Biandrate (NO) : reperti romani e preistorici

 biandrate villa

Descrizione del sito e dei ritrovamenti:
In località Le Pievi, in seguito all’affioramento in superficie di molto materiale frammentario, laterizio e ceramico, a causa dei lavori agricoli, si è proceduto a uno scavo in estensione che ha messo in luce ambienti relativi alla parte produttiva (pars rustica) di una villa romana. Strutture precedenti alla villa, e occupanti un’area più vasta di quest’ultima, sono state evidenziate da una serie di saggi che hanno attestato l’insediamento già dalla fine del II a.C.e l’inizio del I a.C. Le strutture indagate della villa, databili in piena età imperiale, dimostrano che la massima efficienza del complesso avvenne tra la metà del I e quella del II sec. d.C. I muri, conservati al solo livello di fondazione, e talora legati da una specie di malta biancastra molto povera, delimitano una serie di ambienti, di cui si sono identificati con certezza, attorno ad una corte riustica, il granaio, il “nubilarium” (tettoia per ricovero temporaneo di derrate alimentari), il “torcular” (ambiente dedicato alla spremitura dell’uva) alle cui spalle, nell’angolo caldo del cortile era la cucina, il forno e il “fumarium” (luogo in cui era messo ad invecchiare il vino in otri e dove si ascuigavano derrate e fieno). Frequente è la presenza, nei vari ambienti, di canalette di scolo, costruite in tegole o in coppi semicircolari accostati, \”basi dei torchi\” quadrangolari, residui di pavimentazioni in cotto. La principale produzione della villa doveva essere il vino per la presenza di ben due torchi.
Numerosi i frammenti ceramici recuperati; è attestata ceramica a vernice nera con patere Morel 2281 e 2277c; ceramica a pareti sottili, terra sigillata italica e padana (coppette e patere, in particolare Drag. 17B, Drag. 46 e Ritterling 5, bollata Murrius), anforacei, e soprattutto ceramica comune. Conservate al Museo di Antichità di Torino. In zona altri reperti da strutture in ciottoli e laterizi, conservate a livello di fondazione, e relative ad un impianto a carattere produttivo legato alla lavorazione del metallo.
Gli scavi sono proseguiti sino al 2020, quando ad aprile sono stati coperti gli scavi. Un eccezionale ritrovamento è stata una fibula, cioè di una spilla, un oggetto di lusso di epoca romana, in bronzo con decorazioni in smalto risalente al II – III secolo d.C., di fattura nordeuropea.

Sarà allestita una mostra anche con gli importanti reperti neolitici recentemente trovati, statuette del V millennio a.C. e altri.

Altri ritrovamenti Un tesoretto di monete fu scoperto in occasione di lavori agricoli nel terreno del sig. Girolamo Podestà, ad un centinaio di metri dal paese. Erano deposte a piccola profondità nel terreno, senza alcuna protezione. Si tratta di monete celtiche padane, associate a due denari repubblicani. Seconda età del Ferro, prima  romanizzazione. Conservate al Museo di Antichità di Torino.

A Novara, nel lapidario della canonica sono conservati i seguenti reperti di Biandrate. Rinvenuta nella casa del prof. A. Bellini, è una lastra scorniciata di marmo bianco di Candoglia, danneggiata lungo i bordi, con iscrizione funeraria di C. VARISIDIUS IUNIOR, posta dalla sorella MAGIA. Età romana imperiale.
Sarcofago in serizzo a cassa rettangolare liscia, mutilo in alto, con iscrizione funeraria entro cornice, di un flamine della città di Vercelli, il cui nome non è conservato, forse iscritto alla tribù PUBLILIA (=CIL, V, 6494), già reimpiegato come abbeveratoio per il bestiame e poi trasferito a Novara in S. Gaudenzio. Età romana imperiale.

Informazioni:
Info Comune tel. 0321 83122

Links:
Biandrate, ancora sorprese dalla scavo archeologico 2019 tratto da http://www.novaratoday.it

http://www.comune.biandrate.no.it/

Fonti:
Parte delle notizie e foto in alto tratte da pagine, non piùesisitenti nel 2020, del sito www.sitbiella.it; foto in basso da www.novaratoday.iy

Data compilazione scheda:
1 dicembre 2011 – aggiorn. marzo 2014 – maggio 2020

Nome del rilevatore e associazione di appartenenza:
Angela Crosta – G.A.Torinese