Tronzano (VC): chiesa di San Pietro al cimitero

Storia del sito:
Tronzano compare per la prima volta nei documenti nel 969. La località faceva riferimento alla pieve di Santhià. Vi erano due abitati, che probabilmente risalivano all’età romana, Tronzano superiore e inferiore: nel 999 l’imperatore Ottone III confermò al vescovo di Vercelli molti beni, tra cui alcuni situati “a Tronzano e nell’altro Tronzano”; nel 1026 è citata per la prima volta la località di Tronzano mediano. I documenti più antichi non permettono di capire esattamente l’ubicazione e la consistenza dei tre abitati.
La chiesa di San Pietro extra muros era la parrocchiale di Tronzano superiore. L’edificio è citato per la prima volta nel 1188 e probabilmente era stato costruito pochi decenni prima, nei pressi di una necropoli romana (nel 1853 furono scoperte circa 30 tombe). Tronzano inferiore faceva capo alla chiesa di Santa Maria.
Tra la fine del 1245 e l’inizio del 1246 Tronzano fu distrutta nell’ambito della guerra tra il Comune di Vercelli e Pietro Bicchieri, proprietario di molti possedimenti in zona. La pace fu siglata solo nel 1254. Nel 1256 gli abitanti superstiti di Tronzano ottennero dal comune di Vercelli di riunirsi in un nuovo borgo franco che fu fondato “inter locum Tronziani superioris et locum Tronziani inferioris circum ecclesiam Sancti Martini”. Non viene citato Tronzano mediano, forse, ipotizza Caldano, il borgo era talmente danneggiato da non meritare una citazione, ma non tanto da indurre la popolazione ad abbandonarlo e a non farne il nucleo della nuova fondazione. Dalla fine del XIII secolo sono regolarmente citati i tre borghi di Tronzano, superiore, mediano e inferiore.
Tuttavia la chiesa di San Pietro non fu abbandonata e rimase cimiteriale, perché compare regolarmente negli estimi della diocesi di Vercelli del 1298, del 1348 e del 1440; ma fu presumibilmente privata della cure precedentemente godute, finché verso la metà del ‘400, le sue condizioni divennero così precarie da far ritenere probabile un cedimento generale dell’edificio, oltre all’avvenuto crollo della facciata. Seguirono lavori di restauro.
Ma il degrado continuò, nel 1681 si fece costruire la volta della chiesa, il pavimento, la scala a muro e i solai del campanile. Nel 1833 altri lavori furono eseguiti per demolire il portico in facciata, rimaneggiare ciò che restava dell’abside sud e riportare la facciata al profilo a capanna. Nel 1893 fu restaurato il campanile.
Nel 1934 furono eseguiti lavori per riportare alcune parti alle forme ritenute originali, in particolare nelle absidi, vennero riaperte monofore nella navata centrale, sistemato il paramento murario ove danneggiato, riparato il tetto.
Nel 2007 una campagna di restauro ha comportato la pulitura della facciata e il rinnovo dell’intonacatura interna.

Descrizione del sito:
Nel XII secolo aveva tre navate, frazionate da archi trasversi coperti da volte a crociera e terminate da absidi semicircolari. L’absidiola a sud fu sacrificata per l’edificazione del campanile, probabilmente prima del 1256, perché in seguito la chiesa perdette importanza. Vedi piantina.
I pilastri forti, che accolgono la ricaduta dell’arco trasverso che fraziona la navata centrale, si compongono di un nucleo quadrato, a cui si aggregano semipilastri e riseghe angolari. I pilastri deboli, invece, hanno una semplice sezione a rettangolo con il lato lungo sull’asse est-ovest. Il raccordo tra le navate e le absidi è mediato da piccole campate oblunghe coperte a botte (quella davanti all’abside centrale è raddoppiata).
Nel XV secolo crollò il settore occidentale del corpo longitudinale con perdita della facciata originale e di una campata: l’attuale facciata è un tamponamento, nel quale sono evidenti i profili delle arcate trasverse. Nella nuova facciata sono state aperte, al centro, il portale architravato e, ai lati, due ampie finestre terminanti a ogiva. L’apertura sopra il portale è stata condizionata dal profilo dell’arcata a sesto acuto della volta.
Le monofore delle absidi sono state molto rimaneggiate durante le varie campagne di restauro, soprattutto quella novecentesca.
Il paramento murario delle porzioni del XII secolo è in laterizi accuratamente sagomati, disposti in corsi regolari, aggregati da sottili giunti di malta. Le cornici si compongono di archetti pensili in laterizi, disposti a raggiera su bande intonacate di bianco. La formulazione e la distribuzione dei sostegni furono influenzati dall’impianto della chiesa abbaziale cistercense di Santa Maria di Lucedio, fondata nel 1123.
I capitelli dei semipilastri del cleristorio conservano le decorazioni romaniche, presumibilmente gli altri sono andati persi nei secoli durante restauri e manutenzioni.

Il campanile, a pianta quadrata, presenta cinque piani, scanditi da archetti pensili, nei primi due non sono valutabili le strutture originarie; nel terzo una monofora per i lati est, sud e ovest, a nord non ci sono aperture; nel quarto due monofore che terminano con archivolti a sesto rialzato, il lato nord ha una stretta monofora; il quinto piano presenta coppie di bifore coronate da archi a sesto ribassato a est, sud e ovest, invece nel lato nord due strette monofore. La differenziazione delle aperture farebbe pensare a una protezione dai freddi venti settentrionali. La torre poteva avere avuto anche una funzione difensiva.
Nei primi due piani del campanile furono usati conci di pietra di colore verdastro alternati ai laterizi, nei superiori solo mattoni.


Informazioni:

Aperta per le funzioni. Parrocchia tel. 0161 911303 Comune tel. 0161 911235

Links:
http://www.comune.tronzanovercellese.vc.it
facebook.com/piemontemedievale/

Bibliografia:
Verzone P., L’architettura romanica nel Vercellese,  Vercellino di Besso & Massa, Vercelli 1934
Caldano S., La chiesa romanica di San Pietro al cimitero di Tronzano vercellese, storia, architettura, restauri, in: Bollettino storico vercellese, Soc. Storica vercellese, 69, 2007, pp. 53-93

Fonti:
Notizie tratte dai testi e dai siti sopra indicati.
Fotografie tratte dal sito del Comune. Pianta da: Verzone P., L’architettura romanica nel Vercellese, 1934

Data compilazione scheda:

7 maggio 2019

Nome del rilevatore e associazione di appartenenza:
Angela Crosta – G.A.Torinese