CUNEO : Museo Civico

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Storia del Museo:
La sede del Museo Civico è in via Santa Maria, una traversa di via Roma, dove si erge il complesso monumentale, oggi secolarizzato, di San Francesco. Alcuni elementi architettonici mostrano la presenza di più anime artistiche, intervenute nel corso dei secoli: la facciata gotica della chiesa, il campanile, il chiostro seicentesco. Poche tracce invece sono rimaste degli affreschi del XIV e XV secolo.
Tuttavia il Museo Municipale di Cuneo ha una connotazione stilistica forte: rappresenta una delle rare testimonianze architettoniche dell’epoca medievale a Cuneo. Dichiarato monumento nazionale, la sua struttura esprime al meglio lo spirito architettonico di queste terre, influenzate dalla non lontana Provenza e al contempo dalla cultura delle genti delle Alpi, le cui vette incorniciano la città.
Grazie a collezioni che spaziano dall’archeologia e dal folklore locale alla religiosità nei secoli, il museo rappresenta un importante punto di riferimento per molto del territorio provinciale che all’interno delle vecchie celle dei frati, nel refettorio, lungo le pareti dei portici del chiostro, potrà ritrovare testimonianze di varie epoche della vita dell’uomo, dei suoi percorsi, dei suoi riti.
La chiesa smise la sua originale veste di luogo di culto quando l’esercito napoleonico cacciò i frati che vi dimoravano sin dal XIII secolo. L’ordine fu soppresso dal governo francese che era stanziato a Cuneo, capoluogo del Dipartimento di Stura. Il convento fu usato prima come caserma e poi come guarnigione. Salvo un tentativo di riprenderlo da parte dei religiosi nel 1830, la sua funzione militare rimase invariata anche dopo il 1945, quando divenne un distretto di proprietà del comune di Cuneo.
Soltanto dalla fine degli anni Settanta del secolo scorso l’edificio fu adibito a luogo di attività culturali: inizialmente l’Amministrazione comunale decise di utilizzarlo per aprirvi un asilo comunale; successivamente fu scelto come sede del Museo Civico, senza perdere la vocazione alla didattica, come testimoniano i percorsi pensati all’interno delle esposizioni per i bambini e i ragazzi delle scuole. La chiesa attigua è diventata nel tempo un luogo per esposizioni temporanee e spettacoli. Oggi il museo è lo specchio della storia economica, sociale, e religiosa dell’odierno territorio cuneese grazie alle collezioni raccolte a partire dal 1930 per iniziativa del braidese Euclide Milano, autentico protagonista della vita culturale piemontese.

Descrizione del materiale esposto:
La prima sala, conosciuta anche come la sala della Sacrestia, della nuova chiesa di San Francesco, ospita la sezione del museo dedicata alla preistoria e protostoria. Dell’antico ambiente rimane traccia nella presenza di alcuni grandi archi decorati, di un pilastro e relativo capitello recante lo stemma della famiglia cuneese dei De Morri e di una monofora.
I reperti archeologici qui conservati sono esposti in ordine cronologico, dal Paleolitico all’età del Ferro, tutti provenienti dal territorio cuneese.
Tra i pezzi più rilevanti della sezione la vetrina dei reperti del sito neolitico delle Grotte di Aisone. A monte dell’abitato del paesino omonimo si trovano, infatti, delle cavità naturali che in età preistorica, furono utilizzate dall’uomo come luogo abitativo temporaneo. Aisone è l’unico comune della valle Stura che rientra nel Parco Naturale delle Alpi Marittime, più esteso nell’alto vallone del Gesso e nelle altre valli alpine e che, gemellato con il Parco nazionale francese del Mercantour, nel 1993 ha ottenuto il Diploma europeo per l’ambiente.
Nell’area, nata dall’unione tra il Parco naturale dell’Argentera e la Riserva del Bosco e dei laghi di Palanfré, sono molte le vie militari, le mulattiere e i sentieri che risalgono i valloni del parco, un tempo le vie montane erano costruite per le battute di caccia, quando il re si appostava in attesa dei camosci sospinti da schiere di 200, a volte addirittura 300 battitori mentre oggi sono diventati percorsi classici dell’escursionismo. Tra gli altri reperti di valore conservati nella sala dedicata alla preistoria, alcuni calchi storici delle rocce incise del monte Bego, sito della Valle delle Meraviglie oggi in territorio francese.
Il Conseil General des Alpes-Maritimes ha deciso di creare il Musée des Merveilles a Tende per valorizzare e contribuire alla tutela dello straordinario patrimonio di questa zona montuosa: è, infatti, uno dei siti ad incisioni rupestri più importanti del mondo. È stato il professor Henry De Lumley a concepirlo, con l’idea di rivolgersi ai visitatori di tutte le età. L’affinità di contenuti con il Museo Civico di Cuneo, l’identico approccio “aperto” al pubblico, nonché la vicinanza fisica, hanno dato il via ad una stretta collaborazione tra le due realtà espositive.
Dall’archeologia alle tradizioni popolari, nasce così sulle Alpi Marittime un interessante percorso nella storia delle consuetudini socioculturali di una regione transnazionale ancora tutta da scoprire ed approfondire.

La romanizzazione del cuneese
Sempre al piano terreno è collocata l’antica sede delle cucine dei frati, conosciuta come la cosiddetta sala delle Bifore. Essa approfondisce il periodo storico in cui il territorio entrò a far parte dell’espansione di Roma. I documenti storici dell’epoca sono divisi secondo criteri topografici: nelle vetrine testimonianze provenienti da Cuneo stessa, da Busca, Castelmagno e Caraglio, in epoca romana zona importante di comunicazione verso le Gallie.
Al primo piano si apre il gran salone, dominato dall’imponente sipario del teatro municipale Toselli su cui è dipinta la leggenda della nascita della città di Cuneo, dopo la ribellione degli abitanti di Caraglio. L’opera fu realizzata da Gaetano Borgo Caratti, allievo di Francesco Hayez. Nel salone trova posto anche un quadro di Luigi Rigorini del 1940, rappresentante l’assedio del 1557 e un ritratto (fine XVI secolo) del duca di Savoia Emanuele Filiberto, che diede a Cuneo il titolo di città e aggiunse allo stemma angioino il motto “Ferendo” (sopportando), parte dell’effige sabauda. All’interno dello spazio espositivo trovano posto alcuni reperti archeologici medievali provenienti dal convento di San Francesco e da piazza Boves, un’acquasantiera del convento di Sant’Antonio fuori le mura e una pala d’altare di Defendente Ferrari.
Ai lati del “Salone del Museo” alcune piccole salette dedicate in particolare all’Alto Medioevo e a collezioni numismatiche. Un’altra è utilizzata per la proiezione di video ai gruppi di scolaresche.

L’etnografia in “cella”
Nell’ex convento è la parte delle celle dei monaci affacciate sul chiostro a conservare i “pezzi” etnografici del museo: la collezione spazia dagli abiti di inizio Novecento ad accessori della vita quotidiana del XVIII secolo, dalle insegne di negozi e locande in legno e ferro battuto a biciclette, mobili e strumenti delle attività commerciali e artigianali.
Grande rilievo è dato alla ricostruzione delle attività di lavorazione e filatura della lana e del cotone, testimoniate da un orditoio a muro e da un grande telaio; una vetrina è dedicata alla tradizionale attività femminile della produzione di merletti e pizzi localizzata nelle valli Varaita e Maira.

Esposizioni temporanee:
Durante la realizzazione dell’autostrada Asti-Cuneo (scavi 2009-2011: Lotto Cuneo, Castelletto Stura, Consovero) sono affiorati contesti archeologici di eccezionale rilevanza, di età romana e altomedievale, in corso di restauro. In attesa che maturino le condizioni per il riallestimento complessivo delle collezioni archeologiche cuneesi, nasce dalla sinergia tra la Soprintendenza per i Beni Archeologici del Piemonte e il Museo Civico di Cuneo l’idea di rendere fruibili al pubblico, attraverso forme di comunicazione moderne e innovative, alcuni di questi straordinari reperti. Il 18 luglio 2014 è stata inaugurata la prima “prova” del futuro allestimento. L’evento prevede l’esposizione di tre corredi – due maschili (con ricche cinture ageminate e armi) e uno femminile – della necropoli longobarda messa in luce a Sant’Albano Stura, un unicum per estensione e quantità di deposizioni (finora sono state indagate 776 tombe) nel panorama storico archeologico italiano. Oltre all’innovativa teca multimediale, dotata di grafica tattile e riproduzioni 3D di alcuni reperti per i non vedenti, il piccolo allestimento punta su una nuova forma di comunicazione attraverso un totem multimediale interattivo. Vedi qui.

Informazioni:
Nel Complesso di S. Francesco, vedi scheda. Tel. 0171 634175 ; email: museo@comune.cuneo.it

Link:
http://www.comune.cuneo.gov.it/cultura/museo-civico-di-cuneo.html

Bibliografia:
SAPELLI RAGNI M. (a cura di) Tesori del Piemonte – Il Piemonte degli scavi. Siti e musei di antichità
MERCANDO L. (a cura di), 1998, Archeologia in Piemonte, Allemandi

Fonti:
Fotografia dal sito www.comune.torino.it

Data compilazione scheda:
20/01/2005 – aggiornam. luglio 2014

Nome del rilevatore e associazione di appartenenza:
Simona Vigo – G. A. Torinese