Rovasenda (VC) : Castello

rovasenda

Storia del sito:
Chiamato sino al 1927 con il nome di “Roasenda”, il comune di Rovasenda sorge oggi alla sinistra dell’omonimo torrente. Il documento ufficiale dove per la prima volta viene citato il luogo è il diploma con cui il re Carlo il Grosso conferma, nell’anno 882, al vescovo di Vercelli Luitvardo il possesso del territorio vercellese e in cui si dice: “…confirmamus totam silvam Rovaxindam pertinentem ad plebem S. Laurentii (la pieve di San Lorenzo di Gattinara)”. Il paese però non si trovava nella posizione attuale, ma sulle rive del torrente Marchiazza, in località “Pievanasco”.
La signoria dei Rovasenda ha inizio nel 965, quando Ingone, vescovo di Vercelli concede in feudo a Aimone, conte di Vercelli, il territorio coperto per la maggior parte dalla “silva Rovaxinda”. Il capostipite dei signori di Rovasenda può ritenersi Giovanni di Biandrate perché i suoi figli per primi assunsero tale titolo e vennero a risiedere stabilmente nel loro feudo ove edificarono una rocca nel punto più elevato nelle vicinanze del borgo preesistente.
Alberto di Rovasenda fu il principale promotore dell’iniziativa e nel 1170 ebbero inizio i lavori dell’imponente opera che ben presto attirò nel suo raggio gli abitanti dell’antico borgo.
Dopo la costruzione del mastio, della rocca signorile e della cinta muraria, risalenti al XII-XIII secolo, fu aggiunta una seconda cortina che delimitava una vasta area adibita a ricetto comprendente la chiesa, ora intitolata a S. Maria Assunta.
Dopo scontri e alleanze con i Visconti, nel 1355 Rovasenda diventa confederata coi Marchesi del Monferrato. Agli albori del 1400 tutte le terre del Vercellese furono assoggettate dai Savoia, solo il feudo di Rovasenda si ribellò, ma, nel 1413, dopo un assedio di alcuni mesi, il castello si arrese ad Amedeo VIII di Savoia, che però investì nuovamente i signori locali.
Nel 1459 prese avvio la costruzione di una nuova torre che sostituisse il “Maschio Antico”, che si trovava al centro dell’attuale cortile interno del castello. Antonio di Rovasenda fu il fautore del poderoso baluardo di difesa, che venne portato a termine nel 1461 insieme con un’ala fortificata sul lato nord. Tale ampliamento della rocca signorile provocò la riduzione dell’area adibita a ricetto.
Il castello venne messo sotto assedio e subì anche gravi danni alle strutture durante le guerre del XVI-XVII secolo. Alla fine del XVII secolo furono demolite le cortine e colmato il fossato. Nel 1721 il lato occidentale del castello venne lacerato da uno squarcio di 15 metri provocato da un violento fulmine, e fu riparato nel 1927 attraverso una serie di iniezioni di cemento e fasciature metalliche. Anticamente il castello era più ampio: nel 1734 venne distrutto il vecchio mastio quadrato che si ergeva al centro della corte interna.
La CAPPELLA signorile venne edificata nell’angolo sud-est del ricetto, con l’asse principale della navata centrale posizionato in modo tale che il 22 settembre, giorno di San Maurizio, suo primitivo patrono, il sole sorga alle sue spalle per tramontare poi davanti alla facciata. La chiesa divenne parrocchiale nel 1653 e venne dedicata a Santa Maria Assunta; venne ampliata dalla contessa Ottavia Francesca di Rovasenda sul finire del XVII secolo, aggiungendo un’abside rotonda e due navate laterali: i muri perimetrali vennero sopraelevati e traforati ad arcate.

Descrizione del sito:
Il castello è uno degli esempi meglio conservati di architettura fortificata del Vercellese. Il lato sud mostra ancora i pregevoli particolari costruttivi dei beccatelli in pietra e delle dentellature in cotto e la torre. Il lato nord, del XV secolo, presenta lo stesso stile architettonico con i merli sostenuti da barbacani in pietra, sporgenti sul muro sottostante per l’apertura di caditoie quadre. L’intero complesso venne realizzato con l’impiego di laterizio, con alcuni mattoni dalle sfumature tendenti al nero per la tecnica di cottura utilizzata; gli ultimi due piani della torre, invece, sono intonacati in bianco.
La svettante torre misura 48 metri di altezza con il lato di metri 9; la base poggia su un unico arco, mentre il terrazzo dell’ultimo piano è aggettante sulle pareti esterne, per lasciar posto ad una corona di caditoie quadre, undici per ogni lato.
Del vecchio mastio quadrato è ancora possibile osservare alcune finestre di fattura originale, ciò che resta di un antico affresco e le antiche difese del ponte levatoio e della posterla lungo il corridoio d’ingresso.

Informazioni:
Comune tel. 0161-856115 ; email: comune@comune.rovasenda.vc.it

Links:
http://www.comune.rovasenda.vc.it

http://it.wikipedia.org/wiki/Castello_di_Rovasenda

Bibliografia:
VIGLINO DAVICO M., I ricetti, difese collettive per gli uomini del contado nel Piemonte medioevale, Edialbra, Torino, 1978

Fonti:
Notizie in parte tratte dal sito del Comune. Fotografie tratte dal sito del Comune.

Data compilazione scheda:
26/10/2006 – aggiornamento febbraio 2014

Nome del rilevatore e associazione di appartenenza:
Angela Crosta – Gruppo Archeologico Torinese

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