NOVARA : Città romana di “Novaria”

Novara_MuraRomane

Storia e descrizione del sito:
Il territorio novarese fu frequentato fin dalla prima età del Ferro da popolazioni celtiche, delle quali si potrebbe identificare un centro di maggiore importanza nell’area di Briona, (vedi scheda) a pochi km a nord-ovest della città, dove in località San Bernardino è attestata una vasta area funeraria risalente alla Cultura di Golasecca.
L’insediamento romano si sviluppò in relazione a un nodo stradale tra il Sesia e il Ticino. Dal I secolo a.C. si hanno notizie di Novaria (col probabile significato di “città nuova”): non è certo se si tratti di una fondazione coloniaria sorta ex-novo come polo di attrazione di più abitati celtici attribuiti alla tribù dei Vertamocori (secondo Plinio, facenti parte dei galli Insubri già federati ai Romani dla 194 a.C.) o se invece sia sorta su un centro preromano.
Nel 49 a.C. ottenne da Giulio Cesare la cittadinanza romana e divenne municipium della Tribus Claudia, mentre con la ripartizione territoriale organizzata da Ottaviano Augusto, fu parte della XI regione: la Transpadana, comprendente tutti i territori a nord del fiume Po, chiusi dall’arco alpino fino all’Oglio.
Poco è rimasto del reticolato viario romano perchè la città fu soggetta a pesanti interventi di livellamenti/innalzamenti perchè area caratterizzata da molti dislivelli. La pianta era quadrangolare, una delle più piccole dell’area cisalpina (circa 35 ettari), con Cardo in corrispondenza degli attuali corsi Cavour e Mazzini e il Decumano ai corsi Cavallotti e Italia. La città era difesa da MURA costruite con grandi ciottoli di fiume alternati da corsi di mattoni. Tratti di queste mura sono visibili in piazza Cavour e in largo Solaroli. Le mura erano lunghe più di 2 km, in esse si aprivano quattro porte da cui partivano le strade che collegavano la città con Milano, Vercelli, Tortona e Genova e con i valichi dell’Ossola.
I reperti del centro storico non sono anteriori al I secolo a.C. e dai dati archeologici risulta che il periodo di maggiore monumentalizzazione della città romana fu tra il I e il II secolo d.C. (resti del foro, dell’anfiteatro, dell’acquedotto, delle terme pubbliche e di strutture residenziali private).

Descrizione dei ritrovamenti:
Per gli scavi effettuati e i reperti si rimanda alle dettagliate schede del testo in bibliografia, che è consultabile sul web al link indicato al n°1.
Tale Carta riporta le schede dei ritrovamenti di tutti i Comuni della Provincia di Novara.

Luogo di custodia dei materiali:
Molti reperti si trovano al Museo Civico Archeologico di Novara (vedi scheda) o al Museo lapidario della Canonica (vedi scheda)

Links:
http://www.sitbiella.it/novara/schede.php?comune=novara

http://www.sitbiella.it/novara/libro/pagine/studi_di_sintesi/evoluzioneTrasformazione/page82.html#capitolo4_titolo2

Bibliografia:
PANERO E., La città romana in Piemonte, Cavallermaggiore, 2000
SPAGNOLO GARZOLI G.; GAMBARI F.M., Tra terra e acque. Carta archeologica della Provincia di Novara, Novara 2004

Data compilazione scheda:
21 dicembre 2011 – aggiornam. maggio 2014

Nome del rilevatore e associazione di appartenenza:
Angela Crosta – G.A.Torinese