Ghislarengo (VC) : resti del ricetto

ghislarengo

Storia del sito:
Legata alla Chiesa di Vercelli fin dalle origini, come attesta il decreto dell’imperatore Ottone III del 999, prima di passare sotto la giurisdizione del medesimo comune (XIII sec.). Dal suffisso -engo del toponimo si può supporre che il centro sia stato longobardo. L’abitato di Ghislarengo venne investito ai Cordonale; passò al Comune di Vercelli nel XIII secolo, nel 1335 passò sotto la giurisdizione dei Visconti. Ebbero influenza su Ghislarengo anche i Rovasenda, il monastero di Castelletto Cervo e il monastero di Lenta, il quale divenne il maggior proprietario del luogo dopo il 1284, anno in cui i Bordonale trasmisero i loro diritti al cenobio femminile. Nel secolo XIII il Comune di Vercelli imponeva la conservazione dei fossati e degli spalti che, come in altri luoghi vicini, dovevano cingere l’abitato. Nel 1335 il paese entrò fra i possedimenti dei Visconti e nel 1404 si sottomise ad Amedeo VI di Savoia. Nel 1513 Ghislarengo fu assegnata dall’imperatore Massimiliano I al Marchese di Gattinara.
Attorno alla metà del XIV secolo a Ghislarengo esisteva certamente un castello circondato da fossato, del quale fa menzione un documento del 1350. Alcune mappe del ‘600 e ‘700 mostrano lo stato delle fortificazioni in quei secoli, disposte su di un leggero rialzo con pianta rettangolare, circondata da mura con quattro piccole torri angolari. Tutto il perimetro era circondato da fossato e l’accesso era assicurato da una torre porta con ponte levatoio. All’interno, verso occidente, esisteva il palazzo marchionale, costruito nel XV secolo sulla preesistente rocca; lungo il muro e al centro erano le case e i magazzini del ricetto.

 Descrizione del sito:
Alcuni tratti del lato meridionale delle mura sono ancora visibili, inglobati in fabbricati posteriori (viale Vittorio Veneto). Il paramento murario è curato, con una fascia decorativa ad archetti dentellati a metà altezza, probabilmente inseriti in una fase di sopraelevazione. Nell’angolo sud-ovest è rimasta una delle torri cilindriche angolari, assai rimaneggiata, con un tratto di muro adiacente.
Nella parte nord del perimetro, le murature esterne del palazzo signorile sono ancora visibili su tutto il fronte a nord.
La chiesa parrocchiale, ampliamento seicentesco dell’antica chiesetta castrense del XIII secolo, era racchiusa nel perimetro con l’area cimiteriale, occupante buona parte della zona settentrionale. A ridosso della facciata, il campanile sarebbe stato costruito sui resti di una massiccia torre quadrangolare.
Le strutture architettoniche ed urbanistiche del ricetto sono state purtroppo definitivamente compromesse da vari interventi di ricostruzione.

Informazioni:

Link:
http://www.comune.ghislarengo.vc.it/

Bibliografia:
ORDANO R., Castelli, torri e antiche fortificazioni del vercellese, Ente prov. Per il Turismo, Vercelli, 1966
ORDANO R., Castelli e torri del Vercellese, Giovanacci, Vercelli, 1985
VIGLINO DAVICO M., I ricetti, difese collettive per gli uomini del contado nel Piemonte medioevale, Edialbra, Torino, 1978

Fonti:
Piantina in basso da http://www.vercellioggi.it/dett_news.asp?id=3778
Foto di un edificio del ricetto http://www.panoramio.com/

Data compilazione scheda:
25/10/2006 – aggiornamento febbraio 2014

Nome del rilevatore e associazione di appartenenza:
Angela Crosta – Gruppo Archeologico Torinese

Ghislarengo_ricetto