Issiglio (TO) : chiesa di San Pietro

Issiglio_Madonna_Misericordia_01

Storia del sito:
La chiesa venne costruita verso l’anno Mille, come attestano la vetustà della sua architettura, l’abside romanica decorata da archetti pensili, in parte celati oggi da una costruzione funeraria edificata a ridosso dell’edificio. È stata sino al 1696 chiesa parrocchiale anche per il vicino comune di Vidracco. Con la separazione delle due parrocchie, si decise di costruire in Issiglio una nuova chiesa che conservò la dedicazione a San Pietro in vincoli. Da allora la chiesa ha mantenuto solamente la funzione di cappella cimiteriale.
La chiesa è ad aula unica, con abside volta ad Est, coperta da un tetto a capriate, lasciata in stato di sommo degrado per molti anni, è stata recentemente restaurata con il rifacimento completo del tetto e il risanamento delle pareti portanti.
Un inedito ciclo di AFFRESCHI gotici quattrocenteschi è stato scoperto nella chiesa dal 2008.

Descrizione del sito:
Il ciclo di AFFRESCHI è di ampie dimensioni e di una certa complessità iconografica, anche se per alcune parti in condizioni non buone e con ampie zone lacunose. Le porzioni interessate sono abside, arco trionfale e paretine annesse, ed il fianco destro della chiesa. L’arco trionfale è dipinto a conci alternati grigi e rossi e contornato da un motivo decorativo che ricorda il piumaggio d’uccello e che racchiude le parti affrescate; nelle pareti laterali, una per parte, le figure dell’angelo annunziante e della Madonna: quest’ultima, meglio conservata, con le mani al petto, è raggiunta dalla colomba dello Spirito Santo sopra raggi di luce, mentre legge, posato su di un piano inclinato, il libro di Isaia. Al centro dell’arco, entro altra cornice decorata, non più visibile per cadute d’intonaco, forse una testa di Padre Eterno. Nei registri inferiori delle paretine, a sinistra l’affresco è pressoché illeggibile, a destra è una figura di santo vescovo benedicente, probabilmente di San Dionigi; lì presso, in alto, una curiosa piccola immagine nera di diavoletto. L’intradosso dell’arco absidale ospita, entro cornici a scudo una serie di ritratti solo parzialmente visibili, ma molto espressivi, in abiti quattrocenteschi, probabilmente profeti e sibille; il catino mostra frammenti pittorici interpretabili come i simboli dei quattro Evangelisti (Tetramorfo), in scabro paesaggio roccioso, e al centro una Maiestas Domini lacunosa. Sulla sinistra una figura femminile inginocchiata, probabilmente ancora una Vergine, e a destra un frammento di figura. Nella parte inferiore, al centro, il legno di croce con la scritta canonica, che poteva esser lo sfondo d’una Pietà. La porzione ancora sottostante reca le tracce degli apostoli posti a semicerchio, ed è in parte ancora nascosta dall’altare ivi sistemato nei secoli successivi. Nella parete laterale dell’aula è visibile, sempre entro una grande cornice decorativa della stessa foggia di quella dell’arco trionfale, una scena di grandi dimensioni, raffigurante una Madonna della Misericordia col mantello sostenuto da due angeli: sotto il mantello, in due registri sovrapposti, vi sono molti personaggi, a sinistra maschili e a destra femminili. Le due schiere superiori ospitano santi e sante, quelle inferiori papa, cardinale, signori, religiosi e religiose, vale a dire i rappresentanti delle gerarchie terrene. Notevole particolarità iconografica è il fatto che la Vergine della Misericordia è raffigurata in trono, col Bambino in braccio e che i due registri raffigurino personaggi defunti e, in basso, vivi, ma con al centro un teschio a indicare la caducità della vita. Sulla sinistra di tale scena è ancor visibile l’immagine di San Pietro vescovo, titolare dell’edificio, seduto su di uno scanno e con l’attributo delle chiavi.
Si tratta d’un ciclo di notevole livello stilistico e di forte interesse anche iconografico, con sovrabbondanza di cartigli eleganti, talora forniti d’iniziale colorata. Sostanziali sono ancora i richiami, stilistici e tematici, al mondo degli affreschi di stampo jaqueriano con altri aspetti che richiamano certi sviluppi visibili nella pittura novarese, come mostrano la struttura generale e certi particolari come la Vergine seduta, col trono a base poligonale prospettica (cicli di Novara o Casalvolone). Ma il più diretto riferimento stilistico è con il ciclo scoperto nell’estate 2007 nella parrocchiale di San Giovanni di Torre Canavese. Il ciclo che sembra possibile, almeno in via provvisoria, datare alla seconda metà del secolo XV, posteriore a quello di Torre, che l’interpretazione d’una scritta sia pur frammentaria, può forse far risalire al 1444, e rispetto al quale c’è forse qualche elemento che testimonia una certa evoluzione in senso coreografico.

Informazioni:
Nel cimitero. Comune tel. 0125 789079


Links:

http://www.comune.issiglio.to.it/turismo-cultura-e-sport/da-visitare/156-chiesa-romanica-di-san-pietro

http://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_cimiteriale_di_San_Pietro_in_vincoli_(Issiglio)

Bibliografia:
GUALANO F., Guida alla visita dei beni aperti in Piemonte, Soprintendenza per il Patrimonio storico artistico e demoetnoantropolgico del Piemonte, stampata a cura del FAI, 2009

Fonti:
Notizie e fotografie dai siti sopra indicati.

Data compilazione scheda:
21 novembre 2011 – aggiornamento giugno 2014

Nome del rilevatore e associazione di appartenenza:
Angela Crosta – G.A.Torinese

Issiglio_Madonna_Misericordia_04

Issiglio_Chiesa_Cimiteriale_Abside_Cristo

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