NOVARA : Nuovo Museo Archeologico

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Storia del Museo:
Il Museo ebbe origine nel 1874 per volontà della “Società Archeologica per il Museo Patrio”; scioltasi questa nel 1890, i documenti e i reperti raccolti divennero proprietà del Comune che ne curò il riallestimento nel Palazzo del Mercato nel 1910. In seguito, 1’ampliamento delle collezioni indusse al restauro del Broletto (1926-1936) come sede più adeguata e rappresentativa. (Vedi scheda Broletto).
Per accogliere il Museo Civico e la Galleria d’Arte Moderna, donata al Comune nel 1930 da A. Giannoni, si eseguì un restauro generale degli edifici che vennero liberati radicalmente da secolari aggiunte architettoniche, e che furono poi reinterpretati “in stile” con sostanziali integrazioni, come lo scalone d’accesso all’Arengo, talune decorazioni in cotto, le colonnine e i capitelli delle trifore. Il museo fu ristrutturato nel 1980.
In seguito alla ristrutturazione del Broletto, il Museo fu chiuso e ha riaperto dopo 18 anni  ad aprile 2026 nella nuova sede del Castello Visconteo-Sforzesco.
Il percorso espositivo, rinnovato nel concept e negli allestimenti, offre ai visitatori una prospettiva inedita sul patrimonio archeologico della città e sulla storia della sua raccolta.

Descrizione delle collezioni:
Le collezioni, costituite da 1.898 reperti, comprendono suppellettili e reperti diversi ritrovati dagli archeologi locali dell’Ottocento e anfore provenienti da scavi della soprintendenza archeologica in via Cavour nel 1970 . Documentano l’età più antica asce in pietra levigata (Neolitico), pugnali e punte di frecce in selce (Eneolitico), pugnaletti e spilloni (Tarda età del Bronzo), mentre alla fine del XIV e XIII secolo a.C. risalgono le urne cinerarie della Cultura di Canegrate la quale è diffusa in tutta l’area dell’Alto Ticino. Il suo nome deriva dalla località di Canegrate, presso Legnano, dove fu scoperta un importante necropoli. Urne decorate a falsa cordicella, vasi decorati a traslucido, fibule, situle, due elmi, oggetti domestici ed ornamenti testimoniano la Cultura di Golasecca (IX- IV sec. a.C.). Essa è testimoniata, nel Novarese, da centri distribuiti soprattutto nella zona dei laghi e lungo il fiume Ticino che, in questo periodo doveva costituire un importante via di comunicazione. Il periodo celtico (V-I sec. a.C.) è rappresentato da vasi sia lavorati al tornio lento e lisciati a stecca ed altri realizzati al tornio veloce, ben cotti e talora verniciati, sono inoltre visibili morsi per cavalli e lame.
L’agiatezza e lo sviluppo tecnico raggiunti dalle popolazioni novaresi in età romana sono riflessi nei balsamari e bottiglie di vetro colorato, nella ceramica fine da mensa e nei levigati specchi.
Introducono al Medioevo corredi funerari di guerrieri longobardi rinvenuti a Borgovercelli. Da antiche fondazioni religiose cittadine provengono invece le rare sculture preromaniche e romaniche. Degno di nota il Cristo benedicente, già murato nel Castello, di scultore padano del primo Duecento, e i due acroteri in forma di testa virile (1210 – 1220), posti in origine sul colmo del tetto dell’antico Palazzo del Comune.

Il nuovo sito del Museo presenta schede testuali e visive, timeline, connessioni tra personalità storiche e collezioni, approfondimenti. Il percorso interno di visita, poi, accompagna alla scoperta della storia delle collezioni, con postazioni multimediali permettono al pubblico di navigare liberamente mappe interattive, schede dei reperti, timeline, connessioni tra personalità storiche e collezioni, scansioni dei documenti originali.

Informazioni:
Piazza Martiri della Libertà, 3

Links:
https://www.comune.novara.it/novita/notizie/nuovo-museo-archeologico-novara

https://mar.no.it/it/1/home   (sito del Museo)

Fonti:
Foto archivio GAT.

Data compilazione scheda:
12 dicembre 2002 – aggiornamento maggio 2014 e maggio 2026

Nome del rilevatore e associazione di appartenenza:
Carlo Vigo – Gruppo Archeologico Torinese