Busano (TO) : Ricetto e chiesa di San Tommaso

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Storia del sito:
Secondo la “Cronaca dell’Abbazia di Fruttuaria”, nel 1019 il Conte Emerico (o Eimerico o Armerico) signore di Barbania, di Corio, Busano, Rocca e Rivara fondò un convento femminile a Busano. Il conte dotò il monastero di vari beni tratti dal suo feudo e rese consignora di Rivara sua figlia Libania che venne eletta prima badessa del nuovo monastero.
In seguito, per l’impossibilità di difendere il monastero da ingerenze esterne, nel 1114, la famiglia fondatrice rinunciò ad ogni prerogativa e lo pose sotto la giurisdizione dell’Abbazia di Fruttuaria.
I conti di Valperga successivamente si impossessarono di Rivara ed estesero la loro influenza anche sul monastero e sul borgo di Busano: mentre alcune dame della famiglia assunsero la guida del monastero, i Conti inglobarono il borgo nel feudo di Rivara. Pare che i feudatari di Rivara fossero soggetti al marchese del Monferrato e in un documento del 1164 l’imperatore Federico confermava loro, fra varie terre, anche Rivara.
Nei secoli tra il XIII e il XIV intorno al monastero si sviluppò un borgo fortificato o ricetto, costituito da parecchie “celle” costruite su zona rialzata e due torri-porta. Queste caratteristiche, anomale per i ricetti canavesani, fanno pensare ad un’origine abitativa consortile e rurale attorno ad una casa-forte.
Guglielmo, conte di Rivara e di Valperga, dal 1232 al 1240 fu in lite col monastero di Fruttuaria e di Belmonte per il possesso di beni del monastero di Busano; fu condannato e dovette restituire ai Busanesi quanto aveva loro sequestrato. Il territorio di Busano nei secoli seguenti seguì le vicende di Rivara e passò ai Savoia.
Oggi dell’antico monastero rimane solo la chiesa che vi era annessa, dedicata a san Tommaso apostolo e ora, dopo ampliamenti e rifacimenti, parrocchiale del paese.

Descrizione del sito:
RICETTO: il nucleo difensivo del borgo, sviluppatosi tra il XIII e il XIV secolo, presentava forma ellittica irregolare; fu edificato su una zona rialzata di 2,5 metri rispetto al piano ed era costituito da 2 torri-porta a sud e ad est e da 2 fasce di celle alte ben 8,6 metri, costruite in muratura compatta di blocchi di pietra e ciottoli di fiume. Oggi la forma del ricetto è riconoscibile percorrendo a piedi il suo perimetro. Rimangono i resti di alcune celle; la torre sud ora è inglobata in un altro edificio.

TORRE-PORTA: sul lato est del ricetto, vicino alla chiesa parrocchiale, si è conservata la massiccia torre, alta 19 metri, formata da pietre squadrate angolari e pietrame; era munita di ponte levatoio di cui rimangono le aperture dei bolzoni sul lato esterno (dal lato interno si apriva a circa 8 metri una porta (ora murata) per l’accesso al cammino di ronda. Sulla torre vi era anche un affresco tardo-gotico oggi non più leggibile. In tempi più recenti alla torre vennero aggiunte una cella campanaria e l’orologio.

La CHIESA PARROCCHIALE DI SAN TOMMASO: della iniziale costruzione annessa al convento, iniziata verso il 1040, sono conservate esternamente le tre absidi in stile romanico, con archetti pensili e nicchie cieche o fornici; la muratura venne purtroppo ricoperta da intonaco. Secondo la tradizione vi fu sepolta nel 1064, in luogo ignoto, la santa badessa Libania.
Nel 1630 venne sostituita la copertura a capriata con volte in muratura; il lavoro richiese un adeguamento dei muri perimetrali con conseguente alterazione dei volumi originari. L’interno e la facciata della chiesa vennero rifatte in stile barocco.

Informazioni:
Comune, tel. 0124 48000; Parrocchia tel. 0124 48088


Link:
http://www.comune.busano.to.it/torre.php

Bibliografia:
VIGLINO DAVICO M., I Ricetti, Edialbra, Torino, 1978
OLIVERO E., La millenaria Parrocchia di Busano, Tip. G. Anfossi, Torino, 1929
TOSCO C., Architettura e riforma ecclesiastica nel secolo XI: il San Tommaso di Busano, in “Bollettino della Soc. Piemontese di archeologia e belle arti”, 47/1995, Torino, 1995

Fonti:
Fotografie GAT.

Data compilazione scheda:
08/05/2006 – aggiornam. giugno 2014

Nome del rilevatore e associazione di appartenenza:
Angela Crosta – Gruppo Archeologico Torinese

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