Viverone (BI) : resti del castello e del ricetto

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Storia del sito:
La zona del lago di Viverone, un tempo chiamato di San Martino o di Anzasco o di Roppolo (le due comunità si separarono dal XIII secolo) fu abitata sin dalla preistoria (vedi scheda); fu importante in età medievale perché situata sulla via francigena e per la fonte economica derivata dalla pesca e dalla produzione di canapa. L’incastellamento della zona è antico: è attestato un castrum nel 1145. Viverone nel XIII e XIV secolo venne coinvolta nel conflitto tra Vercelli e Ivrea. La comunità di Viverone, all’inizio del XV secolo, fece atto di dedizione ai duchi di Savoia, cui venne consegnato il castello.
L’edificazione o riedificazione del ricetto con funzione agricola e residenziale risale al 1405, quando la popolazione ottenne da Amedeo VIII di Savoia il permesso di costruire la fortificazione nell’area retrostante il castello, utilizzando le sue strutture difensive. Oggi non sono distinguibili le strutture del castello da quelle del ricetto, posti sulla sommità di una collina, mentre il borgo nel tempo, si sviluppò più in basso.

All’interno del ricetto vi era l’ORATORIO DI S. GIOVANNI BATTISTA, che era la cappella gentilizia dei signori del luogo, citata in un documento del 1191. È una chiesa antichissima, che dipendeva dalla chiesa vercellese, poiché già nel 1287 il prete Anselmo, rettore di S. Giovanni del castello di Viverone, veniva nominato parroco di S. Giuliano in Vercelli. Divenne poi proprietà dell’abbazia dei canonici lateranensi di S. Sebastiano di Biella.
L’oratorio subì molti interventi di ricostruzione e le attuali forme risalgono ai secoli XV-XVI. Nel 1771 si doveva costruire una chiesa nuova, ma i lavori non vennero mai eseguiti e fu restaurata quella esistente

Descrizione del sito:
Il ricetto-castello aveva un impianto quadrato con lato di circa m. 60, con una via ad anello e due assi viari a croce; l’accesso era nello spigolo sud-ovest. Delle strutture del CASTELLO restano alcuni tratti della cortina muraria, composta da pietrame alternato a ciottoli posti a spina di pesce, spesso m. 0,90 e alto originariamente m. 6; di particolare interesse un muro con una piccola feritoia strombata coronata da un arco in mattoni a doppia fascia, di coltello e di punta.
Rimangono i resti della torre angolare di nord-est, unica sopravissuta delle tre originarie.
Internamente al RICETTO si sono conservate tracce delle primitive cellule sul lato di levante, mentre il resto del complesso ha subito più pesanti rifacimenti e riutilizzi.
ORATORIO DI SAN GIOVANNI BATTISTA. Dopo i vari rifacimenti, l’edificio è oggi costituito da un solo locale con soffitto in legno; sulla facciata sono presenti due finestre ad arco ed in alto un rosone centrale; all’interno, la parete dietro l’altare è ornata da affreschi cinquecenteschi di scuola vercellese.

Informazioni:
In frazione Bertignano, a monte della frazione Rolle, sulla sommità della collina. Comune tel. 0161 987021

Link:
http://www.siti.intornoallago.it/portale/I-comuni-d/prova-vive/Cultura/LA-STORIA-/SITI-DI-IN/Oratorio/index.htm

Bibliografia:
RABAGLIO R., Castelli biellesi, Edialbra, Pollone BI, 2003
VIGLINO DAVICO M., I ricetti, difese collettive per gli uomini del contado nel Piemonte medioevale, Edialbra, Torino, 1978

Fonti:
Foto da Rabaglio R., 2003

Data compilazione scheda:
16/10/2006 – aggiornamento giugno 2014

Nome del rilevatore e associazione di appartenenza:
Angela Crosta – Gruppo Archeologico Torinese