Briona (NO) : Castello

briona castelloComune

Storia del sito:
Il territorio di Briona, la cui denominazione deriva dalla parola Bregundum o Brigodunum che significa luogo fortificato in alto o rocca, venne scelto già in epoche remote per l’insediamento umano. (Vedi scheda su San Bernardino di Briona). In epoca romana, inoltre, nella zona vi furono diversi insediamenti di carattere agricolo che in età medievale assunsero caratteristiche di castello fortificato.
Le prime notizie scritte della presenza di una fortificazione proprio in Briona risalgono al 1140, anno in cui fu stipulato un accordo tra il Conte Guido di Biandrate ed i canonici di San Gaudenzio di Novara. L’atto, che soddisfaceva le esigenze sia degli ecclesiastici sia quelle dei signori, stabiliva che i diritti signorili sarebbero appartenuti ancora ai canonici, i quali possedevano i magazzini del castello, mentre la struttura militare sarebbe andata al Conte Guido di Biandrate. Il castello di Briona, collocato in posizione strategica in cima alla cresta collinare, controllava gli accessi a Novara dal nord-ovest. Fino al 1209 il castello fu riconfermato ai Biandrate da successivi diplomi imperiali. Durante il XIII sec. alle proprietà dei conti si sostituirono i possessi delle famiglie capitanali, legate a Novara e alla sua politica espansionistica. Nel 1356 divenne possesso dei Visconti di Milano che ne fecero una base per le loro lotte contro i Marchesi del Monferrato. Nel 1449 Francesco Sforza, avviato alla conquista del ducato di Milano, per sdebitarsi con Giovanni Tornielli che da due anni combatteva al suo fianco, gli concesse in feudo “castrum e locum Brione”. Nel 1486, il Tornielli volle abitare a Briona con suo figlio Melchiorre e pertanto decise di costruire, entro il perimetro della fortezza, la rocca, uno degli edifici militari più suggestivi del novarese. Il figlio di Melchiorre, Manfredo, fu privato della rocca da Ludovico Sforza, ma nel 1499 ne ritornò in possesso. Alla morte di Manfredo, gli successe il figlio Filippo Tornielli, che aveva compiuto una diversa scelta politica ed era divenuto generale di cavalleria di Carlo V (Re di Spagna). Conclusa la carriera militare Filippo si ritirò nella rocca di cui aveva incrementato la costruzione dei torrioni nella cortina periferica. Alla sua morte la rocca passò al figlio Manfredo, il quale morì nel 1583 senza lasciare alcuna discendenza maschile. Dopo un processo intentato dalla vedova e dalle figlie del Tornelli, nel 1588, la sentenza stabilì che le eredi potessero tenere la rocca come bene di proprietà. Antonia Tornielli sposò nel 1597 Giovanni Battista Caccia detto il “Caccetta”, che reo di molti delitti e di attività antispagnole, fu giustiziato a Milano nel 1609 e la rocca fu sequestrata. Nel 1653 Barbara Guasco, nipote di Manfredo Tornielli, coniugata con Claudio Dal Pozzo d’Annone, ottenne la restituzione della fortezza. Da quel momento la rocca fu abitata dai Marchesi Dal Pozzo D’Annone. Nel 1864 essi la vendettero al Barone e Generale sabaudio Paolo Solaroli, diplomatico ed aiutante effettivo del Re Vittorio Emanuele II che, nel 1867, lo insignì del titolo di Marchese di Briona. La rocca appartiene tuttora alla famiglia Solaroli.

Descrizione del sito:
Il castello si presenta oggi abbastanza integro e con ogni probabilità l’attuale fabbricato fu eretto verso la fine del XV secolo da Manfredo Tornelli. Questo intervento di ricostruzione richiese l’utilizzo di strutture precedenti le cui bifore ad arco acuto, tamponate, sono ancora visibili. La sistemazione del castello, unitaria nell’impianto, si presenta come un quadrilatero con all’interno un cortile pensile quadrato, con pavimento all’altezza del primo piano, sorretto da volte a crociera impostate su un pilastro centrale. Al piano inferiore viene a crearsi una grande sala, posta tra il cortile coperto, la sala capitolare e la cripta, di enormi proporzioni.
La rocca possiede un’unica torre molto esile, impostata sul lato settentrionale, con una piccionaia molto dilatata, munita su tutti i lati di apparato a sporgere. La torre domina la costruzione ma, per la sua esilità e nonostante le caditoie, aveva certamente funzioni di vedetta più che di struttura militare. Il cortile superiore, decorato con affreschi e stemmi degli Sforza, ormai quasi illeggibili, era un tempo circondato da una balconata lignea. Nel 1500 furono aperte alcune finestre rettangolari, incorniciate da mattoni sagomati, che rovinarono in parte gli affreschi, soprattutto uno raffigurante Santa Apollonia. Il castello è coronato su tre lati dai tipici beccatelli in mattoni, molto allungati, alla novarese. Essi mancano sul lato settentrionale dove le riseghe, ancor oggi esistenti, dimostrano l’intenzione di costruire un fabbricato maggiore di cui doveva far parte anche la torre, opera provvisoria divenuta poi definitiva. Le finestre sono rinascimentali a crociera. Verso nord-ovest sporge un grande corpo rettangolare avanzato, collegato al castello solo da una scala, poggiato ad una costruzione già parte inferiore di un torrione, di robustezza eccezionale. Di fianco, tra questo corpo e il castello, doveva trovarsi in antico, l’ingresso che veniva così ben difeso. Le aggiunte ad arcate e l’ampliamento della scala di collegamento sono probabilmente opera di Filippo Tornielli, architetto militare rinomato nel XVI sec. Le colonne che decorano la scala recano capitelli provenienti da altre parti del castello, con scolpiti stemmi non del tutto identificati. Ai Tornielli risalgono probabilmente anche gli spalti che ora racchiudono il giardino e che sviluppano il castello verso mezzogiorno. L’interno del castello è a tre piani con soffitti in legno decorati semplicemente.

Al centro dell’abitato di Briona, in Piazza Solaroli, si trova la  CHIESA PARROCCHIALE MADONNA DELLA NEVE O SANTA MARIA AD NIVES,  chiesa gotica, molto rimaneggiata. L’antico soffitto, grazie ai lavori di restauro, è stato ripristinato ed è formato da tavelle di cotto a vista. L’edificio, ad aula unica, con sobria facciata tardo settecentesca, si caratterizza per la struttura architettonica dominata da vaste arcate a sesto acuto e da cappelle laterali. Solo alcuni dei numerosi affreschi dei sec. XV, XVI e forse anche del XIV, che decoravano le pareti interne sono tuttora visibili, altri restano nascosti sotto la calce superficiale. Verso il presbiterio si trova una serie di affreschi quattrocenteschi; meglio conservati quelli di destra ove in una lunga sequenza sono rappresentati gli Apostoli. Nel registro inferiore, sebbene molto sciupate da evidenti segni di scalpello, si vedono due Madonne con Bambino.

Informazioni:
Il Castello è privato. Info tel. 0321 826386

Links:
http://www.comune.briona.no.it/ComSchedaTem.asp?Id=955

http://www.comune.briona.no.it/ComSchedaTem.asp?Id=17317

Fonti:
Notizie e fotografie tratte dal sito del Comune.

Data compilazione scheda:
11/07/2007 – aggiorn. marzo 2014

Nome del rilevatore e associazione di appartenenza:
Angela Crosta – G.A. Torinese

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