Cavallermaggiore (CN) : Edifici e chiese medievali

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Storia del sito:
Il nome potrebbe significare che era un luogo di allevamento di cavalli. Abitata sin dall’epoca romana (II sec. a.C.), infatti nel 1928 vi è stato un ritrovamento di una tomba romana in regione Trebbietta (I sec. d.C.). Alla fine del X secolo il territorio di Cavallermaggiore venne assegnato dai Marchesi di Torino alle abbazie di Novalesa e di Caramagna. In un documento datato 1028 si parla di “Cavallarium Witberti”, dal nome della famiglia dominatrice, che faceva capo a Witberto, un antenato di Arduino il Glabro, Marchese di Susa. In una bolla di Papa Lucio III (1185) si trova il nome di “Cavallarius Maius” che sarà nettamente distinto da “Cavallerleone” nel 1191. Una bolla di Papa Celestino III, infatti, parla di Cavallario Maiore e Cavallario Leone. Cavallermaggiore divenne territorio di conquista per le mire di diversi signori: nel XII secolo passò a Bonifacio del Vasto, ai Marchesi di Busca, poi ai Signori di Rossana e, infine, al Marchesato di Saluzzo. Nel 1314 vi si insediarono gli Acaja. Durante il XIV secolo venne redatto lo Statuto della cittadina, di cui ancora oggi è conservata una copia in pergamena datata 1392. Dal 1418, il territorio passò ai Savoia e la storia di Cavallermaggiore venne legata alle vicende della casata.

Descrizione del sito:
Il CENTRO STORICO conserva l’impianto urbanistico medievale. Al n° 136 di Via Roma, edificio con bassa torre medioevale (con due serie di falsi archetti marcapiano e monofore. All’interno scala elicoidale in cotto, secolo XIV) e cortile con il lato di fronte con tre logge sovrapposte del XIII secolo e il lato a destra con due logge del XVI secolo. Portale gotico in cotto nell’edificio delle scuole elementari.
A metà della bella e porticata via centrale è il palazzo cinquecentesco della famiglia Garneri, oggi sede del Municipio. Nella sala ex-consiliare del Palazzo rinascimentale (ora sede degli Uffici Demografici) si possono ammirare il soffitto in legno a cassettoni e il camino in bardiglio di Barge. Al centro spicca lo stemma dei Garneri con il motto “A Dieu Servir” datato 1590. Nel cortile loggiato il pozzo proviene dalla Motta San Giovanni. Sulla pietra che chiude il pozzo è scolpito un albero di gelso: è il più antico documento raffigurante queste colture che ci sia giunto. Uscendo sulla via principale si può ammirare la Torre Civica, la cui costruzione iniziò nel 1564 su progetto di Battista Filippi e terminò nel 1581. In altezza misura 28,60 metri, ed è dotata di un orologio e di una cella campanaria tuttora usata per annunciare eventi di vita cittadina. Restaurata nell’anno 2000, ha riportato alla luce le antiche decorazioni di W.L. Salis.

LA CHIESA DI SANTA MARIA DELLA PIEVE, ricostruita in luogo di un edificio medievale risalente alla prima metà dell’XI secolo, venne solennemente benedetta nel 1903. Si è conservato invece il CAMPANILE, che risale al ‘300, di forme gotiche con cuspide ottagonale, che presenta un notevole ciclo di AFFRESCHI (presumibilmente del XV secolo) con storie di Santo Stefano ed una Crocifissione.

SANTUARIO DELLA MADONNA DELLE GRAZIE: Inizialmente innalzato dai monaci agostiniani in forme tardo-gotiche (XV secolo), venne ricostruito all’inizio dell’ ‘800 in stile neoclassico. Il Campanile è ancora quello della primitiva chiesa del XIV secolo e presenta bifore e monofore. L’interno della chiesa è a tre navate su pilastri quadrilobati reggenti volte a costoloni. Sul fondo dell’abside semiottagonale si conserva un affresco quattrocentesco della Vergine delle Grazie, oggetto di devozione da parte dei cittadini. Da rimarcare la presenza dell’Immacolata di Jan Claret, pittore fiammingo del ’600 e l’affresco di Giovanangelo Dolce raffigurante San Gerolamo e Paolo eremita.

CAPPELLA DI SAN VITO: è una chiesetta campestre del X-XI secolo, con absidiola con affreschi di santi del ‘300 e ‘400 e nella cella lunette dipinte del ‘500. Da sinistra: san Bernardo e Antonio Abate (fine XV, inizio XVI secolo). Al centro Madonna in Maestà tra san Vito e san Modesto (XVI secolo inoltrato). A destra i santi Sebastiano e Giorgio. Nell’arco trionfale l’Annunciazione. Nelle lunette affreschi di fine XV o inizio XVI: martirio dei tre giovani nella fornace; un santo in piedi e due personaggi inginocchiati. La chiesa, di proprietà privata, necessiterebbe di essere studiata e salvaguardata.

CHIESA DI SAN MICHELE (PARROCCHIALE) edificata nel 1511, contiene dipinti e statue del XVI secolo e un bel crocifisso ligneo del XIII secolo proveniente dalla chiesa di san Pietro.

Nei dintorni, lungo la strada che porta alla chiesa della Madonna del Pilone, sorge il FORTE del MOTTURONE: faceva parte di un castello che risalirebbe al 1275, ripetutamente occupato dalle truppe del duca Carlo I nel 1537. Rimangono la cappella, ora casa rurale, e i resti in rovina della suggestiva torre a pianta circolare, alta circa 25 metri.

Informazioni:
Gli edifixci si trovano nel centro storico. La chiesa di S. Maria della Pieve in Vicolo Portone; il Santuario della B. V. delle Grazie in Via Ciartosio. Parrocchia, tel. 0172 381081 ;  Comune, tel. 0172 381055; email: info@comune.cavallermaggiore.cn.it

Links:
http://www.comune.cavallermaggiore.cn.it

Bibliografia:
CARITÀ G.; GENTA E., Percorsi storici : studi sulla città di Cavallermaggiore, Edizioni del Comitato permanente per la tutela del patrimonio culturale, Cavallermaggiore CN, 1990
PRATO P., Il santuario della Madonna delle Grazie in Cavallermaggiore, Tipolit. F.lli Scaravaglio, Torino, 1993

Fonti:
Fotografie GAT.

Data compilazione scheda:
8/10/2009 – aggiorn. luglio 2014

Nome del rilevatore e associazione di appartenenza:
Angela Crosta – G.A.Torinese

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