Casalvolone (NO) : Pieve di San Pietro e resti del Ricetto

Casalvolone absidi1

Storia del sito:
La chiesa romanica di San Pietro Apostolo è l’antica “plebem de Casali” citata nella bolla del 26 giugno 1133 di papa Innocenzo II al vescovo Litifredo di Novara, chiaramente distinta dall’abbazia di San Salvatore e dalla cappella del castello. Nei testimoniali del 1157 è indicata come “Ecclesia de Casali”‘ consacrata dal vescovo Riccardo nel 1118-1119. La sua funzione di raccolta della plebs, molto più vasta di quella dell’attuale parrocchia, ne spiega la collocazione eccentrica rispetto ai villaggi circostanti (Villata e abitati minori della sponda sinistra del Sesia) e particolarmente rispetto al borgo feudale di Casale Gualonis. Il termine Gualonis è riferibile ai primi proprietari: la famiglia Guala dominò sul territorio dall’anno 800 al 1350 circa.
Le notizie storiche relative alla costruzione ed alla consacrazione della chiesa pievana sono indizi sicuri circa l’esistenza prima dell’anno 1000 di una Pieve in questo stesso luogo. In particolare i lavori di restauro (fine anni ’70 del secolo scorso) hanno portato alla luce le fondamenta di un’abside molto più antica. Anche la collocazione anomala del campanile, incuneato nella navata destra in modo illogico e inusuale, fa pensare ad una chiesa di proporzioni più piccole ad unica navata, poi rifatta ed ingrandita all’inizio del secolo successivo (XII secolo).

Storia e descrizione del sito:
La PIEVE ha murature esterne realizzate con ciottoli di fiume e frammenti di laterizi disposti a spina di pesce e legate da malta di buon impasto, è a tre navate sorrette da pilastri a fascio concluse da absidi e suddivisa in senso longitudinale in quattro campate. Precedentemente aveva una copertura a capriate in legno di altezza maggiore; questa ipotesi è evidente lungo il fianco della navata sinistra dove gli archetti sono posti a quota inferiore rispetto a quella di gronda, come coronamento di un tessuto murario composito e di notevole effetto coloristico del tutto differente da quello che li sovrasta. Quando si attuò la sostituzione dell’orditura lignea di copertura con le volte a crociera (di cui una nervata realizzata con costoloni quadrati) a causa del diverso comportamento tra le strutture appoggiate e quelle spingenti, l’assetto dell’edificio subì ripercussioni notevoli: le spinte delle volte, non sufficientemente contrastate, nonostante la costruzione di contrafforti esterni, provocarono inclinazioni alle murature laterali apprezzabili a vista. L’ultima campata della navata destra è coperta da una volta a padiglione sfalsato mentre il raccordo tra la navata principale e il campanile è definito da una breve volta a semibotte che interrompe l’impostazione della crociera.
Il CAMPANILE di pianta quadrata, suddiviso in cinque piani di specchiature ad archetti, è sicuramente preesistente alla attuale costruzione a tre navate (prima dell’anno 1000); ancora leggibile il motivo decorativo ad archetti pensili, identico a quello esterno. Sulla facciata si ammirano ancora affreschi del 1495 raffigurante san Giuseppe da un lato e del 1661 dall’altro rappresentante san Giovanni; nel mezzo campeggia la Vergine Santissima con i SS. Apostoli Pietro e Paolo.
L’interno della chiesa è ricco di AFFRESCHI DEL XV SECOLO, di cui molti con data leggibile (1424-1495). Sono però presenti incisioni graffite e frammenti di decorazioni parietali di epoca precedente (circa XII secolo). La raffigurazione, che interessa totalmente il catino dell’abside maggiore, rappresenta il Cristo in Mandorla con le simbologie degli Evangelisti e una serie di santi e profeti: i dodici Apostoli recano ciascuno un versetto del Credo e sono attribuiti alla bottega del Cagnola, allievo di Gaudenzio Ferrari; il Cristo con la mano destra alzata tiene aperto un libro con la scritta: “Ego sum lux mundi, via, veritas et vita”. È riportato il nome del benefattore che ne commissionò la realizzazione e la data di esecuzione: “Mafeus de rigonibus de vale Taegis armiger fecit fieri hoc opus 1478 de mense aprilis”. Affreschi del 1424 e del 1469 si ammirano nelle pareti laterali e nell’absidiola di sinistra. Un affresco raffigurante la Crocifissione con san Giovanni Battista e la Madonna (detta della cintura) e personaggi in abito bianco con il cappuccio, membri del movimento dei Battuti (o disciplinati Bianchi fondati nella seconda metà del 1300 e poi trasformati in confratelli di santa Caterina dopo il 1450) è attualmente collocato nella chiesa parrocchiale dopo lo stacco per il restauro.
Proseguendo dall’absidiola verso ponente era collocata la SS. Trinità della Misericordia, ora conservata nel palazzo vescovile di Novara; nel 1971 avvenne lo stacco dell’affresco che fu trasferito su supporto sano e restaurato nel 1975. Porta la scritta: “De antonieto fecit fieri hoc opus MCCCCDXXVIII die VIIm[–]”.Vi è poi l’affresco della Madonna della Misericordia attribuita alla bottega di Tommaso Gagnola, commissionata da Eusebio da Bulgaro, (feudatario di casa Savoia), signore di Casalvolone fino al 22 agosto 1500. Sono ritratti sulla sinistra Jolanda di Francia, vedova del beato Amedeo IX (sepolto nel duomo di Vercelli), con i figli a sinistra e a destra le figlie.

RICETTO DI CASALVOLONE (sec. XII). Sull’attuale centro abitato sorgeva un importante castello, ora scomparso, che in un documento del XII secolo viene descritto come circondato da un fossato colmo di acqua (nel quale si allevavano i pesci) e rari esempi in cui la struttura difensiva risulta edificata utilizzando una motta artificiale. Della sua forma rettangolare, orientata nord-sud, rimangono oggi le parti inferiori delle mura, quasi completamente a ponente e presenti solo in alcune parti quelle a settentrione.
Nella frazione di Pisnengo, a 2 km in direzione Novara, in Piazza Grande, sono ancora oggi visibili esternamente alcuni resti dell’antico castello inglobati successivamente in una costruzione seicentesca ad uso rurale, oggi è proprietà privata. Si suppone che il fortilizio sia stato edificato dai Marchesi del Monferrato nel XIV secolo e distrutto in parte nel XV secolo.

Informazioni:
La Pieve è  presso il Cimitero.  Comune tel. 0161 315157 oppure  Parrocchia tel. 0161 315168.

Links:
http://www.comune.casalvolone.no.it/ComSchedaTem.asp?Id=1055
http://www.comune.casalvolone.no.it/ComSchedaTem.asp?Id=1056

Bibliografia:
CHIERICI S., CITI D., Italia romanica: il Piemonte, la Valle d’Aosta, la Liguria, Jaca Book ed., Milano, 1978

Fonti:
Le notizie e le fotografie sono state tratte dal sito del Comune di Casalvolone. Fotografie degli affreschi qui

Data compilazione scheda:
05/04/2006 – aggiornam. marzo 2014

Nome del rilevatore e associazione di appartenenza:
Angela Crosta – G.A.Torinese

 

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