Trofarello (TO) : Chiesa di S. Maria di Celle

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Storia del sito:
Il 5 dicembre 1318 Guglielmo di Revigliasco è nominato “rector ecclesie Sancte Marie de Cellis” dal prevosto del Capitolo della cattedrale di Torino, che aveva su di essa il diritto di collocazione (o collazione – diritto di nomina). Si tratta della più antica attestazione documentaria della chiesa di S. Maria. Non è certa l’epoca della prima costruzione dell’edificio. Dallo stile architettonico del campanile, che però presenta evidenti tracce di rifacimenti, può essere databile alla seconda metà del XII secolo o più verosimilmente al XIII secolo. Da recenti studi sarebbero stati i Vagnone, signori di Trofarello, a promuoverne la ricostruzione nel XIII secolo, dal momento che questa famiglia signorile parrebbe molto legata alla chiesa di Santa Maria. Rimane qualche perplessità a questo proposito poiché il documento citato evidenzia che se vi furono interferenze laiche, queste sono da attribuire ai signori di Revigliasco e non a quelli di Trofarello. Non si puó infatti pensare che i Vagnone di Trofarello avessero fatto erigere la chiesa, se già nella seconda metà del secolo XII i signori di Revigliasco ottennero dai marchesi di Romagnano la giurisdizione sul castello di Celle e se nel 1318 rettore della Chiesa di S. Maria, significativamente definita “prope Ruviglascum”, era Guglielmo “ex dominis de Ruvigliasco”.

Descrizione del sito:
La chiesa, ad una navata, ricoperta da una volta a botte a sesto molto ribassato, ha perso ogni interesse architettonico. Il campanile invece, nonostante evidentissime tracce di rifacimenti e restauri costituisce la parte di maggior interesse dal punto di vista artistico della chiesa. È a tre ordini, di cui i primi due separati fra loro da una fila di archetti di cotto a tutto sesto e da una fascia a denti di sega, mentre verticalmente sono separati da una lesena. L’ordine superiore presenta due aperture a sesto acuto, separate da un pilastrino. Fra il secondo ed il terzo ordine è chiaramente visibile una differenza di spessore nelle murature denunciata da una risega esterna la cui esecuzione deve ritenersi contemporanea al restauro della torre. Santa Maria appare di epoca successiva a San Pietro di Celle, sia dal punto di vista stilistico, sia dal punto di vista dei materiali impiegati per la costruzione, sia per la tecnica muraria (mattoni a spina di pesce alternati a conci di arenaria per la chiesa di San Pietro; filari regolari di mattoni di fattura accurata per quella di Santa Maria). Ad una attenta osservazione il campanile presenta un particolare interessante: una lettera “T”, incisa sul montante di un archetto del lato nord. Il “Tau” era il segno distintivo dei “Canonici regolari (Frati Ospedalieri) di S. Antonio eremita” detti anche semplicemente “Antoniani”. Questa congregazione, fondata in Francia intorno al 1090, si dedicava alla cura dei malati, in particolar modo delle persone colpite da ergotismo, un’affezione cutanea dovuta all’ingestione di sostanze alimentari inquinate da segala cornuta. Gli ospitalieri di Sant’Antonio crearono numerosi luoghi di cura in Piemonte, di cui certamente il più famoso è Sant’Antonio di Ranverso sulla strada di Francia. Alcune chiese dell’alta Val Susa portano scolpito sui capitelli un “tau”, come Santa Maria, e ciò permette di supporre che vi fossero annessi piccoli ospedali antoniani. Numerosi quadretti votivi erano stati appesi nel corso degli anni alle mura della Chiesa, ma di questi ex voto non ne rimane che una piccola parte.

Informazioni:
Da Trofarello dirigersi verso la chiesa parrocchiale SS. Quirico e Giulitta imboccando Viale della Resistenza; seguire quindi le indicazioni: Santuario S. Maria di Celle. Parrocchia tel. 011 6497162

Trofarello-MadonnaCelle

 Links:
http://www.archeogat.it/zindex/Mostra%20Collina/collina%20torinese/pag_html/celleSM.htm

Bibliografia:
FISSORE, I protocolli di Tedisio, docc. 209 e 210, pp.263-266, 5 dicembre 1318
G. CASIRAGHI, La Diocesi di Torino nel Medioevo, BSS 196, Torino 1979
A. CAVALLARI MURAT, Antologia monumentale di Chieri, Torino 1969, p. 20
A. A. SETTIA, Insediamenti abbandonati sulla collina torinese, in “Archeologia Medievale”, II (1975)
G. CASSANO, A proposito di San Pietro di Celle, in “Boll. SPABA” XVI (1930)

Fonti:
Foto archivio GAT.

Data compilazione scheda:
7 ottobre 2000 – aggiornamento febbraio 2014

Nome del rilevatore e associazione di appartenenza:
Mauro Marnetto – Gruppo Archeologico Torinese