TORINO : Palazzo Madama

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Storia del sito:
(da AAVV, Guida Archeologica di Torino, Gruppo Archeologico Torinese, Torino 1996, pp. 83-84) “Al centro della piazza si eleva Palazzo Madama, uno degli edifici più interessanti e rappresentativi della lunga e complessa storia cittadina: esso trae origine dalla romana Porta Decumana, posta a controllo dell’ingresso orientale di Julia Augusta Taurinorum. La costruzione romana era simile, nella struttura, alla più nota Porta Palatina e i suoi resti sono ravvisabili nelle due torri poligonali collocate dietro la settecentesca facciata dello Juvarra e nelle tracce rinvenute nei sotterranei, presso le quali è anche visibile un tratto del Decumanus Maximus. Le torri, che all’esterno presentano un paramento di età medievale, conservano internamente l’aspetto originario, visibile percorrendo le scale a chiocciola in esse costruite. Questo edificio, così come la Porta Palatina, deve la sua fortunata sopravvivenza all’intenso riutilizzo a cui fu soggetto nel tempo. Dopo la caduta dell’Impero Romano, quando ebbero inizio le scorrerie barbariche, la porta dovette comunque perdere la sua primitiva importanza, per riacquistarla alla fine del secolo XI quando Torino, a somiglianza di altre città italiane, si eresse a Comune. Per consentirne il transito da e verso il Po venne aperta la Porta Fibellona, il cui lato occidentale sfruttava le strutture adiacenti all’antica porta, inserendosi con un arco a tutto sesto (tutt’ora visibile all’interno di Palazzo Madama) in una breccia del muro romano. A seguito di ulteriori ampliamenti del castello, nel 1408 la Porta Fibellona venne spostata più a sud. Nel 1317/20 Filippo d’Acaja affiancò due torri quadrate a quelle poligonali della porta romana. La casaforte venne successivamente ampliata da Ludovico d’Acaja (signore di Torino dal 1402 al 1418), che aggiunse le torri prospettanti verso il Po, di stile gotico ma ricalcanti, nella pianta a sedici lati, quelle romane. L’interno del castello fu abbellito ripetutamente tra il 1403 e il 1408 dal pittore Giacomo Jaquerio (affreschi oggi perduti).”

Descrizione dei ritrovamenti:
“Scavi eseguiti nel giugno del 1987 hanno permesso di osservare che le basi di fondazione della parte posteriore del castello sono costituite da materiale romano di spoglio (blocchi lapidei tra i quali si segnala un elemento recante alcune lettere incise, parte di un’iscrizione perduta). Le fondazioni sono nettamente distinte dalla soprastante cortina muraria, interamente laterizia, e si approfondiscono per soli due metri”. (op. citata). Durante i lavori ancora in corso per la sistemazione del Museo Civico d’Arte Antica, nella sala detta il “Voltone” al piano terra, sono tornate alla luce le fondazioni romane e la corte medievale. Qui la costruzione mostra tutte le sue stratificazioni ed evoluzioni. Affacciandosi dall’atrio sul grande spazio del locale si può ammirare, con un unico sguardo, tutta la storia del palazzo: il livello interrato e il lastricato romano, la fabbrica medievale e le pareti su cui si profilano alcune tracce delle finestre decorate, i pilastri e la volta barocchi. “…si cammina sopra una griglia vetrata sotto la quale sono stati evidenziati resti archeologici che si rifanno alle fasi medievali e romane dell’edificio. In più, a sinistra e a destra, sono ora parzialmente visibili le due torri poligonali della porta romana sulla quale il castello si fonda. Di fronte a noi si apre, in tutta la sua complessa stratigrafia architettonica e archeologica, il cortile del castello medievale, il cui porticato fu dapprima tamponato e che, nel XVII secolo, venne coperto e trasformato in salone. Tutto l’ambiente è stato sapientemente restaurato; le antiche pareti, nell’alternarsi talvolta caotico di finestre e aperture varie, mostrano l’intrico delle fasi evolutive attraverso le quali l’edificio è passato; le chiare, ma severe, colonne barocche… arricchiscono l’ambiente creando interessanti scorci visivi…” (Fabrizio Diciotti, La lenta resurrezione di Palazzo Madama, in “Taurasia”, n. 2 – settembre 2001)

Informazioni:
Il Palazzo è sede del Museo civico d’Arte Antica (vedi scheda).

Link:
http://www.palazzomadamatorino.it/home.php

Bibliografia:
GRUPPO ARCHEOLOGICO TORINESE, Palazzo Madama, in “Guida Archeologica di Torino”, terza edizione, Torino, 2010, vol. II, pp. 111-116

Fonti:
Fotografia GAT

Data compilazione scheda:
13/04/2006 –

Nome del rilevatore e associazione di appartenenza:
Feliciano Della Mora – Gruppo Archeologico Torinese