Sale San Giovanni (CN) : Cappelle di Sant’Anastasia (o Sant’Anna) e di San Sebastiano

sale 1 Anastasia

Storia del sito:
La cappella di SANT’ANASTASIA risale al 1050. Dal 1584 la dedicazione a S. Anna sostituì quella a Santa Anastasia, forse per il suo ruolo tradizionale di protettrice delle partorienti. L’analisi della struttura e la discontinuità delle murature fa ipotizzare una costruzione in più tempi e rimaneggiamenti: all’inizio era un semplice arcone aperto sul davanti (l’attuale abside), che fu successivamente ampliato verso la navata principale. Fu opera dei monaci del monastero benedettino di San Benedetto Belbo, emanazione di quello di Santa Maria di Castiglione di Parma. Si trattava forse di una semplice grangia dove i monaci offrivano la loro assistenza materiale e spirituale.
La copertura del tetto in lastre di pietra risale alla fine del 1800, quando venne costruito un piccolo campanile sul lato destro della facciata.
La cappella conserva AFFRESCHI dal XII al XVIII secolo, che sono stati restaurati nel 1991-92. Per approfondire pdf: RenatoPastorino.it _i_restaturi

Descrizione del sito:
L’edificio della CAPPELLA DI SANT’ANASTASIA è a pianta rettangolare, la muratura è costituita da blocchi di pietra rozzamente squadrati con lesene ed archetti pensili alla cornice del tetto; presenta un’unica navata, tagliata a metà trasversalmente da due grandi archi e terminante con un’abside rettangolare coperta da una volta a botte.
L’affresco dell’abside, datato 1493, ne copre altri più antichi che si vedono nei tratti in cui è caduto l’intonaco. L’affresco ha forma semilunare, diviso in tre parti: quella centrale con sant’Anastasia, san Rocco e san Romeo (o san Tomaso vescovo di Canterbury, secondo un’altra lettura del nome) e le due laterali, forse più recenti per un disegno meno netto e tracce di sovrapposizione di intonaco. In quella di sinistra sam Bernardo con il diavolo e sant’Antonio Abate; in quella di destra una Madonna con Gesù Bambino e san Giovanni Battista, ai piedi un angelo musicante. Il Bambino ha in mano un uccellino simbolo dell’anima, la Vergine una rosa bianca simbolo di verginità e purezza; nel dipinto sono presenti i simboli del pellegrinaggio a Santiago di Compostela: il cappello di san Rocco e, sulle spalle di san Romeo, la conchiglia e il bordone. Santa Anastasia si presenta come una bionda fanciulla in veste rossa e manto bianco e verde pallido, con nella destra la palma del martirio e nella sinistra il Vangelo.
Di estremo interesse sono risultate le pitture scoperte nell’arcosolio sopra l’altare. Molto rozze nel disegno, poco più di una sinopia, presentano in quattro riquadri: l’Annuncio ai pastori, la Natività, l’Adorazione dei Magi e, forse, la strage degli Innocenti, difficilmente leggibile per la caduta di parte dell’intonaco. Risalgono probabilmente al XIII secolo.
La pulitura della parte frontale dell’arco che separa l’abside dalla navata ha rivelato tracce di decorazione a volute e, in basso a destra, l’immagine dì san Giacomo “Jacobus”.
Il dipinto del 1711 con i santi protettori san Sebastiano, san Bovo e san Rocco, è stato fissato su un supporto rigido e murato nella parete di sinistra accanto all’altro dipinto, anch’esso del 1711, raffigurante Maria Bambina fra sant’Anna e san Gioacchino, restaurato e consolidato a sua volta. Sotto il primo è apparso l’affresco di un san Sebastiano legato ad un albero di ciliegio dai rossi frutti, con nove frecce infisse nel corpo e inserito in una cornice listata di nero; in alto la scritta “Sebastius et Batista de Baioni f.f. (fecerunt fieri) MVCL (1550)” rivela data e committenti.

La CAPPELLA DI SAN SEBASTIANO si trova vicino al castello dei Marchesi di Ceva, che probabilmente ne favorirono la costruzione. Risale al XV secolo e fu costruita in seguito alla peste del 1350, in segno di ringraziamento. Nel 2000 è stata restaurata e sono stati portati alla luce antichi affreschi, in parte perduti a causa delle opere di rifacimento avvenute nei secoli passati. Tema delle pitture è la Morte che non risparmia né l’uomo di chiesa, né il guerriero, né l’avaro in fuga e sveglia con il campanello un povero monaco dormiente.

Informazioni:
In località Gamellona, fuori dall’abitato, verso nord-est lungo la via “pedaggera” di collegamento fra Montezemolo e Murazzano, poco oltre il bivio per Paroldo, su un’altura.  Ass. pro Loco e Comune, tel. 0174 75000

Links:
http://www.comune.salesangiovanni.cn.it

http://s.anastasia.wedge.ru/files/RenatoPastorino.it.pdf

Bibliografia:
PREGLIASCO A.,  Sale San Giovanni: itinerario religioso, artistico e storico , Tip Odello, Ceva CN, s.d.

Fonti:
Notizie e fotografie tratte dai siti sopra indicati.
Particolare degli affreschi della cappella di San Sebastiano da http://www.turismocn.com

Data compilazione scheda:
04/02/2008 – aggiornamento marzo 2014

Nome del rilevatore e associazione di appartenenza:
Angela Crosta – G.A.Torinese

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