Boccioleto (VC): Chiesa parrocchiale di San Pietro e cappella dei Ss. Quirico e Iulitta

Storia dei siti:
PARROCCHIALE DI SAN PIETRO
La chiesa di S. Pietro fu la più antica parrocchia della val Sermenza, staccatasi da Scopa in data non documentata, ma riferibile al XV forse anche al XIV secolo. L’attuale edificio presenta una sola navata, un ampio e imponente presbiterio dominato da un sontuoso altare ligneo dorato (1702 c.), opera del valsesiano F. Antonio De Alberto. Quattro cappelle si aprono sulla navata dedicate a S. Francesco e S. Giuseppe (parete nord), S. Marta e Madonna del Rosario (parete sud). Una sacrestia, addossata al fianco sud del presbiterio custodisce bellissimi arredi lignei del XVII secolo. Un monumentale campanile, isolato dalla chiesa, fu costruito nel 1828 sul lato nord. L’edificio attuale è il risultato di interventi edilizi e decorativi realizzati soprattutto nei secoli XVII-XIX. Più difficile è ricuperare l’assetto dell’edificio primitivo, di ignota fondazione, sia perché gli interventi sopra citati ne hanno cancellate le tracce sia perché mancano i documenti (i più antichi sono del 1535).
Gli affreschi recentemente recuperati sulle pareti della navata e assegnabili a due interventi decorativi, sono oggi un utile riferimento per ipotizzare nel XV secolo una navata ampia come l’attuale, ma certamente più bassa e più corta se essa fu già alzata e allungata a partire dal 1535. Nel 1590 la chiesa risulta ancora priva di cappelle laterali, ma con l’altare maggiore in un coro decorato di dipinti, con un secondo altare dedicato a Maria Vergine, con sacrestia e campanile. La chiesa era circondata da un cimitero nel quale erano quattro cappelle. Tra il 1590 e il 1594 furono aperte, al termine della navata, la cappella della Madonna del Rosario (parete sud) e quella di S. Francesco (parete nord), e che sarà dedicata a S. Giuseppe nel 1687. Nel 1616 risulta già iniziata, senza la concessione vescovile, la cappella di S. Marta (parete sud, prossima all’ingresso), Il presbiterio dipinto, a seguito di questi interventi, risultò inadeguato per dimensioni e illuminazione e nel 1641 il vescovo ne prescrisse la ricostruzione che però fu compiuta solo nel 1684 e che comportò la perdita dell’antico coro e degli affreschi.

CAPPELLA DEI Ss. QUIRICO E IULITTA
Sconosciuta la data di erezione della Cappella, esistente nel Quattrocento (sulla base del dipinto in essa conservato), ma forse anche più antica. La titolazione ai santi Quirico e Iulitta di una cappella lungo un transito e soprattutto presso un ponte non costituisce in Valsesia un caso isolato: l’ingresso storico della valle è per tradizione riferito ad una cappella di analoga titolazione presso Bettole, frazione di Borgosesia. La cappella oggi è in uno stato di abbandono anche per la sua collocazione: vicinissima al paese ma difficile da raggiungere per le condizioni ambientali createsi negli ultimi anni a cui solo recentemente si sta cercando di rimediare. I pochi documenti attestano però un degrado e abbandono già alla fine del XVI / inizio XVII secolo: il pavimento indecente, la cancellata di legno, sopra il piccolo muro davanti all’ingresso, senza chiave, le pareti “rudibus” e, soprattutto, un deposito di sabbia di un privato al suo interno. Vengono infatti prescritti i necessari interventi di restauro e l’esecuzione di un’immagine sacra “per trattenere qualche devotione al luoco” ( 1616, vescovo Tavera). Secondo il Ravelli nel 1652 la cappella crollò e fu ricostruita alcuni anni dopo: non sono stati reperiti documenti che confermino questa indicazione: solo sulla facciata, quasi nascosta sotto il colmo del tetto, è presente la data 1658. Il dipinti rispettivamente sull’arcata della facciata e nell’abside sono di epoca successiva al Quattrocento.

Descrizione dei siti:

PARROCCHIALE DI SAN PIETRO
Le pareti della chiesa erano rivestite di antichi affreschi, perduti nel corso degli ingenti interventi edilizi, che vennero attuati a partire dalla fine del XVI secolo. I documenti confermano questa ipotesi, ma le formule generiche impiegate non permettono di precisarne l’epoca e i soggetti raffigurati. Assume pertanto particolare rilievo il recente recupero di dipinti medievali, pur frammentari, scoperti nel 1983, e compiutamente recuperati e integrati da nuove aggiunte nel corso dei restauri del 2000 e 2002. Oggi sono individuabili interventi decorativi risalenti a tempi diversi ed eseguiti su intonaci spesso sovrapposti. La campagna meglio identificabile è da collocare probabilmente all’inizio del XV secolo. Essa fu di notevole impegno estendendosi sulle pareti della navata e forse sull’antica abside. Il pittore, di identità sconosciuta e di probabile provenienza novarese, è presente in Valsesia anche a Rimasco (vedi http://archeocarta.org/alto-sermenza-rimasco-vc-chiesa-parrocchiale-di-san-giacomo/).
Lo si è denominato Anonimo di Boccioleto perché proprio i dipinti in San Pietro sono oggi quelli più consistenti numericamente, meglio leggibili sotto il profilo stilistico e pertanto utile riferimento di confronto per definirne l’identità figurativa. L’ambito artistico lombardo dell’ultimo quarto del Trecento costituisce il riferimento più evidente della sua cultura, segnata dall’eleganza del gotico internazionale di Giovannino de Grassi.
In San Pietro all’Anonimo di Boccioleto sono riconducibili i due dipinti, sopra la porta di ingresso laterale, raffiguranti un Santo vescovo e santa Caterina d’Alessandria, una Madonna del latte al termine della navata sulla parete sud e, sulla stessa parete, una probabile Adorazione dei Magi, una Madonna con Bambino in trono, una Crocifissione, un san Giacomo, tutti oggi in condizioni frammentarie. Più difficile invece è poter leggere la sua mano nel riquadro con Maria Vergine adorante il Bambino, all’esterno presso l’entrata laterale per le compromesse condizioni conservative. Questi dipinti però non furono i più antichi in quanto essi si sovrapposero, cancellandola, a una decorazione precedente, della quale sono state recuperate limitate superfici sulla parete sud della navata: è infatti possibile identificare solo un san Michele arcangelo per l’estremità di un’ala e di un braccio, che regge una bilancia. Questi lacerti sono di indubbio valore in quanto sono attualmente la testimonianza più antica di tutta la Val Sermenza, ma proprio le condizioni conservative pongono difficoltà di lettura e quindi di datazione, presumibilmente la metà del Trecento.
Sono poi da considerare i frammenti oggi nella cappella del Rosario, ma un tempo sulla parete dell’antico campanile e che pongono un interrogativo sulla loro originaria collocazione forse all’esterno. Alcuni piccoli lacerti dipinti su intonaco sovrapposto ai bordi della Madonna del latte dimostrano che anche l’intervento dell’Anonimo di Boccioleto fu coperto da successive affrescature.

CAPPELLA DEI Ss. QUIRICO E IULITTA
Il piccolo edificio, costruito con blocchi di pietre, ha un’abside semicircolare. Un solo dipinto di epoca medievale è conservato nella cappella. Si tratta di un’Annunciazione, posta come di consueto, nell’arcata che immette alla piccola abside, dove solitamente altre immagini completano il programma iconografico di questo spazio. La scarsissima documentazione non permette di stabilire se la decorazione pittorica originaria fu completata o se rimase interrotta. Nel 1616 viene precisamente indicata l’assenza di dipinti nell’abside, dove era solo un piccolo altare, mentre è specificato “supra hemyciclum est depicta imago Annunciationis B. Virginis” (visita pastorale vescovo Taverna). Successivamente, secondo gli ordini del vescovo Taverna, fu tolto l’altare e, nel 1625, fu dipinta nell’emiciclo l’immagine dei santi titolari. L’affresco è attribuito a Cristoforo Martinolio detto il Rocca.
I caratteri tardo gotici dell’Annunciazione fanno pensare ad un artista, probabilmente novarese e di cultura lombarda; da Novara infatti provengono generalmente i pittori attivi in Valsesia nel XV secolo. Accanto ad alcune ingenuità prospettiche, visibili per esempio nel trono della Vergine, sono da sottolineare una certa vivacità nell’angelo ed una puntualità e cura nelle decorazioni, purtroppo in parte perdute.

Informazioni:
Parrocchiale di San Pietro, Via Roma, tel. 0163 75136

Cappella dei Ss. Quirico e Iulitta, all’ingresso del paese, sul greto del torrente Cavaione, presso l’antico ponte oggi ridotto a rudere e nascosto da quello della carrozzabile che, essendo molto più elevata, ha relegato questo edificio a una condizione di abbandono e di isolamento.

Links:
http://prealp.msh-alpes.fr/it/node/2771  e pagine collegate (Parrocchiale di San Pietro)
http://prealp.msh-alpes.fr/it/node/2769  (Cappella Ss. Quirico e Iulitta)
http://www.comune.boccioleto.vc.it

Bibliografia:
Minonzio D., Val Sermenza in Valsesia. Repertorio analitico dei dipinti murali nel medioevo, Società valsesiana di cultura,  Borgosesia 2005
Vedi altri riferimenti nei siti sopra citati.

Fonti:
Notizie e fotografie dai siti sopra citati.

Data compilazione scheda:
30 giugno 2019

Nome del rilevatore e associazione di appartenenza:
Angela Crosta – G.A.Torinese

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Boccioleto Ss Quirico e Iulitta

 

 

 

 

 

 

Boccioleto SsQuirico e Iulitta- abside

 

 

 

 

 

 

Boccioleto Ss Quirico e Iulitta – affresco

 

 

 

 

 

 

 

Boccioleto Ss Quirico e Iulitta- anunciazione