Moncalieri (TO) : Collezione Archeologica del Real Collegio

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Storia del Museo:
La collezione venne costituita da Padre Bruzza, ad eccezione di alcuni pezzi pervenuti a seguito di successive donazioni di privati. In essa troviamo reperti provenienti da varie parti d’Italia, tra il 1839 ed il 1883.
Dopo la chiusura del Real Collegio e il passaggio dell’edificio  alla fondazione Collegio Carlo Alberto sorta nel 2004 su iniziativa della Compagnia di San Paolo e dell’Università di Torino, le collezioni – di proprietà dei Padri Barnabiti – sono state divise: quelle di storia naturale (mineralogica e malacologica, ornitologica, entomologica; la raccolta di numerosi strumenti scientifici tra cui quelli di meteorologia appartenuti alla specola del Collegio istituita da Padre Denza) sono rimaste nei locali dell’ex Collegio, invece la collezione archeologica, numerosi dipinti, la raccolta numismatica e la biblioteca ricca di 40.000 volumi sono stati trasferiti nella Casa dei Padri Barnabiti.

Descrizione delle collezioni:
Un primo nucleo della collezione archeologica comprende gli oggetti piemontesi provenienti dalla zona vercellese, reperiti da Padre Bruzza durante il suo soggiorno a Vercelli tra il 1839 ed il 1853. Si tratta in maggioranza di balsamari in vetro, collocabili tra il I ed il II sec. d.C., quasi tutti ritrovati in contesti di necropoli romane situate nei territori di Vercelli, Pezzana, Casale Monferrato, Tronzano e Aosta. Sono inoltre presenti oggetti metallici ed in particolare un “piede” (unità di misura romana corrispondente a 289 mm) ritrovato nel 1834 a Pollenzo.
Si registra anche la presenza di una applique da Industria e lucerne, munite di bollo di fabbrica. Il pezzo più importante comunque è costituito da un’epigrafe funeraria proveniente da Monticello.
Il secondo nucleo della collezione è costituito da reperti provenienti dalla zona campana ed apula. Padre Bruzza soggiornò a Napoli dal 1853 al 1856. I vasi di tipo Gnathia (Puglia) sono diciassette e sono su fondo a vernice nera con decorazione a motivi vegetali. I vasi a figure rosse sono ventisette provenienti da Taranto e Ruvo e sette provenienti da Napoli. Alcuni frammenti pittorici provengono da Pozzuoli ed in particolare dalle tombe monumentali lungo la Via Campana che portava a Cuma (I sec. a.C. – II sec. d.C.). A questo nucleo si aggiungono frammenti di vasi aretini e figurine in terracotta.
Da Capo Miseno provengono quattro epigrafi funerarie e da Baia una fistula plumbea con epigrafe.
Il terzo nucleo di reperti proviene da Roma e dintorni e risale al periodo di soggiorno a Roma di Padre Bruzzafra il 1867 ed il 1883.
Reperti provengono dal Testaccio, da Frascati (zona della Villa della Ruffinella al Tuscolo) e da Palestrina e comprendono, tra gli altri, numerose lucerne, dall’epoca tardo-repubblicana sino alla paleocristiana, due epigrafi e dodici vasi attici.
Un quarto nucleo di reperti è costituito da oggetti eterogenei acquisiti per vie diverse e provenienti da varie località (Sulcis – Sardegna, Tarquinia – VT, Chiusi – PG da cui ci giunse un’urnetta funeraria, ecc.). Altri tre pezzi provengono da fuori italia (Tunisi, Alessandria d’Egitto, Filippopoli in Tracia).
Nucleo a se stante fanno una ventina di reperti egizi autentici ed un centinaio di calchi di scarabei, amuleti e gemme. I due ushabti sono uno di legno ricoperto da bitume, mentre l’altro di faience azzurra risalenti ad un periodo compreso fra la XIX e la XXII dinastia. Completano la raccolta frammenti di papiro, due teste ed una mano di mummia proveniente dalla Valle dei Re, frammenti di tele e di bende ad uso funerario.

Informazioni:
Le collezioni sono visitabili  il secondo sabato del mese con visita guidata a cura del GAT, prenotare alla mail: segreteria@archeogat.it; oppure su appuntamento con i Padri Barnabiti, tel. 011 641571

Link:
http://www.comune.moncalieri.to.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/134

Bibliografia:
BERTOLOTTO C. (a cura di ),  Il Real Collegio e i Barnabiti a Moncalieri,  Celid Edizioni, Torino 1997

Fonti:
Fotografia dal sito del Comune.

Data compilazione scheda:
26 ottobre 2000 – aggiornam. a cura del GAT a giugno 2014  e ottobre 2015

Nome del rilevatore e associazione di appartenenza:
Feliciano Della Mora – Gruppo Archeologico Torinese