VERCELLI : Basilica di Sant’Andrea

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Storia del sito:

Il cardinale Guala Bicchieri (o Biccheri), nato alla metà del XII secolo da una potente famiglia di Vercelli, intraprese la carriera religiosa e, grazie alla solida formazione di tipo giuridico e alle sue doti di abile diplomatico, si affermò come intermediario di pace in intricate vicende politiche. Nel 1215 fu inviato da papa Innocenzo III in Inghilterra e Francia con l’obiettivo di cercare di dirimere una difficile questione tra Giovanni Senza Terra e il re di Francia. La mediazione ebbe successo e il cardinale come compenso ricevette in dono dal re d’Inghilterra l’abbazia di S. Andrea di Chesterton. Con il ricavo garantito dal legato ricevuto dal re, Guala Bicchieri fece costruire nel 1219 l’abbazia, poi divenuta basilica, di Sant’Andrea e alcuni anni più tardi l’omonimo ospedale.
Allorché il cardinale moriva nel 1227, il monastero e l’ospedale erano già costruiti e la chiesa era stata consacrata il 7 dicembre 1224. Pare che l’architetto fosse un canonico regolare di Mortara, un certo Giacomo. Perché il monastero divenisse un faro di cultura cristiana, il cardinale lo concesse ai canonici regolari di S. Vittore di Parigi, la cui scolastica era famosissima ai suoi tempi: S. Andrea divenne allora una scuola internazionale di dotti teologi e filosofi. In seguito l’abbazia divenne commendataria, finché il duca di Savoia decise di darla ai canonici regolari lateranensi fin dal 1439, ma in pratica le procedure furono cosi lunghe che solo nel 1467 i vittorini cedettero a questi il possesso dell’abbazia.
Napoleone la tolse ai lateranensi e, dopo varie traversie, l’abbazia passò in proprietà del comune di Vercelli che nel 1929 chiamò alla custodia del monumento nuovamente i canonici regolari lateranensi.
Una vasta opera di restauro era stata condotta nel 1822-30 e poi nel 1927 per consolidare la facciata strapiombante; altri lavori di restauri interni avvennero nel 1938 nel 1955-60.

Descrizione del sito:

LA CHIESA
LA FACCIATA della chiesa fonde motivi lombardo-emiliani (tetto a capanna, portali a tutto sesto, cornici marcapiano, apertura delle torri laterali, doppio ordine di loggette) con elementi provenzali e normanni (profonda strombatura dei portali, torri laterali e loro cuspidi, capitelli a crochet) con un notevole effetto cromatico dovuto al rivestimento in pietra grigio-verde interrotta dai marmi bianchi delle loggette e dal marmo rosso dei tre portali. Sopra il portale centrale vi è un rosone a dodici colonnine e al vertice del timpano un’edicoletta. Ai lati della facciata due snelli campanili gotici a monofore, bifore e trifore terminano con una cuspide.
Nella LUNETTA DEL PORTALE MAGGIORE una scultura eseguita tra il 1220 e il 1225, che rappresenta il martirio di sant’Andrea, opera di uno scultore della scuola di Benedetto Antelami. La scena del martirio si trova racchiusa da una cornice scanalata, ornata da motivi floreali ed elementi architettonici decorativi a forma di tralcio di vite. Al centro dell’arco è presente la figura di un angelo, con in mano una corona, per trasportare l’anima del santo in paradiso. La scena principale presenta a sinistra tre fedeli (un giovane, un uomo con la barba e una donna con il velo in testa): al centro sant’Andrea sulla croce; a destra due uomini agli ordini del proconsole Egea che stanno legando il Santo allo strumento di martirio.
Le altre due lunette sono inferiori per fattura. In quella a sinistra è raffigurato il cardinale Guala Bicchieri mentre offre la chiesa a Sant’Andrea in trono; purtroppo un restauro ottocentesco ne sostituì le teste. In quella di destra vi è una raggiera di colonnine con archi trilobi, non originale, ed inserita più tardi come si osserva dal mancato adattamento di un arco ogivale in un arco a tutto sesto.
I fianchi della chiesa sono movimentati da contrafforti e archi rampanti che si appoggiano alla navata centrale, con monofore a destra e a sinistra occhi.
Il CAMPANILE che sorge tra il transetto destro e la prima abside laterale è a base quadrata con bifore e trifore, cuspidato, alzato tra la fine del XIV e l’inizio del XV nello stile della basilica, ma in posizione sghemba rispetto all’asse della chiesa, probabilmente perché furono utilizzate le fondamenta del campanile della preesistente chiesa di sant’Andrea, demolita tra il 1215 e il 1219.
L’ INTERNO della chiesa è a tre navate, ciascuna composta da sei campate e ad ogni campata rettangolare della navata centrale corrisponde una campata quadrata delle navatelle. Il transetto sporgente formato da campate rettangolari è coperto da una volta a cupola, inclusa in un tiburio ottagonale. Sul transetto si aprono quattro cappelle di pianta rettangolare. Oltre il vasto spazio quadrato del capocroce vi è il coro terminante con una parete rettilinea. Quattro piloni a fascio, di grande solidità, sorreggono la cupola e il carico del tiburio per mezzo di archi robustissimi; le trombe coniche del tiburio portano scolpiti su una mensola i simboli degli Evangelisti, di fattura antelamica.
L’ultima cappella a destra è occupata dal MONUMENTO FUNEBRE DELL’ABATE TOMMASO GALLO, risalente alla prima metà del XIV secolo: nella grande nicchia gotica sopra il sarcofago è affrescata la figura dello stesso abate in cattedra fra i suoi scolari. Nella cuspide che si eleva sull’arcata c’è l’incoronazione della Vergine con angeli musicanti. Le belle figure in altorilievo sul fronte del sarcofago sono in uno stile non anteriore alla metà del ‘300. Al centro vi è la Beata Vergine col Bambino che si slancia verso l’abate Tommaso in ginocchio, presentato da Sant’Andrea. Al lato destro stanno S. Caterina d’Alessandria e Dionigi lo Pseudo-Areopagita di cui Tommaso Gallo aveva commentato le opere.
In chiesa vi sono anche un crocifisso del ‘300, due confessionali del ‘500 ed il coro intarsiato del XVI secolo, opera di Ignazio Ravelli e restaurato dopo il 1802.

L’ABBAZIA E IL CHIOSTRO
Della primitiva Abbazia, rimaneggiata pesantemente nel XVI secolo, rimangono, con qualche alterazione, la sala capitolare, la sacrestia e il parlatorio. La SALA CAPITOLARE ha quattro colonne centrali con bellissimi capitelli a crochet che sorreggono nove raffinate campate, preziose per le nervature in laterizio a vista e con la campitura degli spicchi delle volte intonacate. In un vano d’altare alla destra di chi entra sono posti due affreschi sovrapposti della scuola di Gaudenzio Ferrari.
Opera dei lateranensi fu il CHIOSTRO del 1520, sul fianco destro della chiesa, risultante dal materiale dell’antico chiostro duecentesco originario. Restaurato nel 1930, il chiostro si presenta rettangolare con arcate a pieno centro rette da colonnine dai capitelli a crochet, che a gruppi di quattro sono riunite su una sola base.

L’OSPEDALE DI SANT’ANDREA
Il cardinale Guala Bicchieri volle accanto all’abbazia uno xenodochium, cioè un luogo adatto ad accogliere i pellegrini che transitavano a Vercelli. Di questo, che fu costruito nel 1223-24, rimangono un bel porticato ogivale sulla sinistra e il cosiddetto “salone dugentesco”, in via Ferraris. Le sette arcate formanti il porticato sono state aggiunte nel 1461. L’affresco del XIII secolo, mal conservato, rappresentante il “Cristo Pantocratore” tra sant’Andrea a il cardinale Bicchieri, sovrasta la porta di ingresso che permette l’accesso al SALONE rettangolare suddiviso in tre navate. Sulla parete di fondo, alla sinistra dell’ingresso, è affrescato Cristo in croce con ai lati la Vergine e San Giovanni. La volta soprastante la Crocifissione reca sulle quattro vele le immagini degli Evangelisti. Sulla parete a destra della porta dalla quale si entra affiora un frammento di affresco, risalente alla metà del XV secolo, in cui si riconosce un santo vescovo benedicente, testimonianza di come le pareti della sala fossero, tutte o in parte, ricoperte da una decorazione pittorica.
Gli edifici del primitivo ospedale vennero rimaneggiati e ad essi vennero aggiunti altri corpi di fabbrica nei secoli successivi (XIV, XVI e XIX). Oggi l’ex ospedale è occupato da Uffici della Provincia

 

Descrizione delle collezioni:
Vedi scheda per il materiale del tesoro del Duomo.

Informazioni:
 tel. 0161 255513

 Link:
http://it.wikipedia.org/wiki/Basilica_di_Sant%27Andrea_%28Vercelli%29

Bibliografia:
AA.VV., La basilica di Sant’Andrea in Vercelli, Ente provinciale per il turismo, Vercelli, 1963
ORDANO R., La Basilica, Vercelli. s.n., 1981
VERZONE P., S. Andrea di Vercelli e l’arte emiliana, Tip. Fedetto, Torino, 193

Fonti:
Alcune immagini si trovano su www.medioevo.org
Fotografia in alto di luca Volpi da Wikimedia.org; disegno da http://www.webalice.it/r_ordano/BASILICA.htm , sito in cui si trovano foto di molti particolari dell’edificio. Crocifisso da http://www.settemuse.it/viaggi_italia_piemonte/vercelli_citta.htm. Le altre immagini da Wikipedia.

 Data compilazione scheda:
03/04/2006 – aggiorn. febbraio 2014

Nome del rilevatore e associazione di appartenenza:
Angela Crosta – G.A.Torinese

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