Trofarello (TO) : Chiesa di San Pietro di Celle

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Storia del sito:
L’esistenza di un edificio plebano è attestata per la prima volta nel documento con cui Federico I nel 1159 conferma al vescovo Carlo “curtem de Cellas cum castello, districto et plebe”. In questo periodo il vescovo di Torino esercitava la sua giurisdizione sulla corte, il castello e la pieve di San Pietro e probabilmente tali diritti erano già contenuti in un diploma ottoniano del 981, che concedeva alla chiesa torinese tra le altre corti anche quella di Celle. Il titolo dell’edificio plebano viene riportato solo più tardi in un documento dell’inizio del XIII secolo (1218), in cui viene citato un “dominus Saxel, plebanus ecclesie Sancti Petri de Cellis”. Non sembra, a differenza di quanto sostenuto da alcuni autori, che la pieve di San Pietro abbia subito interferenze monastiche. Essa rimase sempre soggetta alla giurisdizione del vescovo di Torino, il quale si limitò a concederla in avvocazia (protezione esercitata dal signore feudale nei confronti dei beni della pieve) ai signori di Trofarello. La facoltà più importante del patrono di una chiesa era quella di presentare all’autorità diocesana il chierico prescelto per ricoprire l’ufficio vacante. San Pietro di Celle era l’antica chiesa parrocchiale del borgo di Celle. Le lotte fra i Comuni di Chieri e Testona provocarono il progressivo abbandono di molti piccoli centri abitati indifesi sulla collina torinese, mentre i conti Vagnone aumentarono il loro potere politico e il loro territorio: così tra il XIII e il XIV secolo attorno al loro castello in Trofarello crebbero le case ed anche la chiesa che con il tempo sostituì la pieve di San Pietro di Celle. San Pietro mantenne il titolo plebano fino alla metà del XIV secolo, quando infatti venne sostituita dalla chiesa dei SS. Quirico e Giulitta di Trofarello. Nel cattedratico (elenco delle chiese che pagavano un tributo al vescovo) del 1386 S. Pietro è ridotta al rango di “ecclesia”, descritta come “antica sede di pieve” ed enumerata fra le chiese dipendenti da S. Maria di Chieri

Descrizione del sito:
L’edificio di San Pietro Celle sorge su un poggio a nord ovest della chiesa di Santa Maria di Celle. Della costruzione originaria restano solo, molto alterate, l’abside e l’absidiola sinistra, mentre la terza abside a sud venne barbaramente distrutta. La muratura originale è composta da filari di grossi conci di arenaria, alternati a file di mattoni disposte a spina di pesce. Annesso alla chiesa si trova ora un robusto corpo di fabbrica rettangolare, decorato con formelle gotiche in cotto. In base ai caratteri stilistici e soprattutto per la presenza del loggiato cieco dell’abside maggiore, che precede stilisticamente gli archetti pensili in cotto o in arenaria caratteristici del romanico lombardo, la chiesa, o meglio ciò che ne rimane, è stata datata all’inizio del XII secolo. Nell’alto dell’abside centrale si aprono per ogni campo tre fornici ciechi con piedritti formati da colonnette tozze di arenaria e cotto sormontate da capitelli scolpiti, che purtroppo l’inclemenza del tempo e degli uomini ha ormai irrimediabilmente sfigurato. Nel muro sottostante si aprono strette finestrelle arcate con forte strombatura. Nell’abside laterale di sinistra archetti ciechi sostituiscono i fornici di quella centrale. Del muro di facciata rimane solo un tratto ove è visibile una delle due mezze colonne, che la dividevano in tre parti.

Informazioni:
Sulla collina tra Moriondo (frazione di Moncalieri), Trofarello e Revigliasco – da Moriondo (frazione di Moncalieri) si dovrà percorrere Via San Pietro verso Revigliasco per circa 1,5 chilometri, seguendo la strada asfaltata e ignorando le deviazioni sterrate laterali fino a raggiungere cascina S. Pietro.

Trofarello-SPietro-Celle

Link:
http://www.archeogat.it/zindex/Mostra%20Collina/collina%20torinese/pag_html/celleSP.htm

Bibliografia:
G. CASIRAGHI, La Diocesi di Torino nel Medioevo, BSS 196, Torino 1979
A. A. SETTIA, Insediamenti abbandonati sulla collina torinese, in “Archeologia Medievale”, II (1975)
G. CASSANO, A proposito di San Pietro di Celle, in “Boll. SPABA” XVI (1930)

Fonti:
Fotografia archivio GAT.

Data compilazione scheda:
10 ottobre 2000 – aggiornamento febbraio 2014

Nome del rilevatore e associazione di appartenenza:
Mauro Marnetto – Gruppo Archeologico Torinese