Quinto Vercellese (VC): Castello degli Avogadro

Storia del sito:
Nel 1152 l’imperatore Federico I confermò il feudo di Quinto al conte Guido di Biandrate. Il castello compare nelle citazioni documentarie solo nel 1170, quando i conti di Biandrate cedettero ogni diritto su di esso e sui loro possedimenti nel territorio di Quinto alla famiglia vercellese degli Avogadro, la cui signoria durò oltre sei secoli, fino all’abolizione dei privilegi feudali di fine XVIII secolo.
Il castello sorse, probabilmente su una preesistente struttura, tra la fine del XII e l’inizio del XIII secolo, quando la famiglia degli Avogadro si insediò nel feudo. Le indagini archeologhe hanno individuato le tracce più antiche nell’area sud-est del cortile, con reperti del XI-XII secolo. Una seconda fase è presente con pochi resti di murature larghe cm 90 in ciottoli disposti a spina di pesce. Alla fine del XII secolo e l’inizio del XII, risalgono una nuova cortina muraria in laterizi che triplicò la superficie dell’impianto, e l’edificazione della “cappella di San Pietro” su un terreno che ha rivelato una stratificazione dovuta probabilmente ad attività artigianali e la presenza di sepolture.
Nel 1219 un documento cita la cappella di San Pietro, tuttora esistente, situata entro le “moenia vetera”, le mura originarie del castello; prima del loro restringimento, infatti, esse dovevano contenere anche la chiesa dei Ss. Nazario e Celso (vedi scheda) e parte dell’abitato (Ordano 1985). Al secolo XIII risale, invece, la torre quadrangolare posta sul lato nord e sopraelevata nella seconda metà del XV secolo.

Il borgo con il suo castello furono coinvolti in diverse vicende belliche a causa della posizione geografica, crocevia tra Vercellese, Biellese e Valsesia. Il castello e Quinto furono coinvolti nella lotta tra guelfi e ghibellini. Nel Quattrocento in questi territori si scontrarono anche le mire espansionistiche dei Visconti, dei Savoia e dei Monferrato. Nel 1404 sotto la minaccia di perdere i propri beni, la famiglia degli Avogadro fece atto di sottomissione al duca di Savoia Amedeo VIII. Durante le varie guerre il castello fu spesso danneggiato e restaurato o parzialmente ricostruito.
Una seconda e massiccia fase costruttiva del castello fu attuata nel 1427, quando la famiglia Avogadro, approfittando del periodo di pace, provvide a ricostruire il fortilizio gravemente danneggiato.

Con la progressiva diffusione della coltivazione del riso la fortezza venne lentamente trasformata in una grande azienda agricola. Il castello e la sua tenuta, dopo l’estinzione della famiglia Avogadro nel 1922 passano prima alla “Fondazione Conte Casimiro Avogadro di Quinto” e poi dal 1985 al Comune di Vercelli. Nel 2013 sono stati completai i restauri che hanno interessato la facciata nord del castello, il tetto, l’ala est, l’esterno di tutto il quadrilatero e gli arredi. Ora il castello è adibito a eventi, congressi, matrimoni ecc.

Descrizione del sito:
Della struttura castrense del XII secolo resta solo la cappella di San Pietro; la fortezza aveva quattro torri angolari e una torre quadrata, disponeva in prossimità del ponte levatoio, di una rocchetta.
L’attuale costruzione presenta pianta rettangolare con un’estensione di 4500 mq e vi si accede da due porte carraie; quella più interna e merlata, era dotata di ponte levatoio. Una delle parti più antiche del castello è la torre quadrangolare che presenta una struttura muraria e una merlatura guelfa. I massicci rifacimenti eseguiti nel XV secolo sono visibili nelle torri angolari cilindriche, con merlature ghibelline e caditoie, e nella sopraelevazione della cappella. Delle quattro torri attestate dai documenti ne sopravvivono tre, perché quella dell’angolo sud ovest è stata abbattuta. Le due torri poste sul lato orientale sono invece tuttora in buono stato di conservazione, mentre la terza è stata cimata lungo la linea dei merli (Conti 1977).
All’interno vi è un’ampia piazza intorno alla quale si dispongono gli edifici che corrispondono alla descrizione del consegnamento del 1515.

Sulla Piazza insiste anche l’originaria cappella castrense di San Pietro, in stile romanico, con una sola navata rettangolare orientata, facciata lievemente obliqua, e abside semicircolare che conserva una complessa stratificazione di affreschi che coprono l’arco temporale che va dal XIII al XVI secolo, alcuni dei quali venuti alla luce durante recenti restauri. Le murature sono in laterizi di reimpiego e ciottoli, talora disposti a spina di pesce; alcuni basoli romani furono usati per pavimentare l’area presbiteriale.
Nel XV secolo le mura perimetrali della cappella furono innalzate e l’area presbiteriale fu arretrata sino ad addossarsi alle mura di cinta (II fase) del castello, e l’aula fu affrescata con un importante ciclo decorativo. Da quest’epoca, lo spazio interno venne occupato da molte sepolture, prevalentemente infantili in fossa terragnea o cassa lignea.

Informazioni:
Castello degli Avogadro, via Castello 9.   Comune Quinto, tel. 0161274113  Visibile internamente in occasione di eventi.

Links:
https://it.wikipedia.org/wiki/Quinto_Vercellese

Bibliografia:
CONTI F., Castelli del Piemonte: Tomo 1. Novara e Vercelli, Görlich Editore – Co-Editore: Istituto Geografico De Agostini,Novara, Milano 1977; p.88
FERRARI M.C, Il castello di Quinto, in: I castelli Vercellesi, a cura di Spina L., Silvana ed., Milano 2002, pp.125-33
ORDANO R., Castelli e torri del Vercellese, Giovanacci, Vercelli 1985, p. 196
PANTO’ G., Quinto Vercellese . Castello degli Avogadro di Quinto. Indagini archeologiche, Quaderni della Soprintendenza Archeologica del Piemonte, 31, Torino 2016, p. 326-29

Fonti:
Fotografie da Wikipedia. Notizie dai testi in bibliografia.

Data compilazione scheda:
13 maggio 2019

Nome del rilevatore e associazione di appartenenza:
Angela Crosta – Gruppo Archeologico Torinese