Morsasco (AL) : Chiesa di San Vito

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Storia del sito:
La Chiesa, o pieve, di San Vito (o Vittore) è il più antico edificio presente nel comune di Morsasco, forse preesistente al paese stesso e dista poche centinaia di metri dal bellissimo centro storico. La prova dell’antichità è data, oltre che della struttura architettonica, anche dal Titolo che è antichissimo e tipico della primitiva Diocesi Metropolitana di Milano. L’edificio religioso presenta un’abside semicircolare alto medioevale (XI sec); la restante parte dell’edificio religioso denuncia diverse fasi costruttive; mentre la datazione del portico in facciata è incerta: scarne notizie ricavate dai conti del Comune del 1706 citato l’acquisto di duecento coppi per portico suddetto, con la spesa di £ 40 (di Genova). Il terreno intorno a S. Vito fu adattato a lazzaretto e divenne quindi cimitero nei primi anni del Seicento. Il gran numero di decessi a causa della peste rese, infatti, insufficiente il vecchio cimitero adiacente la Parrocchiale.
La chiesa versava in uno stato di avanzatissimo degrado degli affreschi interni e della rara copertura dell’abside, realizzata in lastre di Luserna. In seguito al terremoto del 21 agosto 2000, la zona absidale subì ulteriori danni. Nel 2003 venne realizzato il consolidamento strutturale ed antisismico del catino absidale. Gli affreschi sono stati restaurati recentemente.

Descrizione del sito:
CHIESA DI SAN VITO. Nel corso dei secoli la chiesa subì vari interventi di piccola ristrutturazione, come testimonia la conformazione della tessitura muraria, con evidenti segni di saldature, aggiunte, ammorsature. In particolare, la zona absidale venne interessata da uno o più grandi crolli, che hanno potuto provocare una risistemazione anche massiccia dell’edificio religioso, forse prolungato nelle sue pareti laterali: la cortina muraria interna dell’emiciclo absidale, più o meno sino all’altezza delle strette aperture monofore, è costituita da grossi e lunghi conci di pietra arenaria, disposti secondo corsi abbastanza regolari in senso orizzontale; al di sopra di questo livello, e soprattutto in corrispondenza dell’affresco centrale, il materiale e la tecnica costruttiva palesano indubbiamente un intervento edilizio posteriore (materiale di recupero, rari pezzi di mattoni con scaglie o pietre di piccola pezzatura in abbondante malta). Tale operazione precede certamente la fine del XV secolo, epoca cui si può far risalire l’esecuzione degli affreschi.
Nell’interno del catino absidale vi è l’AFFRESCO della Crocifissione: alla sinistra del Cristo sono la Vergine Maria e un santo laico a cavallo, tradizionalmente riconosciuto come San Vito, titolare della chiesetta; alla destra, uno degli apostoli, fino ad ora individuato come San Giovanni (ha il volto e parte della figura rovinati al punto da non consentirne una certa attribuzione). Accanto a questi, infine, è Sant’Antonio Abate. La scena è riquadrata da una doppia cornice ocra e rossa, che probabilmente risolveva le linee principali dell’architettura absidale (tracce d’intonaco colorato permangono negli sguanci a doppia strombatura delle finestre e nella nicchia degli arredi sacri).
Le caratteristiche stilistiche e dell’abbigliamento dei personaggi consentono di datare l’affresco con buona approssimazione attorno al 1480.
Un altro affresco è presente nell’edificio: una Madonna in trono, di autore ignoto del sec. XV; situato alla sinistra dell’altare maggiore, nella posizione in cui la calotta absidale incontra la muratura settentrionale dell’aula. Raffigura la Vergine seduta su un rigido sedile, munito di schienale e braccioli, appena abbozzato e con una scarna decorazione; in braccio ha il Bambino, strettamente fasciato e rivestito da un largo colletto ricamato, che gli copre anche le spalle; l’abito della Madonna è una semplice tunica manicata (dal mantello spuntano i polsini), il cui colore originale deve aver subito una forte alterazione (è attualmente violaceo); anche il velo che le ricopre la testa è molto semplice e privo della gorgiera indossata invece dalla Madonna della Crocifissione. Questo particolare, insieme alla posizione ribassata dell’affresco rispetto a quello centrale, potrebbe far pensare ad una realizzazione leggermente posteriore, ma sempre nell’arco del secolo XV. La riquadratura della scena è in blu. L’autore di questo affresco possiede mezzi artistici più limitati, com’è evidente osservando la rigida ingenuità dei panneggi, che nascondono completamente e rendono quasi indefinibile la disposizione dei corpi, e la difficoltà con cui sono rese le mani. Questo maestro proviene da un ambito locale ed esiste la possibilità di un interessante confronto con l’autore del trittico di sant’Innocenzo, conservato nell’omonima chiesa di Castelletto d’Orba (AL).

In Morsasco il CASTELLO si erge maestoso sulle case dell’antico ricetto a cui si accede passando attraverso un’alta porta, ricavata alla base della torre che presenta ancora le tracce del ponte levatoio. Superata la soglia, si sale seguendo il vicolo in pietra fino alla parrocchiale. Il castello, citato dal XIII secolo, appartenne ai Malaspina, ai Lodron, ai Gonzaga, ai Centurione e ai Pallavicino. Di notevole importanza strategica, nel corso dei secoli perse le caratteristiche militari, e si presenta, oggi, come una dimora signorile dai grandi saloni e dalle piacevoli sale.

Per approfondire la storia e gli affreschi vedi l’ALLEGATO  Morsasco san_vito -www.webalice.it-inforestauro

Informazioni:
La chiesa di San Vito è nei pressi del cimitero.  Comune tel. 0144 73022

Il castello è nel centro storico.

Links:
http://www.inforestauro.org

http://www.comune.morsasco.al.it/sito/monumenti

http://europaconcorsi.com/project

Fonti:
Notizie dai siti sopra elencati.  Foto in alto da http://commons.wikimedia.org.
Foto  in basso di Antonella Barbara Caldini da www.inforestauro.org

Data compilazione scheda:
21 novembre 2011 -aggiornamento maggio 2014

Nome del rilevatore e associazione di appartenenza:
Angela Crosta – G.A.Torinese

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