Busca (CN) : Cappella di San Sebastiano

Storia del sito:
La primitiva cappella, piccolissima, comprendeva l’attuale abside, di impianto tardo romanico  presumibilmente del XII secolo; fu ampliata nel XIV secolo con la parte decorata a dentelli. In tempi successivi, intorno alla prima metà del secolo XV, la cappella fu trasformata con l’aggiunta di una seconda aula in prosieguo della prima, caratterizzata dall’impianto tipicamente gotico della volta a crociera che accoglie il ciclo pittorico dall’importante valenza artistica e documentaria. Il ciclo è stato attribuito alla scuola dei fratelli Biazaci, pittori originari di Busca, realizzato nel 1494, come recita la data scoperta nei recenti restauri.
Un altro momento di ristrutturazione e ampliamento della cappella è databile al secolo XVIII, con la realizzazione del campanile nel 1771.

Descrizione del sito:
Nelle quattro vele del portico gli AFFRESCHI raccontano la storia di san Sebastiano che subì il martirio nel IV secolo; gli episodi sono tratti dalla “Legenda Aurea” di Jacopo Da Varagine, che, probabilmente, aveva elaborato il testo della “Passio S. Sebastiani” di un autore del V secolo.
Nella cappella di Busca sono rappresentate un totale di otto scene, disposte su quattro vele e suddivise da elementi architettonici o da figure; solo la scena del martirio, la più importante nell’immaginario popolare, campisce l’intera vela di fronte all’ingresso.
La prima scena rappresenta il battesimo dei convertiti. Nella seconda scena, la più bella e probabilmente tutta di mano dei Biazaci, i due fratelli, futuri martiri, sono visitati in carcere dai genitori e dalle mogli piangenti. San Sebastiano, nelle belle vesti rinascimentali, il volto bellissimo, campeggia la scena e conforta i martiri e i parenti. Le raffigurazioni sono animate dai dialoghi nei cartigli scritti in lingua volgare, un elemento che conferisce all’opera un grande valore di testimonianza delle origini della lingua piemontese.
Nella terza scena, Sebastiano appare dinanzi a Diocleziano, che tra le altre imposizioni aveva ripristinato il culto alla divinità dell’imperatore e vietato qualsiasi altro culto, pena la tortura e la morte. Sebastiano viene interrogato e accusato di infedeltà e quindi condannato a morte con le frecce (quarta scena).
Nella quinta scena (molto rovinata dal degrado) Sebastiano vestito del solo perizoma, con il fascetto delle frecce in mano, ricompare all’imperatore che, dopo un dialogo serrato, lo fa uccidere a bastonate (sesta scena) per buttarne il corpo nella fogna romana (settima scena). Questa scena è collegata con una struttura architettonica a quella del recupero del corpo da parte di santa Lucina (ottava scena) che chiude il ciclo di Busca.

All’esterno dell’edificio, sul contrafforte di destra della facciata, è presente una “Maestà” (95 x 180 cm circa): l’affresco raffigura la Madonna in trono con il Bambino,  l’esecuzione è tipica dello stile tardo-gotico piemontese.

Informazioni:
Fuori dal centro storico, sulla via che porta a Villafalletto, vicino al cimitero. Comune tel. 0171 948611

Links:
https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/43408/Cappella+di+San+Sebastiano

https://www.comune.busca.cn.it

http://www.arteefede.com

https://www.cittaecattedrali.it/it/bces/478-cappella-di-san-sebastiano

https://www.chieseromaniche.it/Schede/712-Busca-San-Sebastiano.htm

Fonti:
Notizie e fotografie tratte dai siti sopra indicati.

Bibliografia:
PICCAT M., Antiche iscrizione in volgare. I cartigli delle chiese di S. Stefano e S. Sebastiano di Busca, B.S.S.S.A.A.Prov.di CN. TT. IV-VII, N° 78, 1978, p. 5,13
FINO F.; LOVISOLO M., Guida storico-artistica di Busca, Busca CN,1998

Data compilazione scheda:
21/12/2007 – aggiorn. luglio 2014, giugno 2026

Nome del rilevatore e associazione di appartenenza:
Angela Crosta – G.A.Torinese

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