Alto Sermenza – Rimasco (VC): Chiesa parrocchiale di San Giacomo

Storia del sito:
A partire dal 1449 i documenti attestano un edificio religioso costruito nel nucleo più antico del paese, ora frazione, di Rimasco. Nel 1479 la chiesa ottenne la separazione dalla pieve di Boccioleto e all’epoca aveva un’unica navata, non vi erano cappelle e possedeva solo un piccolo altare oltre a quello maggiore, il soffitto era di legno, ad eccezione del coro, che era provvisto di volta; la facciata era priva di entrata in quanto prospiciente la stalla di un privato e non vi era campanile, sostituito da una “turricula” con due campane (visita pastorale del 1590). Tra la fine del Cinquecento e nel Seicento furono eseguiti lavori di un rifacimento pressocchè totale e che portarono all’erezione della nuova chiesa entro il 1702.
La struttura attuale, provvista del tradizionale portico e del campanile a guglia slanciata, presenta una pianta a croce latina con abside quadrata. Probabilmente fu anche allungata la navata e il cimitero, che precedentemente circondava la chiesa, fu collocato sul lato nord.
Le uniche tracce superstiti dell’antica chiesa sono delle porzioni di affreschi visibili all’interno e che risalgono alla prima metà del ‘400.

Descrizione del sito:
Il restauro del 2005 ha permesso di portare alla luce sulla parete nord della navata nuovi dipinti medievali che si aggiungono alle due figure di Sante già prima visibili. I frammenti pittorici fanno ipotizzare decorazioni molto più estese che comprendevano la navata e l’abside. I documenti (1590, 1641) riportano solo generiche indicazioni di un coro dipinto ed è difficile capire se siano da riferire ad una decorazione del Quattrocento o successiva: oggi dietro l’altare è presente solo un affresco di Gaudenzio  Ferrari (prima metà del XVI secolo) di ridotte dimensioni.
Sono state recuperate interamente le due figure di sante, già parzialmente visibili: santa Maria Maddalena e santa Margherita; sono stati scoperti un san Lorenzo, un frammento di Santa/o non identificabile, una fascia decorativa soprastante e due riquadri più un lacerto, appartenenti ad un “Ciclo dei Mesi” collocati sotto le precedenti immagini: le figure rimaste rappresentano Febbraio, Marzo e Aprile. In base alla collocazione e ai soggetti è possibile ipotizzare che le dimensioni originarie del Ciclo dei mesi fossero circa m 9; il frammento verticale a doppio filetto bianco e rosso (a sinistra di san Lorenzo) doveva essere la cornice conclusiva di tutta la teoria di santi separati tra di loro solo da un filetto bianco. La fascia decorativa a semicerchi grigi e rossi corrispondeva forse all’altezza della navata nel Quattrocento, considerando che il piano di calpestio era più basso, come rivelano i Mesi, nascosti in parte dall’attuale pavimento; quindi la navata probabilmente non superava in altezza quattro metri.
Non è chiara la funzione della nicchia emersa nel corso del restauro e che ha causato in parte la perdita dell’immagine del diacono Lorenzo e del mese di Gennaio, essa però racchiudeva al suo interno una testimonianza dei lavori realizzati nel 1935 nella chiesa.
I dipinti sono un documento importante per la storia dell’edificio e assumono analogo rilievo sul versante dell’artista come dell’iconografia. La raffigurazione di santi martiri orientali conferma devozioni diffuse in Valsesia e una, particolarmente radicata in Val Sermenza, per san Lorenzo, più volte rappresentato.
Il ciclo dei Mesi è attualmente unico in Valsesia, dove nei pochi esempi di decorazioni di zoccoli, compaiono la raffigurazione dei Vizi o delle Opere di Misericordia.
La critica attribuisce gli affreschi all’artista novarese attivo nella chiesa parrocchiale di Boccioleto (vedi http://archeocarta.org/boccioleto-vc-chiesa-parrocchiale-di-san-pietro-e-cappella-dei-ss-quirico-e-iulitta/ ) ed operante nel primo ‘400. I mesi di Febbraio e Marzo sembrano di esecuzione qualitativamente inferiore e sono dipinti su un intonaco sottostante rispetto a quello dei Santi, ma al momento attuale per lo stato di conservazione e per una non facile lettura, si potrebbe pensare ad un intervento di aiuti in giornate diverse della stessa campagna decorativa.

Informazioni:
Il 1º gennaio 2018 Rimasco si è fuso con Rima San Giuseppe per formare il nuovo comune di Alto Sermenza.
Parrocchia, tel. 016 95105

Links:
http://prealp.msh-alpes.fr/it/node/2812 e le pagine collegate, cui rimandiamo per altre info.
https://www.comune.altosermenza.vc.it/it-it/vivere-il-comune/cosa-vedere

Fonti:
Fotografie e notizie dal sito http://prealp.msh-alpes.fr/

Data compilazione scheda:
28 giugno 2019

Nome del rilevatore e associazione di appartenenza:
Angela Crosta – Gruppo Archeologico Torinese