Arignano (TO): Castello delle quattro torri

Storia del sito:
Questo castello è stato edificato a nord della rocca, in una posizione defilata e quasi invisibile a chi non ne conosce l’esistenza.  Vedi ultima foto in basso dei due edifici.
Non si conosce la data precisa della sua costruzione né si conosce l’architetto, ma sicuramente è opera di maestri locali. Costruito tra il 1407, anno in cui Arignano diventa feudo di Ludovico Costa degli Albussani, ed il 1430 ha una forma quadrangolare anche se inizialmente realizzato solo su tre lati: sud, ovest e nord. La manica di levante è costruita tra la fine del XVI e i primissimi anni del XVII secolo. Il castello diventa quadrato, con un cortile interno e quattro torri rotonde poste ai quattro angoli.

Descrizione del sito:
Quando, a inizio del XV secolo, il castello è costruito la manica ovest risulta essere la facciata principale perché l’ingresso alle quattro torri avviene attraverso la leja, un viale alberato che dall’attuale strada provinciale per Castelnuovo don Bosco, all’altezza dell’ingresso della rotonda, porta al cancello del “casino” l’ingresso principale alle quattro torri. Qui, verso la metà del XX secolo viene installato il primo telefono arignanese con il quale i dipendenti avvertivano i conti Costa dell’arrivo degli ospiti. Un vialetto interno, tuttora esistente, conduce al portone d’ingresso del castello posto nella manica sud e che è attualmente l’ingresso principale.
La manica est si differenzia dagli altri tre lati innanzitutto perché ha una larghezza inferiore rispetto agli altri tre lati ma anche per la presenza di un cordolo torico e da una serie di fori usati un tempo per la posa delle impalcature in legno necessarie alla costruzione di questo lato del castello.
La manica nord, assai deteriorata, è priva di interesse architettonico. Al piano terreno ci sono piccoli ambienti di servizio, mentre al primo piano vi è un grande salone probabilmente adibito ad uso della servitù. Un secondo portone, più piccolo rispetto a quello sud, apre sulla campagna. Numerosi interventi di adattamento nei secoli scorsi non ci permettono oggi una lettura dell’originaria struttura di questa manica. Gli unici decori presenti sono quelli di una grande finestra a croce vicino alla torre di nord-ovest e sopra il portone d’ingresso alle cantine.Il cortile interno è la parte centrale del castello. Sia il portico a piano terra che la loggia del primo piano sono coperti da volte a crocera non intonacate. Sotto la sporgenza del tetto, le maniche a sud e a ovest sono caratterizzate da una decorazione in cotto mentre quelle a nord e a est hanno una decorazione intonacata e squadrata. Nell’angolo di nord-ovest del cortile una scala piuttosto ampia permette l’accesso alle stanze del primo piano e al loggiato.Per tradizione in questo cortile annualmente, il giorno di Ognissanti e dopo aver celebrato una messa nella Cappella della Madonna della Visitazione a Tetti Chiaffredo, conosciuta in paese come La Capela, veniva consumato un pranzo cui intervenivano i dipendenti ed i mezzadri a servizio della famiglia Costa, cui la contessa serviva personalmente a tutti un piatto di minestra con pasta e fagioli.Tutto il castello è cantinato e i quattro lati sono tutto comunicanti fra loro. L’ingresso alle cantine avviene da due scale all’interno del cortile, una a est e l’altra a ovest, e da un portone situato nella manica di mezzanotte accanto alla torre di nord-ovest da cui era possibile accedere all’interno delle cantine con carri e trattori.Da un inventario legale del 1576 risulta che il castello è ancora abitato dai Costa ed in particolare da Caterina Roero vedova di Bongiovanni Costa conte di Arignano e dai loro figli. Dal consegnamento del 1615 sappiamo che il castello non è più dimora stabile della famiglia e in una sua parte sono state ricavate il fienile, le stalle e le scuderie. A partire dal XVII secolo, quindi, il castello non ha più un uso residenziale ed è trasformato in cascinale ed abitazione dei dipendenti dei Costa perché la famiglia risiede ormai abitualmente a Torino. Nello stesso periodo i conti Costa iniziano la costruzione di una villa barocca sullo stile delle “vigne” molto in uso presso la nobiltà sabauda di Torino.
Gli attuali proprietari hanno provveduto, tra il 1980 ed il 1995, ad una profonda ristrutturazione del castello con la supervisione della Sovrintendenza delle Belle Arti di Torino.

Informazioni:
Via Garibaldi, 4. Proprietà privata, non visitabile.

Bibliografia:
Cavallari Murat, A., Antologia monumentale di Chieri, 1968, Torino
De Bernardi, A., Il castello di Arignano, Politecnico di Torino, Facoltà di Architettura. Edizioni dell’Istituto di Elementi di Architettura e Rilievo dei Monumenti, 15 ottobre 1968
Fornaca, S., I Castello della provincia di Torino, Edizioni Gribaudo, 2005
Montanaro, M., Il castello delle quattro torri e le costruzioni neogotiche di Arignano, Politecnico di Torino, I Facoltà di Architettura, Corso di Laurea Triennale in Scienze dell’Architettura, Relatore Prof. Luciano Re, A.A. 2008/2009

Fonti:
Fotografie e testi di Vittoria Zucca

Data compilazione scheda:
5 /03/2019

Nome del rilevatore:
Vittoria Zucca