Rivarolo Canavese (TO) : Castello di Malgrà

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Storia del sito:
A Rivarolo, sulla riva destra dell’Orco, venne edificato nel 1333-36 il Castello di Malgrà per volere di Martino di San Martino, signore di Rivarolo e di Agliè e discendente del re Arduino.
La leggenda vuole che la denominazione Malgrà derivi dal fatto che il castello fu costruito “malgrado” l’opposizione dei Valperga antagonisti dei San Martino; molto probabilmente, però, l’origine del nome è dovuto al toponimo del sito. La leggenda, tuttavia, riflette la realtà dell’epoca; infatti in quegli anni infuriavano le lotte tra i signori canavesani, discendenti dallo stesso ceppo nobiliare, per la conquista di territori sempre più vasti, e i Valperga, di parte ghibellina, e i Conti di San Martino, di parte guelfa, erano acerrimi rivali e il “Feudum magnum Riparoli” era conteso tra i due.
Il castello di Malgrà fu quindi spesso teatro di scontri tra le due famiglie; va ricordato in particolare l’episodio del 1339, in cui Rodolfo Givert, detto il Malerba, assoldato dai Valperga, mise sotto assedio Malgrà. I San Martino riuscirono a salvare il castello solo grazie all’intervento del principe D’Acaja, alleato dei Gonzaga di Mantova. Tuttavia pochi anni dopo (1343), Giovanni II marchese di Monferrato, alleato dei Valperga, espugnò il castello e lo conquistò. A quel punto Giovanni Visconti costrinse il marchese di Monferrato a cedere Malgrà ai Savoia, i quali lo restituirono ai San Martino dopo l’atto di sottomissione. Nel 1532 gli abitanti di Rivarolo, esasperati dai soprusi perpetrati dai San Martino, si rivolsero a Carlo III duca di Savoia, il quale dopo aver messo sotto assedio il castello lo espugnò e uccise tutti gli occupanti. Riuscirono a mettersi in salvo dalle truppe sabaude solo coloro che si erano rifugiati all’interno della torre, in quanto poterono fuggire attraverso passaggi sotterranei che portavano al fiume. Nel 1627 il castello passò dall’ultimo discendente dei San Martino, Lodovico Pievano di Pont, al cav. Carlo Gria; nel 1667 ai Cortina, poi nel 1851 ai Francesetti ed infine nel 1955 ai Robilant.
rivarolo_malgrà_piantinaL’edificio, risalente al XIV secolo, era costituito da due corpi di fabbrica separati, uno esposto a nord con due piani, ed uno esposto ad ovest con un piano; questo primo nucleo venne consolidato e rafforzato da Amedeo di Savoia nel 1357. Nel Quattrocento iniziarono i lavori di ristrutturazione per rendere il castello non solo un presidio militare, ma anche una dimora signorile. A questo periodo risalgono gli affreschi sopra l’ingresso e quelli della parete del porticato all’interno del cortile. Nel 1700 furono eseguiti molti interventi architettonici, soprattutto nella manica a nord; vennero inoltre aperte nuove finestre e occultate parte delle strutture medievali che furono poi riportate alla luce durante gli interventi di restauro condotti dall’architetto Alfredo D’Andrade e poi dall’ingegner Carlo Nigra, dal 1884 fino al 1926 ad alterne riprese.
Il Castello di Malgrà venne acquistato nel 1982 dal Comune di Rivarolo che provvide ad interventi di riparazione su coperture e infissi, sistemazione del ponte levatoio e dell’ala nord a piano terra (per destinarla ad area espositiva) e restauro degli affreschi.

Descrizione del sito:
Circondato da un grande parco, la facciata a nord aveva il portone sovrastato da un affresco, di cui rimangono un acquerello del D’Andrade e la riproduzione nel Borgo medievale del Valentino di Torino. Durante i restauri ottocenteschi venne ripristinato il ponte levatoio. L’androne è stato affrescato a fine 1800; invece nel cortile interno un portichetto conserva affreschi del 1440 che rappresentano: nella lunetta sant’Antonio abate, san Pietro in trono, santa Caterina, san Paolo; nell’arcata centrale san Michele. La terza arcata aggiunta dal D’Andrade fu decorata nel 1920 dal Vacchetta. La porta che vi si apre è originale del XV secolo e lavorata a bassorilievo con stemmi.
Dal cortile è possibile vedere la torre rotonda che faceva parte della struttura originaria risalente al secolo XIV (la merlatura fu ripristinata nel 1700) ed è uno dei pochi elementi giunti sino a noi pressoché intatti attraverso la ristrutturazione otto-novecentesca. La torre presenta pareti spesse circa m. 2, di pietra e ciottoli di fiume e rivestiti all’esterno a all’interno da tre ordini di mattoni sino ad un’altezza di 27 m; all’interno si nota la porta d’ingresso originaria e le travi dei piani divisori in legno collegati da scale. A metà Novecento fu rifatto in cemento il pavimento, rialzandone il livello.
La torre quadrata è invece stata ricostruita a fine 1800.
La facciata sud è stata completamente ricostruita dai restauri ottocenteschi con le torrette e le formelle in cotto.
Dal giardino si entra nella Sala da pranzo, con soffitto a cassettoni del XIV secolo, come le due stanze successive. Il camino della sala da pranzo e le decorazioni sono state rifatte su originali del XV secolo. La Sala Verde fu riarredata nel 1800, analogamente alla Sala dei Lumi, che nel castello trecentesco era un cortiletto con portico su cui si affacciavano le finestre della torre quadrata e che venne inglobato e chiuso nel 1797 per realizzare, in stile neoclassico, lo scalone, l’atrio e la vicina sala decorata a leoni rampanti. Con la scala a chiocciola si sale al primo piano, dove vi è la Biblioteca gotica, la Camera da Letto antica e la Piccola Camera da letto che hanno conservato, unico elemento quattrocentesco, i soffitti a cassettoni.
Nella manica nord al primo piano le sale derivano dalla ristrutturazione settecentesca.

Informazioni:
Via M. Farina, 57 . Tel. 0124 26725

Links:
http://www.rivarolocanavese.it

http://www.amicicastellomalgra.it

http://it.wikipedia.org/wiki/Castello_di_Malgr%C3%A0

http://www.santantonioabate.info/scheda.asp?id=344

Bibliografia:
Associazione Amici del Castello di Malgrà, Il Castello di Malgrà, Rivarolo canavese, Ed. Il Punto, Torino, 2004

Fonti:
Fotografia in alto da Wikipedia; piantina da www.mondimedievali.net; affresco da www.santantonioabate.

Data compilazione scheda:
18 maggio 2006 – aggiornam. luglio 2014

Nome del rilevatore e associazione di appartenenza:
Angela Crosta – G.A.Torinese

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