclesiastico non identificato, san Sebastiano di mano di un ignoto pittore che risente di influssi francesi. L’absidiola sinistra è opera di un artista tardogotico, forse tra il 1460 e il 1500. Le opere hanno sofferto di ridipinture e raffigurano: nel catino, Cristo in una mandorla dai colori dell’arcobaleno dona le chiavi a Pietro; nel semicilindro, da destra san Cristoforo, san Giovanni Battista, Cristo dolente, Petronilla vestita alla romana con un libro (era la figlia spirituale di san Pietro).
Invece opera di un artista di scuola monregalese del XV secolo è una Madonna in trono in una cornice a bande bianche e rosse col Bambino ritto sulle ginocchia; alla base graffiti antichi. Sulla parete di destra, da sinistra, a figura intera, i santi: Giovanni Evangelista, Maurizio (di incerta interpretazione), Benedetto, Giovanni Battista, Antonio Abate.

Informazioni:
ww.sanpietrocavallermaggiore.com
email: associazionesanpietro@gmail.com.
La sede dell’associazione  San Pietro Cavallermaggiore è in via Roma 104, presso Biblioteca Civica. Per visite contattare: 392 703 8707 (Stefano)
335 814 8141 (Laura).

Link:
www.sanpietrocavallermaggiore.it

www.comune.cavallermaggiore.cn.it/archivio/pagine/Le_Chiese.html

Bibliografia:
Carità G.; Genta E., Percorsi storici: studi sulla città di Cavallermaggiore, Edizioni del Comitato permanente per la tutela del patrimonio culturale, Cavallermaggiore CN, 1990
GALANTE GARRONE G. (a cura di), Hans Clemer, il Maestro di Elva, Ed. C.R.T. Torino, 2002

Fonti:
Fotografie GAT.

Data compilazione scheda:
9/10/2009 – aggiorn. luglio 2014

Nome del rilevatore e associazione di appartenenza:
Angela Crosta – G.A.Torinese

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