Provincia di Alessandria

Acqui Terme (AL) : Acquedotto romano

AcquiTerme (AL) - Acquedotto romano

Storia del sito:
Acqui Terme è posta sulla riva sinistra del fiume Bormida, in quella parte di territorio popolata già in età protostorica dalla tribù ligure degli Statielli; la città più importante di questa tribù, Carystum, fu poi conquistata nel II secolo a.C. dalle milizie romane del Console Marco Popilio Lenate. Data la sua favorevole posizione, divenne punto strategico di collegamento tra la zona mediterranea ed il nord, ruolo potenziato dalla realizzazione della via Aemilia Scauri, che collegava Tortona a Vado Ligure. Inoltre, grazie alle sue sorgenti di acqua calda, divenne un importante centro termale. Intorno al secolo I a.C. sorse così la città romana che fu nominata AQUAE STATIELLAE, alludendo al popolo che precedentemente vi era insediato e all’acqua termale proveniente dal suolo in gran quantità. Il periodo di maggior splendore della città fu tra il I ed il II secolo d.C.; citata nei testi di Plinio, Strabone, Seneca e Tacito.
Della città romana ci sono pervenute molte testimonianze, in parte conservate ora al Museo Archeologico (vedi scheda). Esistevano almeno due impianti balneari termali nell’abitato romano: il primo e forse il più importante era situato nell’attuale piazza della Bollente e fu rinvenuto il secolo scorso durante gli scavi sotto il tempietto neoclassico, realizzato dal Cerruti nel 1879, a coronamento della fonte da cui sgorga l’acqua termale a 75°C. A testimonianza di ciò rimangono parte di un pavimento a mosaico della piscina termale visibile sotto i portici di via Saracco, contenente una scritta dedicatoria riportante il nome di chi aveva rinnovato tali struttu-re e i sedili in marmo conservati presso il Museo Archeologico. Il secondo complesso era costituito da un’altra piscina termale rinvenuta all’inizio di corso Bagni. Degli impianti idrici destinati all’uso pubblico è stata rinvenuta, poco prima della piazza del Comune, una fontana a zampillo con annessa vasca rettangolare lapidea che fungeva da abbeveratoio servita da una conduttura in piombo ancora visibile. 
Le rovine più importanti sono quelle dell’ imponente ACQUEDOTTO databile intorno al I secolo d.C., che riforniva il centro della città attingendo l’acqua dal torrente Erro, nei pressi del paese di Cartosio, e valicando la valle del fiume Bormida. Arrivata in città l’acqua veniva raccolta in una grande cisterna in un punto elevato, non individuato, da cui le condutture in piombo distribuivano l’acqua che alimentava le fontane e le vasche pubbliche e private e che, secondo alcuni studi, era utilizzata anche per ridurre la temperatura dell’acqua delle piscine termali.

Descrizione del sito:
L’acquedotto era lungo circa 13 km, su un percorso in gran parte sotterraneo e in parte fuori terra, con il tratto terminale sospeso, mantenendo una pendenza costante. Attraversava il fiume Bormida su grandi archi retti da pilastri, sette dei quali oggi sono ancora visibili e ben rendono l’idea dell’originaria struttura; altri otto pilastri si trovano nei pressi della strada per Cartosio. 
I pilastri, alti circa quindici metri, sono costruiti con la tecnica dell’”opera a sacco”, caratteristica dell’edilizia romana, con nucleo interno di conglomerato cementizio e paramento esterno in blocchi di arenaria. Rimangono quattro arcate intere larghe circa 7 m.

Informazioni:

Link:
http://archeo.piemonte.beniculturali.it/index.php/en/musei/aree-archeologiche/65-aree-arch-prov-di-alessandria/294-archi-dell-acquedotto-romano-di-aquae-statiellae

Fonti:
Foto tratte dall’articolo Wikipedia Acqui Terme

Data compilazione scheda:
14 settembre 2008 – aggiornamento agosto 2014

Nome del Rilevatore e associazione di appartenenza:
Angela Crosta – G.A.Torinese

Acqui Terme – Ovrano (AL) : Chiesa dei SS. Nazario e Celso

Ovrano (AL) - Acqui Terme (Chiesa dei SS. Nazario e Celso

Storia del Sito:
La costruzione della pieve di Ovrano probabilmente fa seguito alla fase di evangelizzazione dell’area iniziata dal vescovo Guido attorno al 1000 e perseguita poi, nel XII secolo, dai monaci benedettini. Il lugo è citato nell’atto di fondazione dell’Abbazia di San Quintino di Spigno, dell’anno 991. I benedettini furono i primi proprietari dell’edificio, eretto nella prima metà del secolo XII e la cui dedicazione, ai santi Nazario e Celso, fa supporre degli stretti legami con l’arcivescovato di Milano. Tali rapporti sono confermati dalla frequenza in zona di altre cappelle dedicate ai due martiri, unitamente a più antichi titoli provenienti dall’oriente e dal sud d’Italia.

Descrizione del Sito:
La chiesa rispetta l’orientamento est-ovest, ed ha pianta rettangolare ad aula unica, con un basso campanile addossato sul lato meridionale. L’abside semicircolare è priva dei tipici archetti pensili di coronamento, ma presenta le tre classiche campiture ripartire da lesene, caratterizzate dalla stessa alternanza di conci lunghi ad altri più corti che si riscontra nelle vicine pievi di Morsasco e di Visone. La conformazione delle lesene e delle monofore absidali di queste due piccole chiese ha spinto alcuni autori a integrare idealmente l’abside di Ovrano sul modello dell’abside con triplice serie di archetti e muratura (Rebora, 1991). Un’ulteriore analogia con la pieve di Morsasco è data dalle due finestrelle quadre che affiancano il portale ad arco della facciata.

La tessitura muraria presenta conci di pietra arenaria locale di grandi dimensioni, abbastanza ben squadrati e con spigoli puliti, alternati negli stipiti ad altri più piccoli con funzione ammorsante. La tecnica di taglio del materiale ed il gusto decorativo e il confronto con edifici di età tardo-romanica non consente di spostare la data di fondazione oltre la metà del Millecento.

Informazioni:
 A nord della frazione Ovrano.  Pro Loco Ovrano, tel. 0144 323496. La pieve di Ovrano  appartiene al Comune di Acqui Terme.

Link:
http://www.inforestauro.org – Pieve di S. Vito (confronto con Ovrano)

Fonti:
Testo e fotografie tratti dalla pagina internet sopra indicata.

Data compilazione scheda:
31 dicembre 2011 – aggiornamento giugno 2014

Nome del Rilevatore e associazione di appartenenza:
Angela Crosta – G.A.Torinese