Balmuccia (VC): Chiesa parrocchiale di Santa Margherita e Santuario Madonna dei Dinelli

Storia del sito:
La chiesa, divenuta parrocchia nel 1584 qando si separò da Scopa, è probabilmente di antica ma sconosciuta fondazione. Gli affreschi emersi alla fine del secolo scorso su entrambe le pareti della navata possono solo attestarne sia l’esistenza nella seconda metà del XV secolo sia la larghezza della navata, come l’attuale. La prima descrizione documentata (visita pastorale vescovo Speciano) risale al 1590: ha un’unica navata absidata, ben pavimentata, coperta da un soffitto di tavole, è priva di cappelle laterali ma possiede due altari, di fianco a quello maggiore, definiti antichi e che il delegato del vescovo prescrive di sopprimere. È dotata di una sacrestia sul lato nord, ma non di campanile, vi sono solo due campane poste sulla facciata in “pila lateritia” le cui funi pendono all’esterno davanti all’entrata che è priva di portico. La chiesa è circondata da un cimitero e, poco distante, è la casa parrocchiale. Entro il 1599 il coro fu rifatto di forma ottagonale ed entro il 1616 fu costruita la cappella della Madonna del Rosario sul lato nord della navata (nel 1603 era stata istituita l’omonima confraternita) e si aveva intenzione di costruirne una seconda, che fu titolata a S. Marco. Un rifacimento di un coro più ampio deve essere avvenuto entro il 1697, infatti dietro l’altare vi è lo spazio per sedili. Notevoli e consistenti interventi edilizi furono realizzati nel corso del Settecento, e proseguiti anche nel primo Ottocento. Il campanile fu costruito solo all’inizio del XVIII secolo (lato nord); ancora nel 1760 la chiesa aveva un “Prospectum… sufficientem rudem, sine vestibulo” e le due cappelle titolate a S. Anna e a S. Lucia, una di fronte all’altra, all’inizio della navata, furono realizzate probabilmente dopo la seconda metà del Settecento ed entro il 1821. Il cimitero, sempre collocato sul lato sud e ovest della chiesa, solo nel 1760 risulta spostato ove è attualmente, ossia a nord. Un particolare curioso, sempre riportato nelle visite pastorali, è la presenza di due piante di noce (lato nord) che creavano problemi alla struttura epoi, con le loro radici, al cimitero; esse servirono sempre per ricavare l’olio per le lampade.

Descrizione del sito:
Nella chiesa di Santa Margherita, nonostante la sua antica fondazione, non si conoscevano fino a pochi anni fa testimonianze pittoriche di epoca medievale. Nel 1997, durante un intervento di consolidamento degli intonaci, sulle pareti della navata sono emersi alcuni frammenti assegnabili a campagne decorative sovrapposte e di diversa epoca. Sono ancora sotto scialbo ed è in corso un restauro. Sono invece leggibili sulla parete nord un’Ultima Cena, alcuni dipinti probabilmente appartenenti a un ciclo di santa Margherita, e una Vergine in trono tra due Santi, affrescata a notevole altezza. L’Ultima Cena è in gran parte perduta per l’apertura di una finestra e per la costruzione di una lesena; il soggetto è identificabile per l’immagine mutila di una tavola imbandita e per i gesti di alcuni commensali. Essa doveva essere di vaste dimensioni e risale al XV secolo.
Più complessa è la situazione della parete sud, dove solo in un frammento più esteso, fra i numerosi emersi, si può identificare ila raffigurazione della Messa di san Gregorio: sono riconoscibili la parte inferiore di un sacerdote celebrante davanti ad un altare e un cartiglio con un’iscrizione, della quale è conservata purtroppo solo la parte destra di tutta la sua altezza. Difficile la lettura e la ricostruzione del testo: le poche parole leggibili fanno pensare ad una preghiera, incentrata sulla Passione di Cristo, e alla concessione di un’indulgenza. Talora il soggetto della Messa di san Gregorio è corredata da una lauda entro un cartiglio, ad esempio a Vanzone di Borgosesia (vedi http://archeocarta.org/borgosesia-vanzone-vc-santuario-oratorio-di-santa-maria-e-cappella/ ), a Quarona (http://archeocarta.org/quarona-vc-chiesa-di-san-giovanni-al-monte/) e a Borgosesia (San Grato), per rimanere in Valsesia. E’ possibile che questi due affreschi appartengano allo stesso intervento decorativo, anche se le loro attuali condizioni non permettono ulteriori precisazioni e questo vale anche per una proposta attributiva.

 

Storia e descrizione del sito:
In località Dinelli, presso la strada che da Balmuccia conduce a Scopa, si trova un piccolo santuario dedicato alla Madonna del Carmine. La tradizione vuole che la piccola chiesa sia sorta nel luogo dell’apparizione della Madonna ad alcuni pastorelli. Questi, incuriositi, la seguirono sino ad un masso dove rimase impressa la forma del suo piede e da dove la Vergine benedisse il paese.
Per questo, poco dopo, tra il 1400 e il 1499, venne costruito il santuario con una struttura semplice, a pianta rettangolare, coperto di volte a botte e con un solo altare laterale.
All’interno del santuario si conserva l‘affresco del XV secolo raffigurante la Madonna con il bambino in piedi sulle sue ginocchia. Quando venne costruita la chiesa, venne staccato dal muro e, in epoca barocca, riposizionato su una tavola per farne la pala d’altare.

Informazioni:
Parrocchiale, Via Roma, 1; tel. 0163 71133

 

 

 

 

 

 

 

Links:
http://prealp.msh-alpes.fr/it/node/2767 e le pagine collegate, cui rimandiamo per altre info.
https://www.comune.balmuccia.vc.it/it-it/vivere-il-comune/cosa-vedere
http://www.caivarallo.it/valsesia/sentieri-valsesia/sentieri-valsesia-dettaglio.php?sentiero=373
http://www.viaggispirituali.it/2011/10/santuario-madonna-dei-dinelli-balmuccia-vercelli/

Fonti:
Fotografie e notizie dal sito http://prealp.msh-alpes.fr/ ; foto in alto dal sito del Comune; penultima da www.caivarallo.it; ultima da www.viaggispirituali.it

Data compilazione scheda:
30 giugno 2019

Nome del rilevatore e associazione di appartenenza:
Angela Crosta – Gruppo Archeologico Torinese

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

BALMUCCIA- Madonna dei Dinelli

 

 

 

 

 

 

 

BALMUCCIA- Madonna dei Dinelli – affresco