Verrone (BI) : Castello e cappella

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Storia del sito:
Il toponimo segnalerebbe origini antiche: secondo alcuni studiosi andrebbe connesso al termine latino vetus cioè vecchio, secondo altri è più verosimile una derivazione celtica da uer (che sta sopra), per cui si tratterebbe di un luogo posto su qualcosa. Il ritrovamento di lucerne e cinerari romani nei pressi del castello indicherebbe insediamenti antichi. Il castello di Verrone è legato alla famiglia dei Vialardi, di origine germanica o longobarda (il capostipite sarebbe stato un Wied der Hard, Guido il coraggioso nel IX-X secolo) e documentati in quest’area dal XII secolo.
Nel XI-XII secolo vi erano già delle strutture fortificate, probabilmente un castello-recinto, poi ampliato con il dongione e le torri angolari risalenti al XIV secolo. Altri interventi vennero eseguiti nel XV e nel XVII-XVIII secolo, modificando radicalmente il complesso e avvicinandolo alla struttura attuale. Durante le lotte tra guelfi e ghibellini che segnarono in questo periodo la storia del comune di Vercelli, i Vialardi furono fra i principali capi del partito ghibellino e con i castelli di Isengarda, Verrone e Sandigliano formarono un cuneo militare proteso nel territorio dominato dai guelfi Avogadro. La compattezza del gruppo si incrinò nel 1373 quando Simone, figlio di Rolandino Vialardi, a nome proprio e come procuratore dei condomini di Verrone, si sottomise al conte Amedeo VI di Savoia e stipulò reciproci patti concernenti le giurisdizioni sul castello e feudo di Verrone.
L’impianto originario, ricollegabile a un periodo anteriore al XIII secolo, era costituito probabilmente da una corte organizzata intorno a uno spazio quasi quadrato, delimitata da una cerchia di mura alte circa 5 metri e rinforzata, nell’angolo a nord-ovest, da un bastione. L’accesso in origine era previsto nella zona ad est, in seguito fu rimarcato da un portale ad arco, con funzione di chiusura ma soprattutto di segnale gerarchico specifico.
Il dongione è un torrione quadrato che costituisce la parte più vetusta superstite nell’impianto odierno, attorno al quale i Vialardi, a varie riprese, svilupparono il castello nel suo complesso. L’ipotesi che questo dongione sia più antico delle altri parti del fortilizio parrebbe confermata dalle evidenti tracce di sopraelevazione di un corpo di fabbrica preesistente. La sopraelevazione dovette probabilmente avvenire nel XV secolo, dal momento che il torrione è munito superiormente di ampie caditoie tipicamente quattrocentesche. Tale intervento quasi certamente coincise con un ampio intervento di restauro e ampliamento del castello, effettuato durante il periodo di stabilità politica che seguì la fine delle lunghe guerre tra Visconti e lega anti-viscontea.
Si può far risalire a quel periodo anche la costruzione della “Rocchetta” sul lato ovest del complesso, edificata sia per aggiornare militarmente il Castello, sia per provvedere a una più degna e sicura dimora alla importante famiglia dei Vialardi.
Nel XVI e XVII secolo le invasioni francesi e spagnole portarono gravi devastazioni. Il castello, restaurato recentemente, conserva al suo interno la cappella gentilizia dedicata ai Santi Simone e Giuda, decorata con affreschi attribuiti al Maestro del Cristo della Domenica (XV secolo).

Descrizione dei siti:
CASTELLO. La parte più interessante è il dongione, localmente detto Bicocca: un massiccio torrione quadrato costruito a paramenti di mattoni con qualche corso binato di pietre a ceppi, completato da caditoie quattrocentesche. La sua parte apicale, unico esempio nel Biellese, è a forma di tronco di piramide esternamente, ma a cupola all’interno. Sul fianco sinistro della torre si apre l’ingresso un tempo dotato di ponte levatoio, poiché tutto il complesso era circondato da un fossato.
La parte ovest del castello, detta Rocchetta, risale al XV secolo; è munita di una fila di caditoie su beccatelli, organizzate su un triplice ordine di mensole in pietra, ed è appoggiata ad una torre a pianta circolare, realizzata in mattoni, sulla quale sono chiaramente leggibili tre fasi di intervento. La torre è infatti costituita da una parte più antica che giunge fino all’altezza delle caditoie e termina con merli alla guelfa, i quali appaiono murati per effetto della successiva sopraelevazione della torre, fino all’altezza del tetto della Rocchetta. Su questa seconda parte della torre fu aggiunto, in epoca relativamente tarda, un ulteriore coronamento a pianta ottagonale, con un’ampia apertura su ogni lato, ricoperta da un tetto. A differenza delle due precedenti, quest’ultima parte della torre è intonacata e reca la data del 1698, che dovrebbe riferirsi all’anno della sua costruzione.
Mentre gli affacci esterni conservano una complessa ma marcata connotazione architettonica, gli affacci interni del castello sulla corte hanno perso il loro significato originario, cedendo certamente sotto l’impatto dei numerosi e variegati interventi successivi.

LA CAPPELLA GENTILIZIA intitolata ai Santi Simone e Giuda è di origine romanica, documentata sin dal 1298, le parti più antiche, (abside e parte del muro nord) risalgono alla fine del XII secolo. Originariamente era a due navate, ridotte a una dopo il XVI secolo. Sotto l’intonaco affrescato barocco, nel corso di recenti restauri, sono affiorati affreschi quattrocenteschi con figure di santi: Quirino, Emiliano, beato Giovanni Avogadro, Nicola da Tolentino, altri santi Vescovi e una Messa di san Gregorio.

Informazioni:
Il castello è adibito in parte a sede comunale e in parte a residenza privata.
La Cappella dei Santi Simone e Giuda è di proprietà privata, info Comune tel. 015 5821032

Links:
http://vialardi.org/VdSF/pdf/Libro_Verrone_castello.pdf

http://www.vialardi.org/VdSF/verrone_ex_1.html

http://it.wikipedia.org/wiki/Castello_di_Verrone

Bibliografia:
T. VIALARDI DI SANDIGLIANO, Verrone, l’immagine ricostruita, L’artistica ed., Savigliano CN, 2005 (reperibile in parte sul web al sito indicato al n° 1)
R. RABAGLIO, Castelli del Biellese, Ed. Leone Griffa, Pollone BI, 2003

Fonti:
Fotografie 1 e 2  di F. Ceragioli da Wikipedia; foto 3: particolari affreschi cappella da Rabaglio R., 2003.

Data compilazione scheda:
30/4/2007 – aggiornam. giugno 2014

Nome del rilevatore e associazione di appartenenza:
Angela Crosta – G.A.Torinese

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