Piverone (TO) : reperti preistorici

Piverone forme fusione

Storia del sito:
Il gruppo etnico che si insediò nel Canavese, proveniva alla Liguria ed era originario, si presume, della zona uralo-altaica; successive testimonianze le ritroviamo anche in luoghi come Piverone ed il lago adiacente e risalgono all’età dei metalli (Bronzo medio e finale). Verso il IV secolo a.C. i Celti di origine germanica invasero le terre piemontesi e, lentamente, si mescolarono alle etnie autoctone, tanto che lo stesso Strabone, riferendosi alla Cisalpina, nomina i “popoli liguri e celtici che la abitano, quelli sui monti, questi al piano”; le notizie successive provengono da fonte romana, in particolare per quanto riguarda i Salassi e gli Ictimuli che abitarono il canavese. Dal punto di vista documentale, al momento attuale, le testimonianze archeologiche più cospicue sono riferibili all’età del Bronzo medio-tardo e Bronzo finale e riguardano siti terrestri e siti lacustri subacquei.

Descrizione del sito:
Le zone di rinvenimento dei reperti sono coperte

Descrizione dei ritrovamenti:
Il reperto più importante è una FORMA DI FUSIONE PER GLADI. All’inizio del ’900 in località Navione di Piverone è stata rinvenuta una forma di fusione composta da due grossi parallelepipedi in pietra ollare abbinati, di cui uno spezzato in due frammenti. Tre incisioni permettevano la fusione di spade di bronzo di tipo Erbenheim (Renanica) in tre lunghezze differenti, di cm 65, 72, 75; sono inoltre presenti numerosi sfiatatoi agli imbocchi di colata in corrispondenza delle punte delle lame. Nelle due parti della forma sono visibili i perni in rame o in bronzo ed i fori corrispondenti che servivano per assicurare la giusta sovrapposizione delle due metà. Questo reperto attesta attività metallurgiche della cultura dei Campi d’Urne, sul finire dell’età del Bronzo.
Il reperto è oggi conservato presso il Museo Archeologico di Torino.

Nella regione Navione (Nord-Ovest) e nei pressi del Gesiun (vedi scheda) sono stati scoperti numerosi resti di FORNACI primitive, insieme a scorie di fusione, frammenti di crogioli in pietra, di vasi e coppe in pietra ollare valdostana. La fornace meglio conservata si trova interrata presso la chiesa di San Pietro in Navione: è fatta in laterizi e creta, profonda oltre 1 m e con un diametro di quasi 3 m.
Sempre nella zona tra Piverone e Viverone sono stati trovati molti altri reperti, di difficile datazione (periodo pre-romano) in quanto non facilmente distinguibili da quelli di età romana.

Anche presso il Lago di Bertignano, località Cava di Purcarel, è stato individuato un VILLAGGIO LACUSTRE di capanne costruite su dodici ammassi di ciottoli di grosse dimensioni. Uno scavo eseguito nel luogo di tale villaggio avrebbe portato ad individuare materiali ceramici riferibili a due differenti strati, che possono indicare, anche se non si possono datare i reperti, due epoche differenti di frequentazione del sito.

Nel 1830 nella torbiera di Moregna (lato sud-ovest) fu rinvenuta casualmente una SPADA DI BRONZO “tipo Monza”, lunga 65 cm. Essa presenta un codolo a spina stretta e una base con due fori sotto alla quale due rientranze formano una strozzatura; la lama a sezione romboidale è lunga e stretta, con una costola centrale delimitata da due solcature. Attualmente è conservata al Museo Archeologico di Torino.

Informazioni:
I reperti sono stati trovati in diverse aree del comune di Piverone.

Links:
http://www.comune.piverone.to.it/Contesto-Preistorico.php

Bibliografia:
MANDOLESI A., Paesaggi archeologici de Piemonte e della Valle d’Aosta, Editurist – Fondaz. CRT – Regione Piemonte – Assoc. antichità e arti subalpine, Torino 2007

Fonti:
Fotografia dal sito del Comune.

Data compilazione scheda:
08/10/2006 – aggiornam. luglio 2014

Nome del rilevatore e associazione di appartenenza:
Angela Crosta – Gruppo Archeologico Torinese

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