TORINO : Museo di Antichità (Archeologico)

Storia del Museo:
Il nucleo più antico del Museo, ospitato nell’edificio delle vecchie Serre di Palazzo Reale, è nato dalle collezioni raccolte dai Savoia a partire da Emanuele Filiberto nel 1572, sistemate nell’Ottocento nel palazzo dell’Accademia delle Scienze insieme alla collezione egizia di B. Drovetti; in seguito le collezioni furono scisse e andarono a creare rispettivamente il Museo di Antichità ed il Museo Egizio di Torino.
Un nuovo padiglione, realizzato dagli architetti Gabetti e Isola sotto la Manica Nuova di Palazzo Reale, è stato inaugurato nel maggio 1998 e ospita i reperti provenienti dal territorio piemontese.
Nel 2013 il materiale archeologico inerente Torino e i suoi immediati dintorni ha trovato posto in una terza sezione, sottostante la Manica Nuova di Palazzo Reale, direttamente collegata ai resti del teatro romano; concepita come mostra temporanea, seppur di lunga durata, è negli intenti del Museo e della Soprintendenza renderla permanente, con i dovuti aggiustamenti. I magazzini del Museo ospitano i reperti rinvenuti nelle più recenti campagne di scavo in Piemonte, nonché i materiali, provenienti da collezioni, di seconda e terza scelta.

Descrizione delle collezioni:
Padiglione delle Collezioni: sculture greche e romane; ritratti romani; mosaico romano di Orfeo da Cagliari (III sec. d.C.); calchi del fregio dell’arco di Augusto a Susa (8 a.C.); ceramiche greche e magno-greche (VI secolo a.C. – età ellenistica); collezione etrusca; collezione cipriota (età del Bronzo – epoca tardoromana); collezioni preistoriche e protostoriche. Padiglione del Territorio: materiali provenienti dal Piemonte, dall’età preistorica al Basso Medioevo.
Manica Nuova di Palazzo Reale: mostra “Archeologia a Torino” con materiali relativi alla città e al territorio limitrofo. In due salette continue all’esposizione del materiale torinese è visibile il “tesoro di Marengo”, ricco ritrovamento di argenti romani, per lo più di II sec. d.C., effettuato a Marengo (AL) nel 1928; tra i reperti si segnalano: il busto di Lucio Vero, il pulvino di un letto, un vaso a forma di capitello corinzio e l’iscrizione con dedica alla Fortuna.

Descrizione del materiale esposto:
Nel padiglione vecchio sono esposte sculture greche e romane (rilievi, statue, ritratti, bronzetti); una serie di ritratti romani, tra cui le statue loricate rinvenute a Susa; i calchi del fregio dell’arco di Augusto a Susa (8 a.C.); il mosaico romano di Orfeo (III sec. d.C.) rinvenuto nel ‘700 a Cagliari; la collezione Moschini di ceramiche greche e magno-greche (tra cui il prezioso psyktèr di Euthymides, ultimo quarto VI secolo a.C.); materiali etruschi (un sarcofago, urnette cinerarie, buccheri, bronzi); le collezioni preistoriche e protostoriche; la collezione cipriota (reperti da Cipro, età del Bronzo – epoca tardoromana.
L’allestimento del padiglione “nuovo” organizzato su una struttura a rampe digradanti che vuole ricordare la stratigrafia di uno scavo archeologico, è realizzato in modo da ripercorrere a ritroso la storia del Piemonte, dal Medioevo fino alla Preistoria, rispecchiando cioè il modo di procedere di uno scavo. Partendo dal Medioevo, è esposta la ceramica rinvenuta a Novara; di particolare rilievo sono poi i corredi provenienti dalle necropoli longobarde di Testona Moncalieri, di Carignano e del Lingotto. Nella sezione romana si segnalano: i vetri, provenienti da una ricca collezione ma disposti ora in ordine cronologico; i bronzetti da Industria (Monteu da Po, TO), rinvenuti nel santuario di Iside e Serapide, tra i quali degni di nota sono il tripode con ricca decorazione figurata, il toro simbolo del dio Apis, la cosiddetta “danzatrice” e il satiro di età ellenistica (II sec. a.C.) le lapidi stele funerarie la notevole testa monumentale da Alba.
Per quanto riguarda l’epoca preromana si segnalano i corredi delle tombe della cosiddetta cultura Golasecca e i materiali provenienti dai villaggi palafitticoli di Viverone con caratteristiche asce in pietra verde.
La mostra “Archeologia a Torino” raccoglie molti reperti tra i più signficativi rinvenuti in città e dintorni a partire dal XVI secolo, tra i quali, a mo’ d’esempio, si segnalano: il materiale protostorico rinvenuto (anche grazie ai soci GAT) presso i siti collinari di Bric San Vito e Castelvecchio di Testona; una testa in bronzo dorato risalente all’epoca imperiale romana; un mosaico policromo con genietto che cavalca un delfino (II sec. d.C.); i resti di un monumento equestre, rinvenuti nel 1577; la ricostruzione dell’area sacrificale (I sec. d.C.) rinvenuta presso le mura orientali; una selezione del ricchissimo materiale rinvenuto nella necropoli longobarda di Collegno; un vasto repertorio del materiale lapideo di epoca romanica rinvenuto negli scavi della basilica paleocristiana del Salvatore; il ricco tesoro monetale cinquecentesco ritrovato nel 1996.

Informazioni:
Tel. 011 5212251 /011 5211106 (centralino) email: sba-pie.museoantichita@beniculturali.it

Links:
http://museoarcheologico.piemonte.beniculturali.it/

http://www.museoarcheologicotorino.beniculturali.it/images/pdf/tesoro%20marengo%20web.pdf

http://archeo.piemonte.beniculturali.it/index.php/it

http://www.archeogat.it

Bibliografia:
L. MERCANDO, Museo di Antichità di Torino. Le collezioni, Roma 1989

Fonti:

Data compilazione scheda:
13/04/2006 – aggiornamento giugno 2014

Nome del rilevatore e associazione di appartenenza:
Elisa Lanza – Gruppo Archeologico Torinese; Fabrizio Diciotti – Gruppo Archeologico Torinese