Montiglio Monferrato (AT) : Chiesa di San Lorenzo.

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Storia del sito:
La chiesa di San Lorenzo aveva nel Medioevo dignità plebana ed è menzionata per la prima volta in un elenco di pievi vercellesi, risalente al X secolo. La sua giurisdizione plebana si estendeva alla metà del trecento su numerose chiese dei dintorni. Verso il 1474 San Lorenzo fu staccata dalla diocesi di Vercelli e sottoposta alla nuova diocesi di Casale, allora istituita. Nel 1577 la chiesa appariva ormai cimiteriale e non più idonea alle funzioni parrocchiali, sicché il visitatore apostolico monsignor Ragazzoni ordinò che si costruisse una nuova chiesa, più ampia dell’antica. La nuova parrocchiale non era però ancora terminata nel 1584, al tempo della visita di monsignor Carlo Montiglio, mentre la vecchia pieve risultava parzialmente rovinata. All’inizio del Seicento la chiesa vecchia parrocchiale di San Lorenzo si presentava “tutta in volta in tre navi”; peraltro aveva “un sol altare mal in ordine e senza pietra sacrata”. L’edificio rimase senza coperture dal 1783 al 1788, situazione che con ogni probabilità ne causò la rovina quasi completa. Infatti nei documenti di fine Settecento si parla di ricostruzione di tutte le murature e coperture, abside centrale compresa. Si provvide inoltre a coprire con una volta a botte la navata centrale in sostituzione dell’originale soffitto a capriata. Le due navate laterali dell’antico edificio vennero ristrette e quindi vennero abbattute le absidiole esistenti in origine. La facciata venne completamente rifatta ex novo per adattarla al nuovo impianto costruttivo. Rimane da appurare se il materiale adottato in questi vasti interventi provenga tutto dalla chiesa stessa o da antiche costruzioni vicine alla chiesa di cui si è perso il ricordo. Duranti lavori di restauro effettuati tra il 1955 e il 1959, oltre a rafforzamenti delle strutture e al rifacimento delle coperture delle navate laterali, fu tra l’altro abbattuta e sostituita la facciata neoclassica.

Descrizione del sito:
L’impianto originale della chiesa doveva essere a pianta basilicale orientata, con tre navate e tre absidi. Ha subito profonde trasformazioni. Attualmente l’edificio (lunghezza m 15,50, larghezza interna m 8) ha un’unica abside centrale. La navata è fiancheggiata da sei cappelle a pianta semiesagonale e nella zona presbiteriale da due ambienti a pianta rettangolare, leggermente sporgenti dal perimetro della chiesa e costituenti una sorta di transetto. Vi sono un ingresso principale assiale in facciata e uno laterale nell’ambiente rettangolare meridionale. La muratura è in blocchi di pietra squadrata faccia a vista. Nell’abside invece è a fasce alterne in pietra e mattoni. La facciata, di recente costruzione, è del tipo a salienti. Nel prospetto sud la muratura perimetrale presenta tre monofore a doppia strombatura con arco a tutto sesto. L’arco ed i piedritti sono ricavati ciascuno in un unico blocco di pietra scolpito con un motivo a toro. Fra il piedritto e l’arco è inserito un blocco scolpito ad intrecci, che si estende per un tratto anche nella muratura circostante. Il coronamento della parete perimetrale è costituito da una semplice cornice in pietra. Il coronamento del cleristorio è costituito da una serie di archetti pensili intrecciati, con mensoline vagamente scolpite, sormontate da una cornice decorata a palmette e caulicoli. L’abside, delimitata agli estremi da larghe lesene che ne seguono la curvatura, è divisa in tre campiture da due lesene a sezione rettangolare. La muratura è a fasce alterne in pietra e mattoni. Nella campitura sud est e in quella nord est vi è una monofora a doppia strombatura con arco monolitico a tutto sesto. In ogni campitura quattro modiglioni reggono il coronamento: alcuni sono antropomorfi, altri hanno una forma che ricorda il tipo francese a copeaux. Nelle lesene di raccordo tra l’abside e la muratura della navata, inferiormente al coronamento, vi è una cornice decorata a “intreccio di vimini”. Il coronamento è costituito da due fasce di un corso di mattoni e pietra che racchiudono una serie di losanghe alternate in pietra e cotto, sovrastate da una cornice decorata a billettes. Il basamento è in pietra e mattoni con modanatura. Nel prospetto nord la muratura in pietra presenta qualche tratto di filare in mattoni. Come nella maggior parte delle chiese romaniche è il lato più disadorno, simbolicamente il lato della morte. Vi sono tre monofore a doppia strombatura con arco a tutto sesto monolitico. Il coronamento della muratura perimetrale è una semplice cornice in pietra. Il coronamento del cleristorio  è ad archetti semplici monolitici su mensoline, sovrastati da una cornice decorata prevalentemente con un motivo a doppia treccia. All’interno le navate laterali sono state trasformate in cappelle nelle prime tre campate, le monofore che in esse si aprono hanno il blocco dell’arco monolitico decorato; nel tratto in muratura compreso fra gli archi della prima e della seconda cappella a nord si nota un breve tratto di fascia a “denti di lupo”, del tipo a triangoli rettangoli. Nella quarta campata sono stati ricavati i bracci di una sorta di transetto. La fila dei pilastri cruciformi a nord presenta verso la navata centrale delle semicolonne, mentre la fila a sud larghe e piatte lesene. I capitelli di alto valore plastico e decorativo sono visibili solo da tre lati in quanto il quarto è inglobato nella muratura delle cappelle. I mostri e gli animali scolpiti come in tutta l’iconografia medievale avevano un contenuto simbolico, erano allusivi a vizi e virtù e avevano lo scopo di indurre alla meditazione il credente. Tutte le arcate longitudinali hanno una doppia ghiera di cui quella più interna talvolta è modanata e sono incorniciate da una fascia a billettes. Il pavimento è in battuto di cemento. L’altare è in pietra di recente costruzione. Incorporata nel muro della seconda cappella del lato nord si nota una pietra tombale, scoperta dal professor Olimpio Musso, che così la interpreta “SAHSMAR (H)IC QUI(E)SI(T) IN (PACEM)”. Durante recenti lavori di restauro è stata scoperta una nuova lapide mortuaria che cita “ANIBAL CO(niux)” posta probabilmente dalla moglie a ricordo del marito.

Informazioni:
La chiesa si trova in zona collinare a circa 600 m, in direzione sud – est, dall’abitato di Montiglio, a 260 metri s.l.m., sul costone ovest della Valle Versa. È collocata nell’area cimiteriale. Agenzia Turistica Montiglio Monferrato, tel. e fax 0141 994006, e-mail: info@montigliom.at.it

Links:
http://www.montigliom.at.it/pieve.htm

http://it.wikipedia.org/wiki/Pieve_di_San_Lorenzo_%28Montiglio_Monferrato%29

http://www.valleversa.it

Bibliografia:
Le chiese romaniche delle campagne astigiane a cura di Liliana Pittarello, Asti 1984, pp. 235-238
S. CASARTELLI, Quattro chiese benedettine del XII secolo in Monferrato, in “Atti del X congresso di storia dell’architettura, Torino 1957″ Roma, pp. 309-330
F. CIRAVEGNA, Curiosità e leggende della pieve di San Lorenzo, dattiloscritto in loco

Fonti:
Fotografie 1, 2 da Wikipedia; foto 3 e 4 GAT.

Data compilazione scheda:
18 maggio 2002 – aggiornam. luglio 2014

Nome del rilevatore e associazione di appartenenza:
Mauro Marnetto – Gruppo Archeologico Torinese

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