Giaglione (TO) : Castello superiore, Casaforte di Menate, resti medievali

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Storia del sito:
Giaglione ebbe importanza fin dall’età romana e infatti la strada romana nel tratto Giaglione-La Maddalena non ha quasi subito varianti nel corso dei secoli: conserva in alcuni tratti il selciato ed è di larghezza uniforme di m 2,50.
Giaglione è citata tra le terre donate da Abbone, governatore delle valli di Susa e Moriana, per la fondazione dell’abbazia della Novalesa nel 739; entrò a far parte poi dei beni posseduti dal priorato di Santa Maria Maggiore di Susa. Nel XIII secolo l’abbazia cominciò a disperdere il proprio patrimonio che venne ceduto in feudo a nobili famiglie fedeli ai Savoia, per esempio agli Aschieri di Susa. Nel 1254 Giaglione conquistò, primo comune nella valle, le franchigie che garantivano una buona indipendenza amministrativa pur rimanendo sotto la sudditanza feudale.

Il feudalesimo di dominazione sabauda lascia diverse tracce sul territorio, in particolare il CASTELLO SUPERIORE che venne eretto nel 1230 da Amedeo ASCHIERI de JALLIONO, ma le prime notizie sicure sono nei documenti di investitura di Antonietto e Micheletto del 1345. A quel tempo la costruzione era poco più di una casaforte, ma la sua posizione strategica sulla viabilità dell’epoca era molto importante; infatti il maniero controllava tutta la comba di Susa, la Val Cenischia, il confine con il Delfinato e le mulattiere per il Piccolo Moncenisio e la Gran Croce. Nel 1400 il Castello venne ampliato con nuove costruzioni: attorno ad un mastio centrale alto più di quindici metri vi erano diversi cortili, stalle, cantine, magazzini ed un forno. Gaspardo Aschieri vide distrutto il suo castello nel 1537 ad opera delle armate francesi del Montmorençi, al quale aveva impedito il raggiungimento di Susa distruggendo le strade. Il figlio Lorenzo Aschieri si preoccupò di realizzarsi delle vie di fuga: per parecchi anni fece scavare all’interno del maniero gallerie per centinaia di metri, impoverendo le sue già precarie risorse. Con suo figlio, Emanuele Filiberto, che non soggiornò mai nel castello, si estinse il ramo dei De Jalliono (1620).
Il Delfinato includeva la Valle di Susa fino a Chiomonte, Giaglione era quindi sul confine e la necessità dello stato Sabaudo per la difesa delle strade portò alla costruzione delle barricate di Clarea con la torre di Pilat. Tale sbarramento, aiutato dalla morfologia del terreno, fu sempre legato alla vita del Castello Superiore.

La CASAFORTE DI MENATE: La denominazione di “castrum vetus” nei dati di archivio dimostra l’esistenza, da tempi remoti, di un castello di guardia a una delle prime vie per le Gallie. Abbandonato per secoli, fu recuperato nel 1223 dalla famiglia degli Auruzi. Spodestati gli Auruzi per amicizia con il Delfino, il castello passò agli Aschieri de Jalliono. Con l’estinzione degli Aschieri, il castello venne assegnato alla famiglia Ripa.

Descrizione del sito:
IL CASTELLO SUPERIORE. Le vicende belliche del periodo e l’utilizzo di ogni materiale possibile delle sue rovine da parte dei borghigiani hanno lasciato scarsi resti irregolari del terreno e poche rovine fuori di terra, che indicano il sito di uno dei più antichi e potenti castelli della Valle di Susa.

LA CASAFORTE DI MENATE è l’unica restaurata ed ancora visibile. È ora di proprietà privata, isolata, in posizione dominante e di notevole interesse per la zona circostante sulle gorge della Dora.

La famiglia Bermondi di Embrun (1290) possedeva una CASAFORTE situata presso la frazione Poisato, e della quale si notano solo alcuni ruderi nella borgata di San Giuseppe.

Altre costruzioni feudali sono inglobate nell’abitato, la CASA DEI BERMONDI e la TORRE DI MICHELETTO nella borgata di San Giuseppe (Poueizat). La CASA DEL LAVORIO conserva una bella finestra monofora: è di proprietà privata ed in via di ristrutturazione.

La CASA DELLA ROCCIA situata su due massi erratici sovrastanti una sorgente è situata nella frazione Sant’Antonio (Vilò).

Infine la CASA DI MARIA BONA pregevole per la loggia affacciata sul cortile in frazione San Giuseppe (Poueizat).

Informazioni:
I ruderi sono visibili al di sopra della frazione di S. Andrea (Clo). Gli altri edifici sono sparsi nel territorio del Comune. Info: Comune tel. 0122 622386; email: info@comune.giaglione.to.it

Links:
http://www.comune.giaglione.to.it/StoriaTerritorio?Storia

http://www.castellodigiaglione.it/index.html

http://www.mondimedievali.net/castelli/Piemonte/torino/giaglione.htm

Fonti:
Notizie tratte dai siti sopra indicati. Fotografia dal sito del Comune.

Data compilazione scheda:
26/10/2006 – aggiornam.giugno 2014

Nome del rilevatore e associazione di appartenenza:
Angela Crosta – Gruppo Archeologico Torinese