Cortazzone (AT) : Chiesa di San Secondo.

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Storia del sito:
Le notizie su questa famosa chiesa del Monferrato settentrionale sono molto scarse. Nel Cinquecento è attestata ancora come parrocchiale nonostante la notevole distanza dall’abitato, sviluppatosi già nel Trecento attorno al castello di Cortazzone (Curtis Azonis) politicamente dipendente dal vescovo di Pavia fin dal XII secolo. Data la presenza patrimoniale nel territorio (fino al 1223) del priorato benedettino della Torre Rossa di Asti, soggetto all’abbazia di Fruttuaria non è mancato chi ha proposto una dipendenza originaria da esso (per altro non documentata) anche della chiesa di Cortazzone. Dal punto di vista ecclesiastico, tuttavia, all’epoca in cui compare attestata, S. Secondo dipende dal vescovo di Asti: nel 1300 infatti il vicario del vescovo Guido, su richiesta dei signori di Cortazzone, Francesco di Montiglio e Baldracco Pelletta, che ne detenevano il patronato, conferiva “rectoriam et administrationem” di tale chiesa ad un sacerdote da loro presentato; mezzo secolo più tardi, nel 1345, la chiesa fa parte del distretto della pieve di Montichiaro, una pieve dipendente direttamente dal Capitolo della Cattedrale di Asti. Da un successivo documento (1390), siamo informati dell’esistenza in quell’epoca degli affreschi del catino absidale, poiché il notaio che redige l’atto nella chiesa fa esplicito riferimento al dipinto. La decadenza di S. Secondo probabilmente fece seguito allo sviluppo del villaggio attorno al castello, dove la chiesa ivi costruita assunse però il titolo di parrocchiale solo nel 1660. A metà dell’Ottocento si presentava nel complesso in cattivo stato.

Descrizione del sito:
L’edificio è orientato a pianta basilicale con tre navate, terminanti ognuna con un’abside semicircolare. La muratura è prevalentemente in blocchi di pietra faccia a vista, con l’inserimento di file di mattoni (lunghezza m 15,80, larghezza m 7,15). Coperture a due falde sulla navata centrale e a una falda su quelle laterali; a semicono sulle absidi; manto in coppi.
LA FACCIATA. La muratura in gran parte in blocchi di pietra, s’innalza nella parte centrale con una muratura di mattoni, alla sommità della quale vi è un campaniletto a vela, costruito nel XVII secolo. Il portale è leggermente aggettante rispetto al piano di facciata, con doppio arco di pietra delimitato superiormente da una cornice orizzontale di conchiglie che indicherebbe San Secondo come chiesa sulla via dei grandi pellegrinaggi. Agli estremi della parte aggettante, sopra la cornice, vi sono delle sculture zoomorfe su cui si elevano brevi semicolonne con capitello. Il coronamento dei salienti è costituito da archetti pensili falcati, alternati in cotto e tufo e sormontati da una sopraelevazione in mattoni. Agili semicolonne dividono le parti laterali della facciata e proseguono per tutto il perimetro dividendo l’edificio in campiture di diversa ampiezza.
PROSPETTO SUD. Merita una particolare attenzione la ricchissima decorazione scultorea, libera da ogni regola o simmetria, raffigurante con motivi interrotti e poi ripresi, figure geometriche e vegetali, figure zoomorfe, specialmente volatili, scolpiti sui capitelli e nei blocchi della muratura stessa, seconda una fantasia fertile e disinibita che giunge anche a raffigurare l’amplesso di un uomo con una donna.
ABSIDI. La parte absidale si presenta ricca di elementi geometrici nel coronamento, soprattutto quello dell’abside centrale e dell’absidiola sud, con le alte fasce decorative, le sculture a foglie dei capitelli sulle semicolonnine e sulle lesene rettangolari, la varietà delle mensoline su cui poggiano gli archetti pensili. Interessanti sculture anche nell’intradosso degli archetti. Fra questi una figura umana nell’atto di aggrapparsi ad uno di essi. Le absidi laterali hanno ognuna una monofora, mentre quella centrale ne ha tre; quella rivolta ad est conserva parte della grata di chiusura in cotto. Nella parte inferiore tutte e tre le absidi hanno una fascia “a denti di lupo” in cotto, che prosegue per un tratto anche nella muratura sud.
PROSPETTO NORD. Disadorno se si escludono gli archetti pensili del coronamento.
INTERNO. A tre navate, è diviso in cinque campate da colonne e pilastri alternati, con capitelli scolpiti su cui si impostano gli archi. Le volte a vela e il pavimento in cotto sono della metà del secolo scorso. Le tre absidi hanno volte a semicatino. In quella centrale sottolineata da una cornice a “damier” vi è un affresco del XIV secolo, rappresentante il Cristo docente fra San Secondo che offre il modello di una chiesa e San Brunone (o San Siro, protettore della diocesi di Pavia) che offre quello di una città. I capitelli sulle colonne e sui pilastri sono tutti diversi e caratterizzati da eleganti motivi ornamentali (figure geometriche, zoomorfe e motivi floreali).

Informazioni:
La chiesa si trova a circa 1 Km dall’abitato di Cortazzone, in direzione sud-ovest, sulla collina di Mongiglietto (241 metri s.l.m.).  Parrocchia tel. 0141 997033

Links:
http://www.comune.cortazzone.at.it/web-comuni-new/dettaglio_menu.aspx?categoria=san-secondo&comune=Cortazzone&des=Chiesa%20romanica%20di%20S.Secondo

http://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_di_San_Secondo_%28Cortazzone%29

Bibliografia:
Le chiese romaniche delle campagne astigiane a cura di Liliana Pittarello, Asti 1984, pp. 235-238
S. CASARTELLI, Quattro chiese benedettine del XII secolo in Monferrato, in “Atti del X congresso di storia dell’architettura”, Torino 1957 Roma, pp. 309-330
E. ARBORIO MELLA, San Secondo a Cortazzone d’Asti, 1877

Fonti:
Fotografie 1 e 3 da wikipedia; foto 2 e 4 dal sito del Comune.

Data compilazione scheda:
15 gennaio 2002 – aggiornam. luglio 2014

Nome del rilevatore e associazione di appartenenza:
Mauro Marnetto – Gruppo Archeologico Torinese

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