Bagnolo Piemonte (CN) : Palazzo Malingri e cappella di San Sebastiano

Bagnolo palazzo

Storia del sito:
Per la storia di Bagnolo e del complesso feudale si rimanda alla scheda sul “Castello” di Bagnolo.
Il PALAZZO o “Castello Piano”, che non ebbe funzioni di difesa come il Castello, ma venne usato come abitazione e residenza dei conti Malingri e fino al 1400 era integrato nel Borgo. L’edificio fu ampliato e modificato più volte, soprattutto nel XVII e XVIII secolo, , completando la primitiva struttura trecentesca. Attualmente conserva la facciata settecentesca con alcune strutture antiche d’epoca diversa.

La CAPPELLA DI SAN SEBASTIANO. Nella parte est del Palazzo, inglobata nella struttura settecentesca, rimane l’abside della cappella quattrocentesca che, anche a causa del sollevamento del terreno, era ridotta ad umido seminterrato. L’apertura di un accesso lato cortile interno del palazzo e la costruzione di muri di sostituzione, comportanti la chiusura del vecchio accesso, avevano inoltre occultato o distrutto parte degli affreschi. Altre perdite furono causate dall’umidità e dalle conseguenti cadute di intonaco. L’attuale proprietario ha provveduto nel 1992 sia al restauro degli affreschi, sia al ripristino dell’antico orientamento, riaprendo l’accesso dal giardino; dando possibilità di aerazione, ha arrestato il degrado e riportato alla luce parte degli affreschi.

Descrizione del sito:
Il “PALAZZO” si sviluppa a quadrato chiuso attorno a una corte centrale. Due lati sono occupati da edifici rurali ancora in uso, gli altri due ospitano le stanze della famiglia Malingri.
La bianca facciata è settecentesca, affiancata da due logge a tre archi per lato. Le scalinate ed il giardino sono gli elementi che immediatamente si impongono all’attenzione, si possono però osservare particolari architettonici ed iconografici rilevanti che testimoniano strutture ed interventi molto lontani nel tempo. La fronte a sud rivela gli archi di un porticato che, un tempo (fino al Seicento), seguiva l’andamento del terreno in declivio, porticato poi parzialmente interrato nel livellamento eseguito per far posto al giardino pianeggiante; queste fronti sono decorate da affreschi in “grisailles”, oggi riportati in luce: sono ancora ben visibili sulla facciata verso il cortile i guerrieri con la corazza detti “Lanzichenecchi” (quattro-cinquecenteschi) che un tempo incorniciavano le finestre di cotto a crociera; due fasce orizzontali riportano fregi e medaglioni che rappresentano ritratti di personaggi reali e simbolici.
Al centro della corte si trova quella che un tempo era probabilmente la chiesa del borgo, di cui rimangono il campanile con la meridiana e l’orologio a pendolo in pietra e sul portale laterale l’affresco ben conservato che rappresenta l’Annunciazione; il pozzo, le scuderie con le carrozze, i loggiati lignei, i fienili e le stalle sono alcuni degli elementi architettonici che ancora oggi legano la parte agricola a quella residenziale e le uniscono in un rapporto di dipendenza storica e compositiva.
Sulla facciata sud si trova un affresco raffigurante una Madonna con Bambino (1470 circa) attribuita a Jacopino Longo, di colori e di disegno delicatissimo, incastonata in una cornice di chiaro stile gotico.

La CAPPELLA DI SAN SEBASTIANO. La cappella ha pianta rettangolare ed è coperta da volta a sesto acuto. Il ciclo di affreschi, recentemente restaurato, importante documento del Gotico internazionale, è dedicato alla Passione; le scene rappresentano, a sinistra: 1) Ultima Cena, 2) Cattura, 3) Orazione nell’Orto, 4) Lavanda dei Piedi. A destra: 5) Cristo davanti a Caifa, 6) Flagellazione, 7) Pilato che si lava le mani, 8) Salita al Calvario, 9) Crocifissione, 10) Deposizione.
Sul muro di testa (al quale forse era addossato l’altare), in centro: San Sebastiano affiancato da due figure non ninbate (uomo leggente un libro, giovane armato di spada); a destra, San Bernardino da Siena (quindi l’affresco dovrebbe essere stato realizzato dopo il 1450, anno della beatificazione) e Santa Chiara. Al di sopra (nella lunetta): in centro, stemma non più leggibile; a destra, resti di una probabile Deposizione nel Sepolcro. Interessante notare, al di sopra del giovane armato, la scritta “B Berna(rdus)” che potrebbe riferirsi al Beato Bernardo del Baden, protettore di Moncalieri, ivi morto nel 1458 e subito venerato, per fama di miracoli, dalla Duchessa Jolanda che ne promosse la beatificazione poco prima di morire (1478). (La Collegiata di Santa Maria di Moncalieri conserva una tavoletta che rappresenta, in analogia all’affresco di Bagnolo, il Santo come giovane guerriero in armatura; il periodo di esecuzione non ne dovrebbe differire molto).
L’autore degli affreschi è ignoto, ma mostra una mano abile, non schiava della maniera, pur rimanendo nel solco della tradizione. L’alto livello qualitativo degli affreschi renderebbe urgente uno studio che li inserisca nel contesto della pittura di secondo quattrocento nel Piemonte Centrale e Occidentale.

Informazioni:
Ai piedi del Castello di Bagnolo (vedi scheda), in frazione Villar,  si trova il cosiddetto Palazzo che conserva l’antica cappella di San Sebastiano. L’edificio è di proprietà privata; e-mail:  mail@castellodibagnolo.it, tel. 0175.391394, 335.5244080

Links:
http://www.castellodibagnolo.it/pagine/palazzo.html

http://www.castellodibagnolo.it/pagine/affreschi.html

http://www.comune.bagnolo.cn.it

Bibliografia:
SANTANERA O., Gli affreschi della cappella di San Sebastiano nel palazzo Malingri di Villar Bagnolo, Bollettino della Società per gli studi storici, archeologici ed artistici della prov. di Cuneo, n. 111, CN, 2 -sett. 1994

Fonti:
Notizie e fotografie tratte dalle pagine web sopra indicate, che riportano anche altre immagini.

Data compilazione scheda:
29/09/2007 – aggiornamento febbraio 2014

Nome del rilevatore e associazione di appartenenza:
Angela Crosta – G.A.Torinese

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