Portacomaro (AT) : Chiesa di San Pietro

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Storia del sito:
Questa chiesa fu costruita probabilmente nel XII secolo (c. 1130) e fu la prima parrocchiale del paese. Nel 1345 è citata come dipendente dal monastero di San Bartolomeo di Azzano. Nel 1583 San Pietro fu declassata a chiesa cimiteriale ed era senza pavimento e in rovina, ma nel 1585 risulta restaurata, però è fuori dall’abitato, nel quale si celebrava nella nuova parrocchiale di San Bartolomeo. Nel 1836 era in discrete condizioni e la sua manutenzione era curata dal Comune.
Nel 1910 il cimitero di San Pietro venne chiuso e le salme traslate nell’attuale cimitero di San Rocco: la chiesa fu privata delle maggior parte delle lapidi che erano murate sui suoi fianchi e sconsacrata. Nel 2000 si è provveduto a interventi di consolidamento e al restauro delle coperture, delle vie d’accesso e delle pitture del Quattrocento e del primo Cinquecento.
La parziale ricostruzione della chiesa, nella quale sono stati utilizzati sia i materiali originali che altri di recupero insieme a mattoni, dando origine all’attuale aspetto di “disorganicità” della facciata e dei fianchi, potrebbe essere collocata intorno al XV secolo e le volte a crociera del presbiterio e gli affreschi potrebbero risalire a quel periodo. Questo tipo di intervento è particolarmente evidente sugli archi pensili della facciata dove agli originali archetti monolitici a gradini orizzontali (i due più bassi per ogni lato) fanno seguito archetti rampanti in cotto, a conci laterizi, di epoca successiva.

Descrizione del sito:
La chiesa di San Pietro è un edificio a pianta rettangolare, orientato, di 13,86 metri per 4,80. La facciata è a capanna, con blocchi squadrati di arenaria che si alternano a mattoni. Le uniche decorazioni presenti sono gli archetti pensili rampanti che decorano la facciata e che si ripetono anche sui fianchi, interrotti ogni tre da sottili lesene. Una sottile ghiera in cotto sottolinea l’arco falcato del portale cha appoggia su di una spessa architrave. Sulla facciata, sotto al fregio, si aprono due oculi con i bordi decorati.
La parete sud presenta una porta d’accesso e due finestrelle. La parte della parete verso la facciata, costruita con gli originari blocchi di pietra, ha il coronamento ad archetti pensili, mentre il resto del lato è edificato quasi completamente in mattoni, senza coronamento, segno di una ricostruzione. Un contrafforte di grosse dimensioni e molto sporgente caratterizza l’angolo est della chiesa: potrebbe essere la base di una torre campanaria di piccole dimensioni; la sua struttura costruttiva è uguale a quella della facciata e della parte anteriore della chiesa, dimostra che le dimensioni dell’edificio in origine erano le stesse delle attuali (a parte la possibile presenza di un’abside).
La croce in cotto di stile templare murata nella parete esterna destra potrebbe essere una insegna per i pellegrini, dato che la chiesa si trova su una delle diramazioni della “Via Francigena”.
L’interno è suddiviso in due distinti ambienti divisi da una parete in mattoni in cui si apre un arco ogivale. Il primo ambiente (l’aula) ha forma rettangolare, con le tre capriate in legno di sostegno del tetto in vista. Di fronte al portale si trova la botola che dà accesso ad un locale sotterraneo di 2 x 2 m, una seconda porta, laterale con tre gradini, si apre nella parete destra in prossimità della parete divisoria. Il secondo ambiente (il presbiterio), di forma quadrata, è sopraelevato di un gradino rispetto all’aula ed ha le volte a crociera con costolature pronunciate, tutti segni di una riedificazione gotica o posteriore.
Sulla parete destra si apre una finestra di forma rettangolare. Una seconda finestra, più stretta e più bassa, si apre nella parete rivolta a sud-est, ma essa non trova riscontro all’interno in quanto si apre sull’interno della intercapedine della volta. L’altare è in mattoni, eretto su di una pedana anch’essa in mattoni ed appoggiato alla parete di fondo.
Nel presbiterio sono presenti due AFFRESCHI sulla parete destra, a fianco della finestra, uno raffigurante san Bernardo, l’altro san Sebastiano. Su entrambi gli affreschi sono tracciati numerosi graffiti con date che partono dal 1463. Un foro in corrispondenza del ginocchio sinistro di san Sebastiano è il probabile risultato di una ricerca di oggetti preziosi o antichi.
Sulla parete posteriore all’altare lo spazio è stato tripartito: nel settore centrale (probabilmente più recente dei due affreschi laterali) è dipinta una crocifissione con la Vergine e san Giovanni ai lati della croce, opera di buona fattura e molto realistica. Sulla sinistra sono raffigurati santa Lucia (in ginocchio) e san Pietro. Sulla destra probabilmente san Giovanni Battista, privo di testa per il distacco di una parte dell’intonaco. Tracce di intonaco con decorazioni floreali ad affresco sono visibili sia sulle volte che sui costoloni dell’abside. Si ritiene probabile la presenza di affreschi anche sulla parete sinistra dell’abside. Sul culmine dell’arco nel muro di separazione tra gli ambienti, rivolto verso l’altare, una scritta ad affresco ricorda il restauro (o l’edificazione?) nel 1706 del muro stesso per esaudire un voto.

Nel centro storico del paese, rimangono resti dell’antico RICETTO, in particolare il torrione cilindrico con il basamento a scarpa.

Descrizione dei ritrovamenti:
Una lapide in granito murata sul lato sinistro della facciata della chiesa di San Pietro, riportante una iscrizione in stile lapidario romano di argomento votivo, potrebbe provenire dall’antica chiesa di San Martino, ora scomparsa.

Informazioni:
Si trova ai margini dell’abitato sulla strada che conduce verso Scurzolengo, nel luogo ove anticamente vi era il cimitero. Di proprietà privata, ma data in gestione al Comune, tel. 0141 202128

Links:
http://www.comune.portacomaro.at.it/

http://www.valleversa.it/roma/portacomaro.htm

http://www.geocities.ws

Fonti:
Fotografie dal sito del Comune.

Data compilazione scheda:
27 novembre 2011 – aggiornam. luglio 2014

Nome del rilevatore e associazione di appartenenza:
Angela Crosta -G.A.Torinese

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