Val della Torre – Brione (TO): Chiesa di Santa Maria della Spina

Storia del sito:
Le prime notizie della presenza umana sul territorio comunale risalgono all’epoca romana, come testimonia una lapide funeraria risalente all’Impero Romano, rinvenuta nella Frazione Brione e conservata presso la Chiesa Parrocchiale di Brione (Santa Maria della Spina) sino alla fine del XIX secolo. La lapide ricorda un certo Valerio Vinissio, figlio di Anfione. Alcuni reperti in pietra e laterizio sono stati rinvenuti nella zona della diruta Chiesa di San Giuliano, in vicinanza della Borgata Verna. Si pensa che, in quel periodo, nella località attualmente denominata Capoluogo sorgesse una colonia penale, mentre Brione aveva la preorogativa di centro religioso.
Lo stesso toponimo attribuito al torrente che solca la  valle, Casternone, ha una etimologia romana essendo riconducibile al latino Castrum Nonum, che comprova l’esistenza di un nono accampamento romano adibito, con ogni probabilità, a colonia penale. La storia di Val della Torre è profondamente legata ai monasteri di San Martiniano, citato in un documento del 904, che andò in rovina attorno all’anno 1000 e, soprattutto, a quello femminile cistercense di Brione (attuale Chiesa di Santa Maria della Spina), che raggiunse il massimo dello splendore nei secoli XIII e XIV.

La costruzione della chiesa è ascrivibile agli inizi del XII secolo, citata per la prima volta in un documento datato 1118, nell’elenco dei beni posseduti dall’Abbazia di San Solutore di Torino.
In un documento datato 26 novembre 1200 si legge che Remota è la “priorissa ecclesiae Sancte Marie de Briono”. Le monache cistercensi precedentemente occupavano, come si evince da un documento datato 30 giugno 1197, il monastero di San Martiniano. Consacrata il 30 dicembre 1283 dal Vescovo di Torino Goffredo di Montanaro, è da ascrivere allo stile romanico-lombardo e realizzata a cavallo del 1200. Nel secolo XIII il Priorato femminile Cistercense di Brione era l’ente più forte che comandava in Val della Torre, estendeva la sua influenza anche fuori della valle e persino in Torino; imprestava anche denari e faceva operazioni bancarie di depositi e prestiti.
Verso il Trecento comincia la decadenza del monastero, che si accentua nel secolo seguente. Nella relazione della visita pastorale di Mons. Peruzzi (vescovo di Sarsina) del 1584, si legge che la chiesa è “ampia ma fieramente desolata e con parecchi altari indecentissimi”. In seguito alla visita pastorale viene aggiunta la specifica “della Spina”. Quando il Concilio di Trento vietò ai monasteri femminili di stare fuori dell’abitato, il monastero di Santa Maria, in cui era già sostituita la regola di Santa Chiara a quella Cistercense, passò a Moncalieri. Il 1° dicembre 1601, con decreto dell’Arcivescovo di Torino, Monsignor Broglia, viene definitivamente chiuso e le monache trasferite presso le Clarisse di Torino; la chiesa di Brione venne poi costituita in parrocchia.
Classificata monumento nazionale il 15 luglio 1903.

Descrizione del sito:
la Chiesa, in stile romanico-lombardo nel suo più completo sviluppo, è sita lungo la strada provinciale che collega Alpignano a Givoletto, in corrispondenza della frazione di Brione. L’edificio presenta tutti i fronti liberi, ad esclusione di quello a nord, ove si collocano i locali ad uso parrocchiale, e con facciata rivolta ad ovest.

Pianta: la Chiesa ha pianta a T, costituita da tre navate, di cui le laterali molto strette: quella a sinistra è larga circa 1,50 metri, quella a destra 1,30 metri concluse da transetto (che sporge esternamente di circa 2 metri) e absidi; la lunghezza complessiva interna della chiesa è di circa 25 metri. La navata centrale e quella destra sono concluse da absidi semicircolari. L’abside che concludeva la navata sinistra è stata sostituita con l’attuale sacrestia. Il presbiterio è collocato nella crociera del transetto.

Struttura: l’edificio ha struttura portante mista in pietrame e mattoni, completamente intonacata internamente, parzialmente all’esterno; il tetto è a falde, con struttura lignea e manto di copertura in coppi. Le campate della navata centrale sono coperte da volte a botte unghiate, mentre la quinta campata e le navate laterali sono coperte da volta a botte; le absidi sono coperte da semicupole; i bracci del transetto sono coperti da volta a botte a destra e volta a padiglione a sinistra. Il tetto è a falde, con struttura lignea e manto di copertura in coppi.

Facciata: la facciata, volta a occidente, è con fronte a capanna e salienti, tutta di mattoni in vista e ci presenta nella cornice un’elegante e ben fatta archeggiatura a tutto sesto in cotto.
Le pendenze del frontone formano al vertice un angolo di 135°. La parte centrale è conclusa con una cornice in cotto ad archetti, mentre le pendenze delle navatelle laterali sono fregiate da cornici in cotto dentellate. Il portale d’ingresso, in legno a due battenti, con arco a tutto sesto, è inserito in una struttura muraria in aggetto rispetto il filo di fabbrica. Al di sopra del portale si apre un rosone con fregi in cotto, a sua volta sovrastato da una apertura a forma di croce. Sulle navatelle laterali, nella parte alta, si aprono una finestrella quadrilobata a sinistra, e ad oblò a destra.
Da un documento datato 10 febbraio 1247 si desume che sul fronte della chiesa era presente un portico, di cui oggi non rimane traccia: “actum est subter porticum in Sancta Maria da Briono”.

Prospetti laterali: sul prospetto est si trovano le due absidi affiancate dal volume della sacrestia. L’abside centrale è ornato da archetti di ronda su fondo di calce bianca e presenta dimensioni e altezza maggiore di quella laterale; sopra gli archetti corre una cornice in mattoni disposti a dente di sega; su ambo le absidi si apre una monofora romanica tipo feritoia a forte sguincio interno ed esterno, limitata superiormente da arco a tutto sesto poggiante su colonnette a capitello cubico.
I fronti esterni presentano tessitura muraria in parte a vista, in parte ricoperta da uno strato di intonaco grezzo di cui alcune zone tinteggiate. I prospetti evidenziano la consistenza volumetrica dell’interno, con la navata centrale più alta di quelle laterali. Sui fianchi sono visibili tracce di un’antica cornice in cotto, a testimonianza della sopraelevazione in occasione della realizzazione delle volte interne. Il prospetto sud, in corrispondenza della navata laterale, presenta il muro scandito da lesene; in corrispondenza delle campate centrali si aprono tre finestrelle arcate a tutto sesto, strette come feritoie, con accentuata strombatura interna ed esterna. Sullo stesso prospetto sono presenti tracce di due antiche aperture, ora tamponate, una posta tra la torre campanaria e la seconda campata, l’altra in corrispondenza della quarta campata, quest’ultima racchiusa entro una ghiera in mattoni. In corrispondenza del cleristorio si aprono tre finestre quadrangolari. Sul transetto sud sono visibili tracce di archetti a tutto sesto, mentre nel sottogronda è presente una cornice in cotto; centralmente si apre una finestra rettangolare.

Campanile: realizzato nel 1601 in probabile sostituzione di un campaniletto preesistente. Collocato sul lato destro dell’edificio e inglobato nella parte iniziale della navata destra, si eleva su base a pianta rettangolare, con cella campanaria aperta su tutti i lati e sottostanti quadranti dell’orologio. Sul lato sud, a metà altezza, è dipinta una meridiana.

Interni: le campate della navata centrale sono scandite da arconi impostati su alta trabeazione e lesene. In corrispondenza della prima campata, al di sopra della bussola d’ingresso, è posta una tribuna con soletta in muratura, protetta da ringhiera in ferro; il rosone, che si apre in facciata, è corredato di vetrata artistica, raffigurante Santa Maria della Spina. Le navatelle laterali si aprono sulla centrale mediante arcate a tutto sesto. Nella seconda campata della navata di sinistra è collocata una statua del Sacro Cuore di Gesù, mentre nella terza campata è collocata una tela raffigurante la Crocefissione. Nella seconda campata della navata destra si trova l’altare in marmo dedicato alla Madonna della Spina, mentre nella quarta campata si trova una nicchia con la statua di San Giuseppe. Nel transetto sul lato sinistro si trovano due teche contenenti le statue di San Rocco e Sant’Antonio Abate, oltre ad una tela raffigurante la Madonna, Sant’Antonio da Padova e Santa Chiara. Nell’abside della navata destra è collocata una mensa lignea e la statua della Madonna. La chiesa presenta pavimentazione omogenea in pietra di Barge. L’antico apparato pittorico è stato interamente ricoperto da intonaco a base cementizia. I fronti delle arcate, in corrispondenza del transetto, e le strombature delle finestrelle arcate, sono stati riportati a finitura originaria in cotto a vista. La copertura della chiesa era in origine il tetto in vista oppure, in seguito, un soffitto di legno sostenuto dalle catene delle capriate; pare che di tale soffitto si riscontrino le traccie nel solaio sopra le volte; anche le volte delle navatelle laterali sono posteriori. Nel XIX secolo vengono realizzate volte a botte a copertura delle navate, nonché applicate lesene contro i pilastri antichi. Il pavimento viene rialzato di 1,25 metri per combattere l’umidità del suolo, talvolta invaso delle piene del torrente Casternone.
Nel 2015 è stato effettuato un restauro di consolidamento e adeguamento dell’impianto di riscaldamento con la realizzazione di intercapedine areata a pavimento, la posa del pavimento scaldante, il rimontaggio del pavimento in pietra di Barge. Viene anche sostituita la pavimentazione in marmo nel presbiterio e in cementine nella cappella laterale con pietra di Barge.

Descrizione dei ritrovamenti:la Chiesa di Santa Maria della Spina ha conservato sino alla fine del XIX secolo la lapide funeraria, rinvenuta nella frazione Brione, risalente all’antico Impero Romano (II secolo d.C.).
La lapide tombale misura cm. 178 di altezza ed è larga circa cm. 60, ed è attualmente conservata presso i depositi del Museo di Antichità di Torino.

Informazioni:
La Chiesa è sita nella frazione Brione di Val della Torre, in Piazza Santa Maria della Spina. Telefono: 011 968 8225

Links:
https://www.comune.valdellatorre.to.it/it-it/

http://www.chieseitaliane.chiesacattolica.it/

Bibliografia:
Olivero E., L’antica parrocchia di Brione (Val della Torre), in ID., Architettura religiosa preromanica e romanica nell’archidiocesi di Torino, Torino 1941, pp. 326-336
Cartario del Monastero di S. Maria di Brione fino all’anno 1300, a cura di G. SELLA, Pinerolo 1913 (Biblioteca della Società storica subalpina)
Teofilo Rossi di Montelera, Per una futura storia di Torino, G. Brignolo, Pinerolo 1913
Prato Pietro, Alcune notizie storiche riguardanti Val della Torre raccolte e ordinate dal Teologo Cav. P. Prato, Prevosto di S. Donato, Tipografia e Legatoria Conte, Savigliano (CN) 1913
Ferrua Luciana, Il Monastero Femminile di S. Maria di Brione, Comune di Val della Torre. Fusta Editore, Saluzzo (CN) 2010
Chiarle Giancarlo, Fondazioni monastiche e organizzazione del territorio. Il caso di Brione. Parte prima: (secoli X-XIII), in: Bollettino storico-bibliografico subalpino 108 (2), 2010, pp. 325-416

Fonti:
Fotografie di Nicolò Vogogna
Foto degli interni di Antinea Scala.

Data compilazione scheda:
10 maggio 2020

Nome del rilevatore e associazione di appartenenza:
Nicolò Vogogna – G.A.N.V. (Gruppo Archeologico Naturalistico Valtorrese)